
Istituita dalle Nazioni Unite, si celebra l’11 ottobre

C’è una data che meriterebbe di essere più conosciuta, almeno quanto lo è l’8 marzo: l’11 ottobre, Giornata internazionale delle Bambine e delle Ragazze. Istituita dalle Nazioni Unite nel 2011, nasce per richiamare l’attenzione sui diritti delle più giovani e sulle difficoltà che molte di loro continuano ad affrontare nel mondo. Se l’8 marzo ci invita a riflettere sulla condizione delle donne, sulle conquiste raggiunte e sulle disuguaglianze ancora presenti nella società, l’11 ottobre ci porta a guardare più indietro, all’infanzia e all’adolescenza, quando si cominciano a costruire le possibilità, le aspettative e le ambizioni che accompagneranno una persona per tutta la vita. È proprio in queste fasi che possono radicarsi stereotipi e limitazioni: nelle parole che scegliamo, nei modelli che proponiamo e nelle aspettative che nutriamo nei confronti di una bambina rispetto a quelle che riserviamo a un bambino.
Ricordare questa giornata significa riconoscere che la parità non si costruisce soltanto intervenendo sulle disuguaglianze che riguardano le donne adulte, ma anche garantire alle bambine il diritto di studiare, di essere ascoltate, di sentirsi al sicuro, di coltivare i propri interessi e di immaginare liberamente il proprio futuro. In molte parti del mondo, questi diritti sono ancora ostacolati dalla povertà, dalla violenza, dai matrimoni precoci e dalle difficoltà di accesso all’istruzione. Accanto a queste realtà estreme, anche la nostra quotidianità può diventare un punto di partenza per una riflessione. Possiamo cominciare dai libri che mettiamo a disposizione dei più piccoli, dai personaggi che proponiamo come modelli e dallo spazio che lasciamo a ogni bambina per scoprire chi desidera diventare.
È anche da qui che nasce il valore delle iniziative promosse dalle biblioteche. In occasione dell’11 ottobre, la biblioteca dei ragazzi di Treviso BRaT propone un percorso composto da cento libri dedicati alle donne e alle bambine: dalle figure femminili che hanno segnato la storia alle protagoniste di narrazioni di coraggio, intraprendenza e libertà. La Consulta Femminile di Treviso ha inoltre selezionato otto titoli da consigliare al pubblico, per accompagnare lettrici e lettori in un percorso di scoperta e riflessione.
Il primo libro della selezione “I ragazzi possono essere femministi?” di Lorenzo Gasparrini e Cristina Portolano, Settenove – 2023, ce lo presenta Valeria Zagolin, Presidente della Consulta Femminile: “Anche i ragazzi vengono coinvolti in questa iniziativa. I femminismi non sono una pericolosa ideologia “contro gli uomini” ma una pratica consapevole per superare i tanti stereotipi che ancora condizionano le vite e i pensieri di ragazze e ragazzi e per farli partecipare al cambiamento sociale da alleati protagonisti delle battaglie condotte dalle loro compagne”.
Segue il consiglio di Stefania Barbieri di AIDDA Veneto Trentino, con “Le tue antenate” di Rita Levi Montalcini e Giuseppina Tripodi, Gallucci – 2011: “Ci ricorda quanto sia importante conoscere le donne che ci hanno precedute: donne che, spesso senza il giusto riconoscimento, hanno avuto il coraggio di innovare, superare limiti e aprire nuove strade. Ogni donna che oggi guida un’impresa, crea valore e assume responsabilità è anche parte di una storia costruita da chi è venuta prima di noi. Ma questa memoria porta con sé una responsabilità: trasformare le conquiste ricevute in nuove opportunità per le generazioni future perché domani saremo noi le antenate di qualcun’altra”.
Gabriella Bravin di Soroptimist Club Treviso ci propone come terza lettura “Una strada per Rita” di Maria Grazia Anatra e Viola Desmundo, Matilda – 2017: “Rita esplora la sua città: osserva, prende appunti e scopre che quasi tutte le strade hanno nomi di uomini che hanno compiuto azioni importanti e che hanno dato lustro al Paese. Rita si chiede come mai manchino i nomi delle donne: non hanno forse contribuito anche loro a scrivere la Storia? La determinazione di questa ragazzina ci ricorda di essere curiose sempre, perché si può scoprire una storia anche dal nome di una strada: per questo è importante che anche le donne siano citate, per non dimenticare le loro azioni e le loro vite”.
A proporre il quarto libro della selezione è Francesca Neroni di Progetto Donne Veneto con “Viola e il blu” di Matteo Bussola, Salani – 2021: “Per la delicatezza con cui l’argomento “crescere libere” da stereotipi e condizionamenti è stato affrontato. Il punto di vista è quello di Viola, una bimba che è lasciata libera di crescere come “sente”, e a cui il papà spiega la bellezza di diventare grandi nel rispetto delle diversità e nelle sfide che la vita ci propone, senza più “cose da femmine” e “cose da maschi”, soprattutto nei propri pensieri”.
La quinta lettura ci viene proposta da Maria Teresa Villanova della LILT con “Mimosa in fuga” di Serena Ballista e Paola Formica, Carthusia – 2021: “Questo testo illustrato adatto dall’’ultimo anno della materna al primo delle elementari rappresenta uno strumento utile per avviare una giocosa attenzione sullo stereotipo che Mimosa sembra consolidare e la parità di genere come scelta e come conquista”.
Francesca Conte della CIF (Centro Italiano Femminile Treviso) consiglia come sesta lettura “Malala – La mia battaglia per i diritti delle ragazze” di Malala Yousafzai, Garzanti – 2018: “La più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace racconta in prima persona la sua storia di attivista per il diritto all’istruzione. Prima di diventare un’attivista famosa in tutto il mondo, Malala era solamente una ragazza pronta a combattere per tutto ciò in cui credeva. Ma in quella che un tempo era una pacifica valle del Pakistan, all’improvviso alle ragazze viene proibito di frequentare la scuola, e Malala mette a rischio la sua vita per difendere il diritto a ricevere un’istruzione. Nel libro seguiamo la straordinaria storia di una ragazza che ha rifiutato di essere messa a tacere e che oggi condivide con chi legge l’importanza di prendere posizione contro l’odio offrendo un messaggio ricco di determinazione e di speranza”.
La settima lettura ci viene proposta da Gloria Tessarolo, Assessora alla Città solidale e inclusiva del Comune di Treviso, con “Libere e sovrane. Le donne che hanno fatto la Costituzione” di Micol Cossali ed altre, Settenove – 2020: “Maestre, laureate, madri, sindacaliste, partigiane, a volte hanno una di queste caratteristiche, altre volte una donna le ha tutte. Il libro racconta con immagini e tratti salienti delle loro vite, le 21 donne elette a far parte dell’Assemblea Costituente e testimonia come il desiderio di costruire un futuro comune solido, pacifico e solidale abbia permeato l’esperienza di queste donne segnando in modo indelebile la carta di fondazione della Repubblica Italiana”.
Abbiamo, infine, Maria Teresa De Gregorio, Assessora alla Cultura e turismo del Comune di Treviso, che ci propone “E negli occhi scintille, sette arti in sette donne” di Chiara Carminati, Mondadori – 2018: “La via dell’arte è stata lo strumento di emancipazione per molte donne nella storia. Vieni a conoscere le vite straordinarie di Artemisia Gentileschi, Clara Schumann, Gae Aulenti, Wisława Szymborska, Camille Claudel, Josephine Baker e Alice Guy. Ognuna di loro ha inventato un mondo di possibilità che sembrava non esistere e ha fatto splendere la propria arte nei secoli”.
Questi e altri 92 libri vi aspettano nella selezione BRaT. La lettura, da sola, non può eliminare le disuguaglianze, ma può aiutarci a riconoscerle e scoprire possibilità che non avevamo mai preso in considerazione. Una storia può offrire a una bambina un modello in cui riconoscersi, ma può anche insegnare a un bambino a guardare il mondo da una prospettiva diversa. Forse è proprio questo il motivo per cui l’11 ottobre merita di essere ricordato: non soltanto per celebrare le bambine, ma per interrogarci sul mondo che stiamo costruendo per loro. E perché il diritto di scegliere chi diventare non dovrebbe essere un privilegio da conquistare, ma una possibilità garantita a tutte.
BRaT – Biblioteca dei Ragazzi di Treviso
Carla Donati, stage Università Ca’ Foscari Venezia
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