
Un libro per un viaggio alla scoperta di sé
Noi ragazze e ragazzi della classe III A del liceo delle Scienze Umane del Duca degli Abruzzi durante l’anno scolastico 2025/2026 abbiamo intrapreso un viaggio alla scoperta di noi stessi, partito da un progetto di lettura in collaborazione col Progetto LYR, che si occupa di promozione della lettura.
I tre libri proposti sono stati:
- STORIA DELL’AMORE: è un saggio di Gerard Thomas, in cui viene esposto il tema dell’amore in tutte le sue forme. L’amore è ciò che ci rende umani.
- ACQUA DI MARE: è un romanzo di Charles Simmons, in cui viene raccontata la complessità del rapporto padre e figlio.
- LA PRINCIPESSA SPOSA: è un romanzo fantasy di William Goldman.
L’esperienza di lettura è risultata per alcuni faticosa, per altri curiosa, in ogni caso ha fatto nascere in noi tante domande, come: quando ci sentiremo adulti? La nostra identità può essere definita a prescindere dalle relazioni che abbiamo?
Altre attività sono state più movimentate, infatti le abbiamo svolte in palestra. Abbiamo capito grazie a queste che la comunicazione è relazione, si può comunicare con lo sguardo in un atteggiamento di apertura verso gli altri e verso l’ambiente. Abbiamo ascoltato un podcast sull’orientamento sessuale, intitolato “Io sono io” di Fabio Geda e poi letto delle poesie sull’identità di Cribari e Szymborska, alle quali ci siamo ispirati per creare una nostra poesia.

Infine, attraverso la tecnica del caviardage, abbiamo strappato una pagina a caso di un libro destinato al macero e con le parole trovate nella pagina abbiamo creato la nostra poesia intitolata “io sono” o “io non sono”. Abbiamo poi rilegato tutte le nostre pagine per ricostruire un libro, diventato a questo punto il nostro libro, dal titolo “Identità plurime in fieri”, poiché le nostre identità sono in continuo divenire attraverso le nostre esperienze, l’incontro con l’altro e con l’altro mediato dalla lettura.
Questo libro nasce da un gesto semplice ma potente: strappare una pagina per ricominciare a scrivere. Abbiamo raccolto le poesie dei nostri compagni, ognuna nata da frammenti di parole già esistenti, recuperate da pagine sottratte a un altro libro. Non si tratta di distruzione, ma di trasformazione: ogni parola è stata scelta, ricollocata e reinventata fino a dare vita a qualcosa di nuovo e profondamente personale.
Ogni poesia custodisce un titolo nascosto, due parole essenziali: “io sono”. È da qui che tutto prende forma. Queste composizioni non vogliono semplicemente essere lette, ma ascoltate, perché raccontano ciò che spesso resta inesprimibile. Sono dichiarazioni intime, tentativi di definire ciò che siamo o, meglio, ciò che stiamo diventando. In questo senso, ogni testo è una soglia tra l’interiorità e il mondo esterno, tra il silenzio e la voce.

Abbiamo scelto per la copertina il profilo di un volto, attraversato da fiori colorati, accompagnato dal titolo “Identità plurime in fieri”. Questo perché crediamo che l’identità non sia mai qualcosa di fisso o concluso: è un processo, un continuo divenire, proprio come un fiore che sboccia senza sapere esattamente quale forma prenderà. I fiori rappresentano la molteplicità, la crescita, ma anche la fragilità e la bellezza di ogni percorso individuale.
Alla fine del libro abbiamo inserito un indice con i nomi dei nostri compagni. Non è solo un elenco: è una traccia concreta delle voci che hanno contribuito a questo progetto, una testimonianza collettiva. Ognuno ha lasciato qualcosa di sé e, insieme, abbiamo costruito un’opera fatta di differenze, ma anche di connessioni profonde.
Nel retro del libro si trova una citazione: “Stai certamente sbocciando, Billy, sotto i miei occhi, ma ancora non so che fiori diventerai” (Principessa Sposa). Questa frase racchiude il senso di tutto il lavoro. La interpretiamo come uno sguardo aperto sull’altro e su se stessi: riconoscere che siamo in crescita, che qualcosa in noi sta prendendo forma, ma che il risultato finale resta ancora sconosciuto. È un invito ad accettare l’incertezza, a valorizzare il processo più che il risultato.
Con questo libro abbiamo voluto dare spazio a un’idea precisa: che l’identità non si definisce una volta per tutte, ma si costruisce attraverso frammenti, incontri, parole e riscritture. E forse, proprio come queste poesie nate da pagine strappate, anche noi troviamo il nostro senso non in ciò che ci è dato, ma in ciò che scegliamo di diventare.






















