La musica del mio picchio

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Anna Anisimova

Un libro lieve e gioioso, che celebra l’immaginazione delle bambine e dei bambini
affrontando il tema delle diverse abilità con delicatezza e fantasia.

La bambina protagonista non vede con gli occhi, eppure vede molto a fondo e sa immaginare come nessuno. Per esempio, quando al museo tocca per la prima volta le zanne di un elefante, ne rimane tanto impressionata da percepire la sua presenza ovunque: lo immagina saltare la corda insieme a lei, farle compagnia mentre passa l’aspirapolvere, starle accanto, prima di addormentarsi, lo ritrova perfino nel cielo, nelle forme delle nuvole descritte dal papà.

Oltre a un elefante invisibile, la bambina ha anche altri amici, come Zanfretta, il bastone che aiuta il nonno a camminare e che ha salvato entrambi da un incidente durante un’avventurosa passeggiata; Pavel, un compagno di scuola con cui impara a scrivere in un codice segreto fatto di tanti puntini da toccare; e perfino una balena, che la aiuta a fare amicizia e a giocare nella neve fresca.

Gli occhi di questa piccola protagonista, così capaci di guardare dentro di lei, ci permettono di vedere il mondo diversamente da come sempre lo guardiamo e di scoprire una nuova modalità per fare dell’immaginazione un gioco comune.

Telos Edizioni, casa editrice che da sempre ha a cuore l’accessibilità e l’inclusione, accoglie nel suo catalogo un titolo capace di commuovere e divertire, adatto a chi ama immergersi nell’avventura in solitudine e perfetto anche per chi preferisce condividere i racconti in famiglia o in classe, leggendo ad alta voce.

Raccontare l’infanzia

Nei racconti di Anisimova emerge la grande curiosità e l’approccio giocoso con cui la bambina trascorre le sue giornate, circondata dall’amore della sua famiglia. La piccola eroina è affiancata nelle sue scoperte da familiari che si impegnano per la sua autonomia e affinché lei possa essere sicura di sé in ogni situazione. Il focus delle storie non è mai sulla cecità, ma sull’infanzia.

“Ognuno di noi ha caratteristiche e abilità uniche. Se riusciamo a capire chi è diverso da noi, non avremo paura di parlargli e non perderemo la possibilità di essere amici. Non è forse questa la bellezza del mondo?” Anna Ansimova

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