Elvira Mujčić al “Duca degli Abruzzi”

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Dalla guerra nella ex Jugoslavia alle domande del presente

Con il progetto “Le lettere del Duca”, il liceo ha ospitato la scrittrice, vincitrice del Premio Comisso 2026 per la narrativa con il romanzo La stagione che non c’era. Un’occasione di confronto sui conflitti, i nazionalismi e la comprensione dell’altro.

La scuola non è soltanto il luogo in cui si studia sui libri, ma anche uno spazio in cui incontrare autori, idee e punti di vista capaci di aprire nuove prospettive. È questo lo spirito di Le lettere del Duca, il progetto d’istituto con cui il Liceo “Duca degli Abruzzi” di Treviso promuove da anni iniziative dedicate alla letteratura e al dialogo con i protagonisti della cultura contemporanea.

Dopo gli incontri degli scorsi anni con Silvia Ballestra, Adrián Bravi e Marco Balzano, venerdì 9 ottobre le classi del triennio hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con Elvira Mujčić, scrittrice e traduttrice, vincitrice Premio letterario Giovanni Comisso. L’autrice ha presentato il suo romanzo La stagione che non c’era (Guanda, 2025), in un incontro moderato dal professor Targhetta, docente del liceo e scrittore.

Il romanzo di Mujčić ha vinto il Premio Comisso 2026 per la narrativa: un riconoscimento che ha aggiunto valore a un appuntamento già importante per la vita culturale della scuola. L’opera riporta il lettore nella Jugoslavia del 1990, alla vigilia della dissoluzione del Paese e delle guerre che avrebbero sconvolto i Balcani. Attraverso le vicende dei protagonisti, Mujčić racconta una società multiculturale in cui le tensioni nazionaliste e la paura dell’altro finiscono per incrinare la convivenza. Una storia che, pur guardando al passato, parla direttamente anche all’Europa di oggi, segnata da nuovi conflitti e dal riemergere di contrapposizioni identitarie.

Nel dialogo con gli studenti, l’autrice ha richiamato l’attenzione sulla difficoltà di mantenere lucidità di fronte alle tragedie contemporanee: «Viviamo ancora genocidi e guerre, ma non abbiamo la lucidità di riflettere». La comprensione dell’altro, ha sottolineato, rappresenta una via fondamentale per non lasciarsi dominare dalla paura.

È proprio questa una delle finalità di Le lettere del Duca: mostrare come la letteratura possa andare oltre la pagina scritta e diventare uno strumento per interpretare la realtà. Incontrare direttamente uno scrittore permette di avvicinarsi a un’opera in modo diverso, porre domande e riflettere su questioni che riguardano la società e le scelte individuali.

Con iniziative come questa, il Liceo “Duca degli Abruzzi” rinnova il proprio impegno nel proporre esperienze culturali che affiancano la didattica quotidiana. Un’occasione per gli studenti di approfondire i temi affrontati in classe e, al tempo stesso, di sviluppare capacità di analisi, pensiero critico e sensibilità verso la complessità del mondo. Perché la cultura non serve soltanto a conoscere ciò che è stato: aiuta a comprendere ciò che accade e a interrogarsi sul futuro.

Prof. Alberto Meneghetti (coordinatore dipartimento di Lettere)

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