Donna dei fiori

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Da cinque anni un seme di pace che continua a fiorire

Da cinque anni il progetto Donna dei Fiori attraversa scuole, storie e coscienze, portando con sé un messaggio tanto semplice quanto potente: la pace si costruisce, ogni giorno, a partire dai gesti più piccoli.

Nato nell’anno scolastico 2021/2022 e rivolto principalmente agli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria e delle classi prime della scuola secondaria di primo grado, il progetto prende avvio da un’immagine reale, trasformata poi in racconto. L’autrice Laura Simeoni si è ispirata a una fotografia scattata da Majdi Mohamed, che ritrae un’anziana donna a Ramallah, in Palestina, mentre raccoglie residui di guerra. Da quello scatto è nata una narrazione immaginata, verosimile e universale, con un grande potere narrativo.

Al centro c’è la figura della “Donna dei Fiori”, una donna anziana che trasforma strumenti di distruzione – mine esplose e ormai vuote – in simboli di vita, riempiendole di terra e fiori. Un gesto semplice ma carico di significato, che diventa metafora di una possibilità: anche nei contesti più difficili si può scegliere di generare bellezza.

Da questa suggestione prende vita il libro scritto da Laura Simeoni e illustrato da Piero Sandano, edito da Edizioni Aurelia. Un’opera che unisce parole e immagini in un dialogo intenso, arricchita dalla presenza di più lingue – italiano, arabo e inglese – a sottolineare la vocazione interculturale del progetto. La narrazione immagina un incontro tra la Donna dei Fiori e un Soldato: un dialogo simbolico che apre a riflessioni profonde sul conflitto, sulle scelte individuali e sulla possibilità concreta di costruire la pace.

Attorno al libro si è sviluppato il progetto educativo “La Donna dei Fiori – Una storia per seminare la Pace”, promosso dal Centro di Servizio per il volontariato Belluno Treviso. Grazie al Laboratorio Scuola e volontariato, il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale e con il supporto di alcune realtà: l’associazione A light for hope, Scuole in Rete, Festival Italo Marocchino, Coordinamento Minori Amnesty International Italia.

Il volume è stato distribuito gratuitamente agli studenti e studentesse coinvolte, diventando oggetto di lettura, confronto e approfondimento in classe.

Gli incontri con gli autori rappresentano il cuore del progetto. Non semplici presentazioni, ma momenti di dialogo autentico: gli studenti possono porre domande, condividere riflessioni e scoprire il processo creativo che ha dato forma al libro. In questo scambio diretto, la storia si trasforma in esperienza viva, toccando anche la dimensione personale della rabbia, cosa la genera, come scegliamo di vivere il conflitto con gli altri.

È proprio qui che emerge uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: la capacità di rendere accessibili temi complessi come la guerra, la responsabilità individuale e la pace, traducendoli in immagini e parole capaci di parlare al vissuto dei ragazzi. La Donna dei Fiori non è solo un personaggio, ma diventa una possibilità concreta, un esempio di scelta.

I numeri raccontano la crescita del progetto: in cinque anni ha coinvolto quasi 1.300 giovani, oltre 50 classi e 8 istituti scolastici del territorio, tra cui Paese, Silea, Villorba, Ponzano, Quinto di Treviso, Castelfranco Veneto e San Vendemiano. Ma al di là dei dati, ciò che resta è il segno lasciato nelle domande, nei pensieri e negli sguardi degli studenti.

Particolarmente significativo è stato l’incontro del 30 gennaio 2026 presso l’Istituto Penale Minorile di Treviso, dove il libro è diventato ponte tra esperienze diverse: i ragazzi detenuti e gli studenti dell’Istituto Riccati-Luzzatti si sono confrontati in una mattinata dedicata alla Memoria e alla Pace. In questo contesto, il messaggio della Donna dei Fiori ha assunto un valore ancora più profondo, mostrando come la riflessione sulla pace possa aprirsi anche in situazioni complesse e fragili.

A cinque anni dalla sua nascita, Donna dei Fiori si configura così come un percorso che continua a evolversi, capace di adattarsi ai contesti e di generare domande più che risposte. Un progetto che non offre soluzioni semplici, ma invita a uno sguardo diverso: più attento, più consapevole, più umano.

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