
Al Turazza un segno che resta
Non una semplice iniziativa, ma un’esperienza concreta, vissuta in prima persona. È questo il senso della partecipazione degli studenti dell’ENGIM Turazza di Treviso alla XXII Settimana di Azione contro il Razzismo (14–22 marzo 2026), promossa da UNAR nell’ambito del progetto “Guardiamo oltre il pregiudizio”.
Per una settimana, la scuola si è trasformata in un luogo ancora più aperto al dialogo, al confronto e alla costruzione di una cultura dell’inclusione. I ragazzi non sono stati semplici spettatori: sono diventati protagonisti attivi di un percorso educativo che ha unito pensiero, manualità e responsabilità.
Il momento centrale è stato senza dubbio l’inaugurazione del monumento “La danza di Rosa Parks”, opera dell’artista Luciano Longo, installata nel giardino dell’istituto. Un’opera simbolica ma allo stesso tempo concreta, perché realizzata anche grazie al contributo diretto degli studenti, coinvolti nelle fasi di preparazione e installazione.



Questo aspetto ha reso il progetto ancora più significativo: non solo un messaggio da osservare, ma un segno costruito insieme, destinato a restare nel tempo come testimonianza visibile dell’impegno contro ogni forma di discriminazione.
Accanto al lavoro sul monumento, la settimana è stata arricchita da incontri e momenti di confronto con autori contemporanei come Marilena Umuhoza Delli, Nogaye Ndiaye e Amir Issaa. Attraverso le loro testimonianze, gli studenti hanno potuto approfondire temi complessi legati all’identità, al pregiudizio e alla società contemporanea, sviluppando strumenti critici per leggere il presente.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, tra cui la consigliera regionale Rossella Cendron, il critico d’arte Boris Brollo e Yaya Menega, presidente dell’Associazione Abitanti della Costa. La loro presenza ha sottolineato l’importanza di un dialogo tra scuola, territorio e comunità.
A rendere ancora più significativo il momento finale è stato il gesto del Gruppo Provinciale Panificatori Confcommercio di Treviso, che ha offerto il pane agli studenti e ai partecipanti. Un gesto semplice ma ricco di significato: il pane come simbolo di condivisione, pace e comunità, capace di unire le persone oltre ogni differenza.
Come ha sottolineato il direttore della sede ENGIM di Treviso, Gianluigi Bettiol, «non basta parlare di inclusione: bisogna viverla». Ed è proprio ciò che è accaduto al Turazza: un’esperienza che ha saputo trasformare i valori in azioni concrete.
In ENGIM, infatti, l’educazione passa anche attraverso il fare. E questa iniziativa ne è stata una dimostrazione chiara: i ragazzi hanno imparato non solo con la mente, ma anche con le mani e con il cuore.
L’opera non è ancora completamente terminata, ma il suo significato è già pienamente visibile. Rimarrà nel tempo come un segno tangibile, capace di parlare ogni giorno a chi attraverserà quegli spazi.
Più di un evento, quindi: un percorso che lascia traccia nelle persone, nella scuola e nella comunità. Un invito concreto a guardare davvero oltre il pregiudizio.





















