
“Papà, ho tanta paura, non mi sento pronta a passare”. Le paure vanno messe nello zaino, soprattutto quelle grandi, ma non devono pesare in una corsa del genere.
A settembre alla linea di partenza la preside prese il microfono e iniziò a chiamare gli alunni delle varie classi. Le mie gambe tremavano, le mie mani pure, il cuore voleva uscire dal petto. Poi il mio nome: l’inizio di una nuova avventura, una nuova corsa verso il traguardo. Gli ostacoli iniziarono subito, una verifica dopo l’altra, tante cose da apprendere in poco tempo, ma la mia voglia di andare avanti, fissa come un treno, non mi ha mai fermato, nemmeno davanti ai problemi più grandi.
Avevo già delle compagne e dei compagni che avevano iniziato a credere in me, più di quanto ci credessi io. È stato come trovare una seconda famiglia, un’altra casa, un luogo in cui potermi confidare, un posto in cui capire chi sono e cosa mi aspetto davvero. Da subito molti professori mi hanno dato coraggio, compresi quelli che insegnano materie che non avevo mai fatto. Mi hanno fatto appassionare, ho riportato buoni risultati e sono riuscita a migliorarmi in molte materie, tra cui Italiano, che alle medie mi aveva sempre messo timore. Le lezioni ancora adesso mi sembrano accattivanti, tanto che riescono a “coinvolgermi” di più e studiare ora sembra più leggero, come se dovessi solo perfezionare qualcosa che già sapevo, togliendomi però molti dubbi, anche se il metodo di studio rimane sempre lo stesso della scuola media.
Se già prima avevo delle paure, ne sono arrivate delle altre che hanno trovato posto nello zaino e che tuttora mi seguono. Non ho mai avuto fiducia in me stessa e questo mi porta spesso per strade sbagliate. Qualcuno mi chiede un parere? Un’opinione? Cosa mi ricordo? Non ho mai avuto ragione, mi blocco, non sono mai abbastanza. Mi sento piccola mi faccio prendere dalle paure, che mi trascinano nel buio più assoluto: è come cadere in un burrone profondo, di cui non si vede la fine. Tutto attorno mi sembra più possente, pronto a schiacciarmi con le mie idee, ritenute da me risposte inadeguate a qualcosa di troppo grande. E lì la forza di proseguire inizia a volatilizzarsi, comincio a fare passi indietro. Però il traguardo lo vedo in lontananza, la mente non può fermarsi troppo indietro.
Bisogna rialzarsi e proseguire, anche se lo zaino mi resta incollato.
Ilaria, classe prima























