Maestra in 1^… al tempo del Covid

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Ogni anno a settembre i giorni che precedono l’inizio della scuola sono caratterizzati da grandi preparativi: le maestre appendono colorati cartelloni alle pareti delle aule e dei corridoi, organizzano attività gioiose che coinvolgono più classi per salutare e accogliere gli alunni nuovi.

Ma quest’anno tutto è stato diverso.

Questo settembre eravamo tutti reduci da un inverno che ha riempito le nostre vite di parole come covid, distanziamento, mascherina, didattica a distanza…e il pensiero al nuovo inizio anno scolastico era colmo di incertezze.

Era frustrante pensare al rientro a scuola in una situazione dove sapevamo che le paure legate ai rischi di un contagio avrebbero influenzato il nostro modo di fare scuola. Era chiaro che le possibilità di relazione tra gli alunni e con gli alunni si sarebbero drasticamente ridotte, che avremmo dovuto rispettare importanti restrizioni, che avremmo dovuto fare le maestre mantenendo le distanze.

E proprio quest’anno, in una situazione già tanto difficile, mi è stata assegnata ancora una volta una classe prima.

Quanti dubbi, quante paure hanno riempito le nottate che hanno preceduto l’inizio.

Come farò a consolarli i primi giorni di scuola quando avranno nostalgia della mamma? Come faranno a capirmi indossando la mascherina?

Come farò a insegnare a leggere e scrivere con l’incertezza costante di una didattica in presenza?

E poi tutto ha avuto inizio. La scuola ha aperto le sue porte ed è cominciata la grande avventura.

Ogni settimana una sillaba nuova, qualche gioco fonologico, il dettato… e la parete della classe si è riempita di MA-LA-FA-RA e sono comparsi anche i numeri e le molte canzoncine da ballare, si perché il canto era un po’ pericoloso per la trasmissione del virus.

I bambini, fantastici essere umani, hanno imparato a vedere il mio sorriso oltre la mascherina, hanno giocato a disegnare il virus rappresentandolo con le espressioni più terrificanti che venissero in mente loro, hanno sperimentato che la vicinanza può essere dimostrata con le parole gentili, perché il contatto fisico al momento va evitato.

E in questo nuovo modo di vivere la scuola siamo arrivati alle vacanze di Natale e ancora una volta abbiamo assaporato la “grande magia” della prima: i bambini, imparando a unire i suoni sillabici, hanno scoperto di aver imparato a leggere e scrivere.

Non esiste ricompensa più grande per una maestra di poter vedere i bambini scrivere da soli la loro prima letterina a Babbo Natale.

Nessuno di noi ha dimenticato il Covid: igienizzazione frequente delle mani, aula arieggiata, banchi separati, ma ogni venerdì ci salutiamo felici degli obiettivi raggiunti, positivi verso ciò che ci attende, consapevoli che la nostra scuola è un luogo accogliente dove crescere ed è proprio bello poterlo fare insieme!

Maestra Daniela
Cl1^ primaria I Maggio – ic1Martini – Treviso

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