Un museo che unisce le generazioni attraverso la Memoria

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C’è un acronimo che brilla in questi giorni tra i banchi di scuola: MOON. Ma non si parla di astronomia. Il riferimento è a un viaggio altrettanto affascinante: quello a ritroso nel tempo, alla scoperta delle proprie radici.

Si intitola “MOON = Museo, Origini, Oggetti, Nonni” il progetto didattico inaugurato venerdì 23 gennaio alla Scuola primaria Fanna, che trasforma gli alunni in piccoli curatori e i nonni in custodi di una storia viva. Il progetto, un’Unità di Apprendimento culminata in un coinvolgente compito di realtà, ha dato vita alla mostra dedicata ai nonni, trasformando le aule in un museo della memoria collettiva.

Un ponte tra ieri e oggi

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare la figura dei nonni da semplice riferimento affettivo a vero e proprio interlocutore attivo. In un’epoca dominata dal digitale e dalla velocità, il progetto MOON ha scelto di rallentare, invitando i bambini a riflettere sulle proprie radici per costruire un senso di identità e appartenenza più solido.

“I nonni sono depositari di un patrimonio che rischia di perdersi” spiega la docente coordinatrice del progetto. “Attraverso questa mostra, la storia smette di essere una materia astratta sui libri e diventa tangibile, fatta di oggetti consumati dall’uso e racconti di vita quotidiana”.

Il percorso didattico: dalla ricerca all’allestimento

Il progetto ha seguito un approccio rigorosamente interdisciplinare, coinvolgendo diverse aree del sapere:

Storia e Identità culturale: Gli alunni hanno esplorato le tracce del passato, confrontando giochi, mestieri e abitudini scolastiche di ieri e di oggi, individuando con occhio critico continuità e cambiamenti.

Italiano e competenza alfabetica funzionale: Attraverso interviste e sessioni di ascolto, i bambini hanno affinato le capacità linguistiche, imparando a dare una struttura temporale ai racconti dei loro “maestri di vita”.

Arte e Immagine: La fase di allestimento ha messo alla prova la manualità degli studenti, impegnati nella catalogazione di fotografie d’epoca e oggetti antichi, curando l’estetica e i ritratti dei protagonisti in esposizione.

Più di una mostra: una lezione di Educazione Civica

Oltre all’ambito didattico, il cuore pulsante di MOON è l’educazione affettiva e il nucleo tematico Costituzione. Ascoltare i sacrifici, le gioie e le difficoltà del passato ha permesso ai piccoli studenti di sviluppare una profonda empatia. Il rispetto per l’anziano non è più un precetto astratto, ma nasce dalla gratitudine verso chi ha tracciato la strada prima di loro. Ulteriore valore del progetto didattico è la straordinaria partecipazione di un nonno centenario di un alunno di classe 2B, ex partigiano, reale ponte tra generazioni che ha rilasciato una video intervista in cui ai ricordi d’infanzia hanno seguito i tragici momenti cruciali vissuti a Treviso durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Dott. Vincenzo Cuzzato, ex partigiano, classe 1924, ha risposto alle domande dei bambini in modalità “remoto”. Un’occasione unica per i bambini e per la cittadinanza di ascoltare una voce ancora viva della nostra storia locale, in occasione della Giornata della Memoria.

La scuola apre al territorio

Il successo del progetto risiede anche nel forte coinvolgimento della comunità. Famiglie e abitanti del territorio hanno risposto con entusiasmo, prestando cimeli e partecipando attivamente alla costruzione di questo “museo delle origini”. Il risultato è un legame rinnovato tra la scuola e l’ambiente circostante, dove ogni oggetto esposto è un pezzetto di identità locale condivisa.

La mostra MOON resta un esempio di come la scuola possa essere un laboratorio di vita, capace di trasformare un compito di realtà in un’esperienza emotiva indimenticabile, perché, come recita uno dei cartelloni all’ingresso: “Per sapere dove stiamo andando, dobbiamo ricordare da dove veniamo”.

I docenti di team ringraziano i genitori delle classi 2A e 2B e tutti coloro che a vario titolo hanno collaborato per la realizzazione dell’allestimento.

Si segnala che nell’edizione n.59 Febbraio-Marzo 2026, a pagina 16, all’articolo “Solidarietà e creatività alla Primaria Fanna – Il successo del mercatino di Natale” è stata abbinata la foto errata

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