L’evoluzione biologica: teorie e sviluppo dell’uomo

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In occasione di un compito per casa assegnato dalla Docente di Biologia riguardante l’evoluzione biologica ho realizzato un elaborato che analizza le diverse teorie evolutive e le tipologie di selezione naturale, concludendosi con una riflessione focalizzata sull’evoluzione dell’uomo. 

L’evolversi degli esseri viventi è un fenomeno che ha avuto e avrà una perenne presenza nelle varie specie, un processo continuo e inarrestabile, stiamo parlando infatti del processo di cambiamento delle caratteristiche ereditarie in una popolazione nel corso delle generazioni, caratteristiche deviate dal diretto adattamento con l’ambiente. 

I maggiori contributi su questo tema sono dovuti a due famosi ricercatori dell’Ottocento: Jean Baptiste de Lamarck (1744 – 1829) e Charles Darwin (1809 – 1882); di questi due colui che formulò la teoria che oggi consideriamo valida fu Charles Darwin, trattata nella sua opera “L’origine delle specie” del 1859. 

Grazie a questo trattato l’umanità prende consapevolezza del concetto di selezione naturale. Il principio fondamentale su cui tale selezione si basa è un meccanismo biologico attraverso il quale le variazioni ereditarie che favoriscono la sopravvivenza e la riproduzione di un individuo in un determinato ambiente tendono a diventare più comuni nelle generazioni successive o addirittura a sostituire completamente altre variabili. L’effetto della selezione naturale è proprio l’evoluzione. 

Il processo di selezione naturale distingue le caratteristiche in vantaggiose o svantaggiose (alla sopravvivenza); nel corso delle generazioni queste caratteristiche vantaggiose diventano sempre più diffuse nella popolazione e quelle meno vantaggiose tendono a diminuire o scomparire. In questo modo le specie cambiano gradualmente nel tempo adattandosi meglio alle condizioni dell’ambiente. 

La selezione naturale agisce in modi diversi a seconda di quali caratteristiche vengono favorite e per questo esistono diversi tipi di selezione naturale, che spiegano come e perché alcune caratteristiche aumentano o diminuiscono in una popolazione. 

Le principali sono: la selezione stabilizzante, divergente e direzionale. 

  • La selezione stabilizzante favorisce gli individui con caratteristiche intermedie, mentre sfavorisce quelli con caratteristiche estreme. In questo modo la popolazione tende a mantenere nel tempo le caratteristiche più adatte all’ambiente, riducendo le variazioni troppo grandi. 
  • La selezione divergente (il contrario della stabilizzante) invece favorisce gli individui con caratteristiche estreme e sfavorisce quelli con le intermedie. In questo modo la popolazione tende a dividersi in due gruppi con caratteristiche opposte. 
  • La selezione direzionale favorisce una caratteristica particolare ed estrema rispetto alle altre. In questo caso, gli individui che possiedono uno specifico tratto hanno maggiori probabilità di sopravvivere e riprodursi. 

Sono passati 300.000 anni dalla nascita dell’uomo, secoli in cui si è creato cultura e conoscenza del mondo, attraverso scoperte e invenzioni. L’uomo sapiens è un essere vivente che già 10000 anni fa con l’agricoltura ha iniziato ad adattare l’ambiente alle proprie esigenze in modo massivo. Ad oggi l’ambiente di tutto il mondo è stato mutato dagli uomini attraverso l’agricoltura e l’allevamento, i farmaci e i vaccini, l’industria, i trasporti e ultima la tecnologia digitale. 

Detto ciò, una domanda si pone spontanea: l’ambiente si sta ancora evolvendo nonostante l’uomo cerchi di adattarlo alle proprie esigenze? 

La risposta é sì ma meno persone muoiono per cause naturali e la selezione naturale è meno forte, in ogni caso l’evoluzione continua, influenzata anche da cultura e tecnologia. Nei secoli l’uomo ha sviluppato varie caratteristiche come la capacità di digerire il latte, l’adattamento all’alta quota e alla vita in immersione. 

A quanto pare però i cambiamenti più radicali a seguito dell’attività umana si notano negli animali; infatti, negli ultimi decenni molti animali si stanno adattando alla vita in città; questo succede perché le città creano ambienti con cibo, rifugi e meno predatori. Con il tempo, grazie alla selezione naturale, alcuni animali sviluppano comportamenti o caratteristiche che li aiutano a vivere meglio in questi ambienti urbani. 

Un esempio lo sono i passeri che emettono canti più acuti o più forti per superare il rumore del traffico e hanno acquisito l’abitudine di nidificare su edifici e strutture artificiali, riconosciuti come luoghi protetti. 

Massimo Marazzato, classe 4^A, Istituto Scolastico Paritario “G. Mazzini”

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