Il giorno del ricordo

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Conoscere per non dimenticare

Giovedì 5 marzo scorso, nell’aula magna del Liceo Giuseppe Berto di Mogliano Veneto, ho partecipato ad un incontro dedicato alla Giornata del Ricordo, che si commemora a partire dal 2004 ogni 10 febbraio, “in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale del secondo dopoguerra”. Si tratta di un incontro che non dimenticherò: quello con la signora Federica Haglich, esule giuliano-dalmata.

Dopo una presentazione introduttiva volta ad inquadrare il convulso periodo storico della Seconda guerra mondiale e del Secondo dopoguerra, è stata la signora Federica Haglich a prendere la parola e a proporci il suo racconto e la sua riflessione dal titolo “Ricordo, Verità, Perdono”. Le sue parole ci hanno portato nella sua terra natia, in quell’isola di Lussino dell’alto Adriatico, oggi appartenente alla Croazia, un tempo invece terra italiana; il suo racconto ha ricordato tutte le difficoltà incontrate e affrontate dalle persone che da lì (e non solo) sono scappate nel corso di quello che conosciamo come esodo giuliano-dalmata, ma anche i drammatici eventi accaduti a quanti hanno scelto di non abbandonare la loro terra o a quanti non sono riusciti a farlo. Ricordo, tra tutti, Norma Cossetto, giovane studentessa scomparsa nel 1943, divenuta uno dei simboli del martirio delle foibe, e la figura dell’eroico medico Geppino Micheletti, la cui sovrumana impresa si lega all’orrore della strage di Vergarolla del 18 agosto 1946.

La signora Haglich ci ha poi raccontato la sua storia personale, iniziando dalla sua vita a Lussino, prima dell’esodo, per soffermarsi poi sul racconto della fuga via nave quando era ancora piccola, una decisione presa con non poca difficoltà dai suoi genitori che volevano far sì che la figlia potesse vivere una vita in libertà. Successivamente l’approdo a Trieste, il trasferimento nel campo profughi di Udine e infine l’arrivo in Veneto: tutti anni molto difficili per lei e la sua famiglia. Federica Haglich ha ricordato in particolare le difficoltà della madre che, innamorata del mare di Lussino ormai lontano, quando aveva qualche minuto di tempo per sé si affacciava alla finestra e guardava l’acqua del fiume che scorreva lenta davanti alla loro nuova casa.

La sua storia mi ha toccato nel profondo, commuovendomi, anche se non ero estraneo all’argomento dell’esodo in quanto vissuto dai miei nonni materni.

Ringrazio di cuore la signora Federica Haglich per averci raccontato la sua storia. Questi incontri sono, a mio parere, fondamentali per far conoscere a più persone possibili la storia dell’Istria e della Dalmazia e per continuare a mantenere vivo il Ricordo dei terribili eventi accaduti, eventi che per troppi decenni sono stati volutamente obliati.

Lorenzo Z. – 4A Scienze applicate – Liceo Berto (Mogliano Veneto)

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