

Alzarsi la mattina è una guerra.
Andare a letto la sera… pure.
Tutte le sere la stessa STORIA: giochi sparsi ovunque, mille richieste dell’ultimo minuto e la frase che
arriva puntuale, come una sentenza: “Io non ho sonno”.
E invece sì che ce l’ha. Solo che più il tuo bambino CRESCE, più SVILUPPA UNA COMPETENZA inaspettata E FORSE UN PO’ SCOMODA (DICIAMOCELO): la resistenza al sonno… Non è che non ha sonno, è che sta diventando bravo a resistergli.
E no, non è un’abilità a costo zero: andare a dormire troppo tardi può compromettere tutta la notte e anche il giorno successivo.
Addormentamenti tardivi non solo riducono la quantità di sonno, ma NE PEGGIORANO anche la qualità, rendendo più difficile il risveglio e il buon umore del mattino.
ESISTE UN ORARIO GIUSTO? Non amo le tabelle rigide. Ogni bambino è diverso. Ma una cosa posso dirtela: tra le 18:30 e le 21 si colloca la fascia in cui, fisiologicamente, arriva il momento ideale per dormire…
Questo non significa però che possa decidere IL TUO BIMBO O LA TUA BIMBA IN AUTONOMIA se coricarsi alle 19 o alle 21: è UNA DECISIONE CHE SPETTA SOLO A TE in quanto GENITORE e soprattutto dai 18 mesi l’orario della messa a nanna diventa stabile poiché i segnali di stanchezza diventano spesso sfumati… Metterlo a nanna MOLTO PRIMA/DOPO “il suo orario”, può creare difficoltà: risvegli notturni frequenti, sonno leggero, risvegli mattutini faticosi e maggiore irritabilità diurna.
In media, un bambino ha bisogno di circa 11 ore di sonno notturno. E, COSA IMPORTANTISSIMA: il sonno più profondo, quello che davvero ricarica corpo e cervello, è quello della prima parte della notte. QUINDI SE IL TUO BIMBO va a letto alle 22, anche se DOVESSE DORMIRE un po’ di più il mattino SUCCESSIVO, recupera la quantità DI SONNO, ma non la qualità E TI ASSICURO CHE SONO DUE COSE BEN DIVERSE!
Sarebbe come riempire il serbatoio con ACQUA AL POSTO DELLA BENZINA. In più, tra le 18:30 e le 21 si verifica il picco naturale di melatonina, l’ormone che regola il sonno.

Se perdiamo questa finestra, il corpo impiega più tempo ad addormentarsi. È come perdere l’ultimo autobus della giornata: tocca aspettare che passi il prossimo… e potrebbe metterci parecchio.
MA TORNIAMO AL PUNTO DI PARTENZA…
Quando arriva il solito “io non ho sonno”, ciò che aiuta davvero sono ROUTINE prevedibili, limiti gentili ma fermi e rituali serali che il tuo bambino conosce e riconosce.
È facile? No.
Puoi farcela? Sicuramente.
Non serve una tabella. Non serve un metodo rigido. Servono osservazione, presenza, e tanta costanza.
Il sonno non si impone, si accompagna. E il tuo compito è quello di aiutare il tuo bambino o la tua bambina a fidarsi abbastanza da potersi lasciar andare al sonno.
Dimenticavo, quando dicono “non ho sonno”… quello è spesso il segnale più chiaro che è l’ora giusta.
Dott.ssa Veronica Carnielli
Consulente del sonno e consulente pedagogica
https://www.veronicacarnielli.com/

























