Un presepe dai mille colori

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Risparmio energetico e riuso anche durante le feste natalizie

All’interno delle iniziative della Green School Competitions 13 del nostro istituto, nel periodo pre-natalizio la classe 1BMT ha elaborato e realizzato un progetto intitolato “Un presepe dai mille colori”, che si è rivelato un’esperienza tra gli alunni di inclusione, creatività, sostenibilità e collaborazione.

In un periodo in cui il Natale è diventato sempre più consumistico, ed in cui le luci e gli addobbi, sempre più fatti di plastica, sono motivo di grande inquinamento, volevamo tornare alle origini, quando nelle case veniva fatto tutto con le proprie mani, guidati dall’esperienza dei vecchi, con ciò che si aveva in casa.

Durante la ore della disciplina di laboratorio elettrico, abbiamo riflettuto anche sul consumo e sull’inquinamento causato dalle illuminazioni natalizie, che dal giorno dell’Immacolata (o anche molto prima ormai) fino all’Epifania, sono accese in case, piazze e strade per molte ore al giorno. Alcune stime rivelano che questo comporta un consumo pari a 1.600 MWh al giorno, per un totale di 46.400 MWh tra l’8 dicembre e il 6 gennaio. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale, questi consumi “equivalgono a 650 tonnellate di CO2 immesse ogni giorno in atmosfera, tra le diciottomila e le ventimila tonnellate complessive durante l’intero periodo delle festività”. (https://rivistaeco.it/a-natale-siamo-tutti-piu-inquinanti/).

Con queste premesse, abbiamo deciso di realizzare un presepe con le nostre mani, con un’illuminazione semplice e a basso consumo. Un lavoro di gruppo in cui il presepe è stato pensato per rappresentare le varie religioni di noi studenti, attraverso le strutture costruite da noi stessi, offrendo effetti luminosi con movimento e suoni come da tradizione.

Per settimane l’aula si è trasformata in una vera bottega artigiana: non abbiamo solo costruito un presepe; abbiamo intrecciato storie, culture e colori diversi per dare vita a un’opera che parla di pace e accoglienza. Il progetto è iniziato con la scelta dei materiali, che sono state scatole di cartone che siamo andati a prendere fuori dai supermercati del trevigiano e nelle nostre case.

Quindi abbiamo montato la struttura, anche se non sempre le case e gli elementi che volevamo aggiungere stavano in piedi; per fortuna potevamo sempre chiedere aiuto al prof. Graziano, e alla sua esperienza nella costruzione di presepi, maturata fin da quando era un ragazzo come noi. Poi il presepe è stato dipinto, e durante le ore di esercitazione di laboratorio elettrico abbiamo messo l’illuminazione e il movimento ad alcuni elementi, come la pala del mulino.

L’alimentazione è costituita da quattro batterie alcaline per un totale di 6 V con circa 1000-1200 mAh, quindi distaccato dalla rete elettrica oppure collegato ad una presa elettrica tramite un alimentatore per subentrare in mancanza di batterie. Sono stati utilizzati rigorosamente led a basso consumo per un totale di circa 0,5 W, un motorino per il movimento delle pale del mulino a vento pari a un consumo di 2 W. Approssimativamente si ottiene un’energia disponibile pari a: E = VxAh = 6 x 1 ≈ 6 Wh. Per consumare la stessa quantità di energia, una console da gioco moderna resterebbe accesa solo per pochi minuti.

Per noi, questo presepe rappresenta la nostra classe: siamo tutti diversi, veniamo da posti differenti, ma insieme stiamo bene e creiamo qualcosa di unico. Il presepe racconta la storia di Gesù, ma è anche da molti anni un simbolo di comunità e condivisione nelle famiglie che rappresenta la semplicità e la modestia della sua nascita.

Quando il lavoro è stato terminato, abbiamo fatto, guidati dall’insegnante di italiano, prof.ssa Cappiello, una ricerca per scoprire tradizioni e storie riguardanti il presepe, perché molti di noi vengono da paesi dove non c’è questa l’usanza. I risultati delle ricerche sono stati presentati ai genitori, che in via eccezionale, durante una mattina, sono venuti a scuola con noi ad ascoltarci. I nostri genitori sono rimasti molto colpiti e hanno detto: “Vedere i nostri figli collaborare così intensamente ci ha riempito il cuore. In questo presepe non vediamo solo statuine, ma il futuro che sogniamo per loro: un mondo dove ogni colore ha lo stesso valore.”

Studenti della 1BMT, Prof.ssa Maria Rosaria, prof.ssa Roberta Frasson e prof. Giovanni Graziano

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