
Quando le brutte notizie non finiscono mai
Avete mai preso il telefono “solo per controllare una cosa” e poi vi siete accorti che sono passati 20 o 30 minuti? Magari stavate scrollando notizie, video o post pessimistici, pieni di problemi, polemiche o notizie negative. Ecco! Questo comportamento ha un nome specifico: doomscrolling.
Che cos’è il doomscrolling
La parola viene dall’inglese: doom significa “disastro” o “catastrofe” e scrolling che è il gesto di scorrere i contenuti sullo schermo.
Il doomscrolling è quindi la tendenza a continuare a scorrere notizie e contenuti negativi online, anche quando ci fanno sentire ansiosi o preoccupati.
È diventato molto diffuso negli ultimi anni, dalla pandemia Covid-19 e con l’uso costante di social network, siti di notizie e app sul telefono.
Perché succede?
Il nostro cervello è naturalmente portato a prestare più attenzione alle notizie negative.
Dal punto di vista evolutivo, essere attenti ai pericoli aiutava i nostri antenati a sopravvivere.
Davanti a un mondo pieno di informazioni e problemi, il nostro cervello cerca di capire cosa sta succedendo e sentirsi più preparato. In un certo senso è un tentativo di avere più controllo: se so tutto quello che accade, forse riuscirò a gestirlo meglio.
Oggi però questo meccanismo si incontra con algoritmi e notifiche che ci mostrano continuamente nuovi contenuti e il risultato è che spesso succede il contrario: più scorriamo, più riceviamo nuove notizie e stimoli, e invece di sentirci più tranquilli finiamo per sentirci più sopraffatti e meno in controllo, continuiamo a scorrere finendo intrappolati in un flusso infinito.
Che effetti può avere
Il doomscrolling può capitare a tutti, adulti e ragazzi e può avere diversi effetti sul nostro benessere, soprattutto quando diventa un’abitudine. Scorrere continuamente notizie e contenuti negativi può aumentare ansia e preoccupazione, perché il cervello riceve un flusso costante di informazioni su problemi e situazioni difficili. Questo può portare a sviluppare una visione più pessimistica della realtà, perché online tendono a circolare più facilmente le notizie allarmanti rispetto a quelle positive. Un altro effetto riguarda il tempo: spesso si inizia a scorrere “solo per qualche minuto”, ma ci si ritrova facilmente a passare molto più tempo davanti allo schermo, togliendolo ad altre attività importanti o piacevoli. Anche la qualità del sonno può risentirne: usare il telefono la sera, soprattutto per leggere notizie o social, rende più difficile rilassarsi e prendere sonno.
Come accorgersi che sta succedendo
Alcuni segnali utili nel riconoscimento di questo fenomeno possono essere:
- controllare continuamente il telefono
- dire “ancora un post” o “ancora un video”
- sentirsi più preoccupati dopo aver letto le notizie
- usare il telefono anche quando si era deciso di smettere
Come evitarlo (senza buttare il telefono dalla finestra)
La tecnologia non è il problema: basta usarla con un po’ di attenzione. Alcune piccole strategie possono aiutare:
Momenti senza telefono: per esempio, durante i pasti o prima di andare a dormire.
Darsi un limite di tempo: molti smartphone permettono di vedere quanto tempo si passa sulle app e permettono anche di impostare un blocco oltre il quale la singola app non è più utilizzabile.
Informarsi… ma non tutto il giorno: leggere le notizie una o due volte al giorno è più che sufficiente.
Fare qualcosa offline: sport, musica, lettura o uscire con gli amici sono ottimi antidoti allo scrolling infinito.
Un uso più consapevole della tecnologia
Gli smartphone e internet sono strumenti incredibili: permettono di imparare, comunicare e scoprire il mondo. Ma come tutti gli strumenti, funzionano meglio quando siamo noi a usarli… e non il contrario.
Imparare a riconoscere il doomscrolling è il primo passo per avere un rapporto più sano con la tecnologia.
A chi rivolgersi?
Nel caso in cui ti rendessi conto di passare molto tempo a “scrollare” notizie negative senza riuscire a fermarti puoi richiedere aiuto a:
Sportello S-collegati
Servizio Dipendenze “La Madonnina”, 3° piano
Via Castellana 2 – Treviso
Tel: 353 4204911
Dipartimento per le Dipendenze
UOC SerD Distretto di Treviso























