
Una sfida emergente per il diritto internazionale dei diritti umani
Incontro di formazione di eccellenza con la dottoressa Nina Piro organizzato dall’Energy Team del Giorgi Fermi
All’interno delle attività formative per i docenti e gli studenti dell’istituto della Green Schools Competitions, l’Energy Team della nostra scuola ha organizzato un incontro online dal titolo: “Rifugiati climatici e vuoto normativo: una sfida emergente per il diritto internazionale dei diritti umani”, con la dottoressa Nina Piro.
Continuare a formarsi, è essenziale per chi come noi ha cura del pianeta dove viviamo, perché dobbiamo acquisire sempre più consapevolezza delle conseguenze globali, spesso drammatiche, di gesti quotidiani di spreco delle risorse fatti con superficialità e talvolta ignoranza.
Le conseguenze dei cambiamenti climatici si manifestano già da molti anni. Come racconta la dottoressa Piro nella sua tesi: “Negli ultimi decenni, l’intensificarsi di fenomeni climatici estremi come uragani, alluvioni, ondate di calore e di processi a lento impatto, come desertificazione, innalzamento del livello del mare e degrado del suolo, ha costretto milioni di individui a spostarsi dai propri territori, generando flussi migratori di ampia portata e di natura profondamente differenziata. L’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC) stima che nel solo 2022 circa 23,7 milioni di persone siano state sfollate a causa di disastri naturali, gran parte dei quali riconducibili a fattori climatici, evidenziando come tale fenomeno non sia più confinato a contesti eccezionali, ma rappresenti una realtà strutturale e crescente. Nonostante l’evidenza empirica, il diritto internazionale non offre ancora una definizione univoca dei cosiddetti migranti climatici, lasciando milioni di persone in una condizione di invisibilità legale e vulnerabilità sistemica. La Convenzione di Ginevra del 1951 tutela i rifugiati perseguitati da attori umani, mentre i migranti costretti dal clima restano privi di protezioni specifiche.”

Un caso emblematico che ci ha molto colpito durante l’incontro riguarda “Ioane Teitiota, cittadino di Kiribati, piccolo Stato insulare del Pacifico. Di fronte al progressivo innalzamento del livello del mare, alla salinizzazione delle acque e alla scarsità di risorse, Teitiota aveva chiesto asilo in Nuova Zelanda, sostenendo che la sua vita e quella della sua famiglia fossero seriamente minacciate. I tribunali nazionali respinsero la richiesta, affermando che la Convenzione di Ginevra del 1951 non si applica ai cambiamenti climatici, poiché manca un persecutore umano. Il ricorso al Comitato per i Diritti Umani dell’ONU, fondato sulla violazione dell’art. 6 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), segnò però una svolta importante: pur respingendo il caso specifico, il Comitato affermò che gli Stati non possono espellere individui verso territori in cui le condizioni ambientali compromettano gravemente l’esercizio dei diritti fondamentali 102, aprendo così la strada ad un applicazione del principio di non-refoulement anche in chiave climatica”.
Noi dell’Energy Team ringraziamo la dottoressa Nina Piro per il tempo che cui ha dedicato, e speriamo che questo tema importante dia ancora più senso alle attività che ogni anno proponiamo nel nostro istituto.
Istituto Giorgi-Fermi
























