
Come lo “Scrolling” rischia di divorare il nostro tempo

Ti è mai successo di prendere in mano il telefono “solo per due minuti” e ritrovarti, un’ora dopo, a scorrere video di notizie, meme, ricette, o pagine social senza nemmeno ricordare come ci sei arrivato?
Tranquillo, non sei solo. Quello che stai mettendo in atto è lo “Scrolling”, un gesto compulsivo che consiste nello scorrere continuamente verso l’alto (o il basso) o verso sinistra (o destra) i contenuti sui social media o sui siti web.
La Psicologia del “Pollice Magnetico”
Perché è così difficile fermarsi? La risposta risiede principalmente in tre meccanismi psicologici:
– La Dopamina e la Sorpresa: quando “scrolliamo” abbiamo l’aspettativa di trovare qualcosa di bello e interessante (ad esempio un video buffo, un mi piace, una notizia). Quando troviamo quel contenuto il cervello rilascia dopamina, una sostanza chimica che ci fa sentire gratificati. È la “benzina” che ci spinge a cercare ancora. Proprio come nelle slot machine in cui non sappiamo quando arriverà il premio perché è imprevedibile, attraverso lo scrolling continuiamo a scorrere “all’infinito” sperando che il prossimo post sia quello giusto.
– L’Anestesia Emotiva: spesso usiamo lo scrolling come un “interruttore” per spegnere il cervello dopo una giornata faticosa. È una forma di “auto-cura” della noia o dell’ansia, ma è un’anestesia che non riposa: ci lascia più stanchi di prima.
– Il “Flow Negativo”: entriamo in uno stato di assorbimento totale, una sorta di trance, in cui perdiamo la cognizione del tempo e dello spazio circostante.

I diversi volti dello scrolling: il “Soft-Scrolling” e il “Doomscrolling”
Sulla base dei contenuti visitati è possibile identificare due tipologie principali di scrolling:
– Il “Soft-scrolling”, che consiste nello scorrere contenuti leggeri o banali per riempire il vuoto. Può generare senso di colpa per il tempo perso e perdita di attenzione nei confronti dell’ambiente circostante.
– Il “Doomscrolling” (che approfondiremo nel prossimo numero de “la Salamandra”) che consiste nello scorrere notizie negative nel tentativo illusorio di controllare il mondo. Questo tipo di scrolling generalmente produce stress e senso di impotenza, in quanto poi facciamo i conti con la realtà: non possiamo cambiare il corso degli eventi solo attraverso il pensiero e il controllo delle notizie.
Il rischio: la “Vita in Sospeso”
Il vero problema non sono i contenuti che guardiamo, ma ciò che non facciamo mentre “scrolliamo”: non dormiamo, non parliamo con chi ci sta vicino, non lasciamo spazio alla creatività.
Come riprendere il comando: 3 piccole strategie
1) Crea dei “Freni Artificiali”: le app sono potenzialmente senza fine, quindi devi creare tu il limite. Usa le funzioni di “Timer App” integrate nel telefono o imposta una sveglia fisica.
2) La Regola del “Perché?”: prima di sbloccare il telefono, chiediti: “Perché lo sto facendo? Sono annoiato, stanco o cerco un’informazione specifica?”. Dare un nome al bisogno può aiutare a rompere l’automatismo.
3) Rendi lo schermo “meno attraente”: prova a impostare lo schermo in “scala di grigi”. Senza i colori vibranti, il cervello riceve meno dopamina e lo scrolling può diventare improvvisamente meno magnetico.
A chi rivolgersi ?
Nel caso in cui ti rendessi conto di passare molte ore a “scrollare” senza riuscire a fermarti puoi richiedere aiuto a:
Sportello S-collegati
Servizio Dipendenze “La Madonnina”, 3° piano
Via Castellana 2 – Treviso
Tel: 353 4204911




















