“Storie spaziali per maschi del futuro”

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Il bestseller globale per crescere bambini liberi

Il libro, scritto da Francesca Cavallo (già autrice di “Storie della buonanotte per bambine ribelli”) e magnificamente illustrato dal messicano Luis San Vicente, si compone di 182 pagine illustrate nelle quali si dipanano 12 storie ambientate in altrettanti pianeti immaginari.

“Storie spaziali per maschi del futuro” nasce con l’obiettivo di aiutare noi genitori a crescere bambini liberi da condizionamenti culturali di cui, talvolta, non siamo nemmeno consapevoli, ed offre una preziosa occasione di riflessione rispetto a tematiche che si riflettono quotidianamente nella nostra società.

Tale approccio si evince da alcune domande da cui ha mosso il lavoro creativo dell’autrice:

Come diventa il mondo quando i maschi si rifiutano di fare la guerra?

O quando non devono essere eroi per sentirsi amati?

Come possiamo aiutare i nostri bambini a liberarsi dal peso delle aspettative – spesso ingiuste – che il patriarcato mette sulle loro spalle ‘in quanto maschi’?

Come possiamo educarli al consenso con gioia, senza attribuire loro colpe che non hanno?

Come si educa alla responsabilità che viene dalla disparità di forza fisica con un altro essere umano?

Può esistere una fiaba in cui l’integrità del principe conta di più di quella del regno?

Ogni storia ha personaggi divertenti, ambientazioni fantastiche e affronta un tema cruciale nella formazione dell’identità maschile, fornendo degli “anticorpi” che possano salvare dalle aspettative malsane che la società proietta sui maschi (e, di conseguenza, anche sulle relazioni tra maschi e femmine).

Per esempio, ne “Il Pianeta degli Arcibonzi” si mette in discussione il ruolo dei maschi come custodi del patrimonio: qui un principe subisce un terribile sortilegio e si ritrova trasformato in un palloncino volante che suo padre tiene legato a sé. Ci vorrà l’aiuto della sua sorellina e di una terribile tempesta per rompere l’incantesimo, permettendogli di mettere i piedi per terra e rivendicare la libertà di scegliere per sé il proprio destino, invece che farlo decidere ai suoi antenati.

Ne “Il Pianeta dei Pirati” si parla di cura e di consenso: il temuto Barbadoro usa il suo uncino non per cavare gli occhi a un altro pirata, ma per ricucire il braccio della sua nemica Sferzodrago dopo che questa ha incontrato un famelico coccodrillo. Barbadoro, poi, la veglia per tre giorni e tre notti mentre Sferzodrago cerca di riprendersi dall’incidente. Il barbuto pirata si innamora della rivale, e vorrebbe darle un bacio, ma lei è troppo debole per dirgli  o no… così lui fa l’unica cosa che si può fare quando si vuol dare un bacio a qualcuno che non può dire né sì né no: aspetta.

L’assurdità della guerra, invece, viene affrontata ne “Il Pianeta dei Conigli”. Qui, il Presidente Cannone e il Maestro-Ministro Galera si mettono in testa di prepararsi alla guerra, ma il rifiuto di due bambini di prenderli sul serio li costringe ad abbandonare sia il loro piano che il pianeta.

Le fiabe fantasiose e divertenti di “Storie spaziali per maschi del futuro” mirano a promuovere elementi come la tenerezza, la capacità di ascolto, la curiosità per gli altri, l’autoironia e l’attesa che, abitualmente, vengono considerati secondari nell’educazione maschile.

La postfazione è stata scritta dalla dottoressa Marina Valcarenghi, che per prima ha portato l’analisi in carcere più di 40 anni fa e che ha fatto un lavoro straordinario sui temi della violenza di genere. Eccone un estratto: “Sono fiabe nuove e sorprendenti soprattutto perché attraverso l’immaginario descrivono la liberazione maschile dai condizionamenti di un’educazione ancora diffusa che crea bambini decisi, combattivi, emotivamente repressi e incerti nel riconoscere i loro veri desideri, un’educazione che rischia di promuovere adulti violenti, presuntuosi, intolleranti e infelici.

Maschi si diventa come si diventava femmine: un addestramento per gli uni alla superiorità autoritaria, un addestramento per le altre all’inferiorità dipendente, che hanno così gravemente inciso – e ancora non di rado incidono – nel rapporto fra uomini e donne”.

Pubblicato a ottobre 2024, il libro è stato tradotto in 8 lingue, ed è stato adottato nelle scuole elementari in Cile e Messico. In Italia, grazie a una collaborazione con la Fondazione Libellula, è stato quest’anno al centro di un progetto che ha raggiunto 250 scuole primarie e più di 300 docenti attraverso un corso di aggiornamento.

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