La rivolta degli animali

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Questa volta Lorenzo Taffarel, che molti già conoscono per i suoi romanzi storici e per i testi didattici, ha voluto cambiare completamente genere e, pensando anche ai suoi tre nipotini che viaggiano tra i sei e gli otto anni, si è dedicato ad una storia di argomento ambientale per bambini piccoli.

La trama ve la racconto qui sotto. Voglio solo evidenziare come queste storie, con una parte illustrata molto importante, devono il loro fascino forse più alla parte illustrativa che alla parte contenutistica.

Questo per far onore alla nostra illustratrice Trevigiana, Tiziana Furlan, che ha dato valore al testo con le sue bellissime immagini. Grazie quindi a Tiziana, conosciutissima nelle scuole dove presta la sua bravura a molti laboratori, che ha saputo interpretare così bene il racconto.

Lorenzo Taffarel è conosciuto dagli insegnanti soprattutto per i suoi sussidiari ed eserciziari che produce sia come autore che come editore, per cui soprassediamo ad ulteriori presentazioni e passiamo subito al contenuto del racconto.

La rivolta degli animali

“Basta inquinare! Ci stai rovinando la terra!” Sembra questo il messaggio che gli animali vogliono mandare all’uomo. Ma non è facile comunicare con lui!

E allora ci pensa Gufo Saggio, che insieme a mamma orsa e ad altri animali, incontra i grandi della Terra addirittura nel palazzo dell’ONU. Gli animali cercano di far capire agli uomini che il loro cammino porta alla rovina. Ma gli uomini non vogliono ascoltarli, cercano di arricchire a qualunque costo, pensando che gli animali siano sciocchi.

Non resta quindi che usare le maniere forti: gli animali fanno sciopero, spariscono, si nascondono all’uomo.

Povera Terra, com’è triste senza di loro. I bambini piangono, giovani ed anziani cercano i loro gattini e cagnolini, i compagni di giochi.

E allora i Potenti della terra, che fortunatamente hanno anche loro figli e nipotini che giocano con cani gatti e canarini, decidono di dare ascolto agli animali.

Nella sede dell’ONU avviene la grande promessa: non più inquinamento, non più avvelenamento, la terra deve essere salvaguardata per i nostri nipoti e pronipoti.

Leggiamo insieme

L’aria frizzante della primavera scuoteva le tenere foglioline che spuntavano timide dai rami degli alberi.

Mamma orsa uscì, sbadigliando, dalla sua tana. Che lunga dormita! Era superaffamata.

Dietro di lei due orsetti la seguivano con passo incerto.

Uno dei due si diresse velocemente verso il ruscello vicino, mentre l’altro si grattava la schiena contro un albero dal tronco ruvido.

Mamma orsa respirava felice quell’aria tiepida, quando sentì un pianto improvviso.

Proveniva dal ruscello, era la voce del suo orsetto. Forse era scivolato in acqua?

Con quattro balzi l’orsa raggiunse il ruscello; il piccolo era vicino alla riva e piangeva disperato.

– Cosa ti è successo cucciolo mio? – esclamò l’orsa abbracciandolo.

– Ho bevuto l’acqua del ruscello come ho sempre fatto, ma mi è venuto un gran male alla pancia! Ohi! Ohi! che male!

L’orsa osservò l’acqua che scorreva gorgogliando tra le erbe e i sassi.

– Ma è inquinata! – esclamò.

E infatti si scorgevano delle striature tra il giallo e il marrone che scendevano accompagnando la corrente dell’acqua.

– Quest’acqua è avvelenata! – gridò l’orsa indignata.

Alzò lo sguardo e vide lontano, quasi nascosta dagli alberi, la grande fabbrica.

Un forte rumore proveniva dall’imponente costruzione.

– Ancora una volta l’uomo ha scaricato i veleni sulle acque del ruscello – ruggì l’orsa. – Dobbiamo fare qualcosa o rovinerà il nostro bellissimo bosco!

Chiamerò il gufo saggio.

L’orsa fece un bel massaggio sulla pancia dell’orsetto e ben presto il dolore passò.

Poi si diresse con passo deciso verso l’albero di gufo saggio.

Era il più grande albero del bosco. Il suo tronco era molto più grosso del corpo dell’orsa.

E all’interno era cavo.

L’orsa bussò e attese. Ribussò… niente. Bussò più forte e attese ancora.

Poco dopo un urlo giunse dall’interno:

– Chi disturba a quest’ora! Mai che si possa dormire in pace! Non sapete che io lavoro tutta la notte!?

– Sono io, l’orsa Lucia, ho urgente bisogno di te!

– Ah sei l’orsa Lucia! Vieni, inserisci la testa.

Mamma Orsa inserì il suo testone in un ampio buco sul tronco cavo e le sfuggì un’espressione di meraviglia.

– Caro gufo, questa sembra una centrale nucleare!

E infatti il tronco, per gran parte vuoto internamente, era tutto tappezzato da strumenti tecnologici. Luci e lucine di colori diversi, rivestivano le pareti interne.

– Eh sai, bisogna stare al passo con i tempi! – esclamò il gufo. – Oggi se non hai Internet,

wi-fi, connessione veloce e tanti altri meccanismi moderni non sei nessuno.

“Veramente io sto bene anche senza” pensò l’orsa, ma non disse niente.

Subito soggiunse: – il ruscello è pieno di sostanze velenose, il mio orsetto per poco moriva!

Aveva un po’ esagerato ma era molto irritata e voleva dare uno scossone al sapiente gufo che, a volte, si rivelava un po’ pigro.

– L’uomo ci avvelena tutti! sta rovinando il pianeta! – concluse l’orsa.

Il gufo spinse un pulsante e accese uno schermo luminoso: – Guarda, questi sono i messaggi che ricevo da migliaia di animali.

Balena Gelsomina: – gufo Saggio, sto nuotando sotto un’isola di plastica. Mio figlio ha preso un’intossicazione! Fai qualcosa!

Orso bianco: – Gufo qui si sta sciogliendo tutto il ghiaccio. Non possiamo più spostarci! Intervieni!

Ape Figina: – I fiori sono avvelenati. Le mie sorelle succhiano il nettare e poi muoiono! Datti una mossa!!

Decine e decine di messaggi dello stesso tono riempivano lo schermo.

Il gufo era disperato: – Da quando ho messo questo servizio «un’e-mail per un aiuto» tutti si rivolgono a me… ma cosa posso fare? Sembra che il mondo stia impazzendo. Fumi, veleni, inquinamenti, cosa sta facendo l’uomo? E io come posso intervenire?

Una lacrima scese dal grande occhio del gufo e scivolò tra le sue penne.

– Non perderti d’animo – esclamò l’orsa che non aveva paura di niente. – Ti aiuterò io, organizziamo una grande rivolta degli animali!

– Come… ma come potremo avvertirli tutti?

– Lo farai tu! Non sei un genio nell’usare questi meccanismi? Ebbene ci serviremo di loro.

Faremo così… Mamma orsa e gufo saggio complottarono a lungo.

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