Archetipi e percorsi filogenetici nella psicomotricità relazionale

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Riscoprire ciò che i bambini e le bambine sanno già

Nel gioco dei bambini e delle bambine c’è molto più di quanto appare. C’è una memoria antica, profonda, fatta di immagini universali, ruoli spontanei e dinamiche che sembrano emergere senza essere insegnate. È qui che entrano in gioco gli archetipi e il percorso filogenetico nella psicomotricità relazionale: un’esperienza che accompagna bambini e bambine a riscoprire competenze innate, favorendo crescita, autonomia e benessere.

Cosa propone il progetto

La proposta del percorso di gioco filogenetico intende agire per rafforzare le aree dell’inconscio collettivo e influenzare l’espressione degli archetipi in strategie di comportamento individuale e di gruppo utili alla collettività. Attraverso il gioco spontaneo, le bambine e i bambini mettono in scena bisogni profondi e universali: protezione, appartenenza, esplorazione, cooperazione.

Nel “Villaggio” psicomotorio, il bambino trova accoglienza, relazione e cura anche nei pari. È un contesto in cui si sviluppano dinamiche naturali: emergono leader, si formano alleanze, nascono piccoli gruppi che ricordano strutture familiari allargate. Non è raro osservare bambini e bambine che, nel gioco, costruiscono vere e proprie comunità, includendo figure di supporto come fratelli, genitori, zii e nonni.

Autodeterminazione e fiducia

Uno dei temi centrali del nostro tempo è la difficoltà di fidarsi delle capacità di bambini e bambine di autoregolarsi e proteggersi. Nella vita quotidiana, spesso, si tende a limitare l’esplorazione per paura del rischio, trasmettendo implicitamente l’idea che siano fragili e privi di risorse.

Eppure, un bambino che si autodetermina è un bambino che, dopo aver trovato nella figura adulta cura e riferimento, sviluppa attraverso l’ambiente e le relazioni – ovvero attraverso la dimensione filogenetica – la capacità di orientarsi nel mondo. Questo processo incide in modo significativo sul suo sviluppo globale.

Cosa ci ha allontanati dal nostro continuum naturale?

La vita contemporanea, scandita da ritmi veloci e impegni continui, ci porta spesso lontano dal nostro sentire più intuitivo. Siamo proiettati verso il fare, verso l’esterno, mentre si riduce lo spazio per l’ascolto, il corpo e l’esperienza diretta. Il tempo sembra non bastare mai, e l’intelletto prende il sopravvento sull’istinto.

Il percorso filogenetico vuole offrire ai bambini e alle bambine uno spazio diverso: un tempo lento, esperienziale, in cui possano sperimentare, esplorare e ritrovare una connessione autentica con sé stessi e con gli altri.

Il percorso intensivo estivo

A conclusione dell’anno, proponiamo un percorso intensivo di gioco filogenetico rivolto ai bambini e alle bambine (5-10 anni) che hanno già partecipato ad un percorso di psicomotricità relazionale metodo IIPR (ontogenetico) negli ultimi anni.

Il percorso si struttura in otto incontri da 90 minuti distribuiti in due settimane consecutive, questo permette ai bambini e alle bambine di immergersi completamente nella nuova esperienza, dando loro il tempo per creare, costruire e crescere insieme.

Un invito ai genitori

Offrire ai bambini e alle bambine uno spazio di gioco autentico significa dare valore alle loro competenze innate. Significa fidarsi, osservare e accompagnare senza anticipare. In un contesto sicuro ma non limitante, possono riscoprire ciò che, in fondo, sanno già: come stare con gli altri, come organizzarsi, come crescere.

Il percorso filogenetico non insegna qualcosa di nuovo, ma riattiva qualcosa di antico.

Eva Casiroli – Psicomotricista Relazionale metodo IIPR specializzata in archetipi del corpo, sostegno alla genitorialità e intervento individualizzato
Team Psicomotricità Relazionale Treviso – Fucina delle Emozioni

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