Non chiamatela “politica per bambini”

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La rete dei CCRR e la Consulta Provinciale insieme per scuotere Treviso

C’è un fantasma che si aggira tra i corridoi delle nostre scuole superiori: l’astensionismo.

Lo vediamo ogni anno quando si tratta di votare per i rappresentanti d’istituto o per la Consulta Provinciale. C’è una sorta di stanchezza sottile, un disincanto che a 17 o 18 anni ti fa scrollare le spalle e dire: “Ma chi me lo fa fare? Tanto non cambia nulla”. È un sentimento pericoloso, perché quando smettiamo di partecipare, lasciamo che siano altri a decidere come dobbiamo vivere, studiare e stare insieme.

Eppure, stamattina, all’Auditorium dell’Istituto Comprensivo di Casale sul Sile, ho visto qualcosa che ha ribaltato completamente questa prospettiva, dandomi una scarica di adrenalina e di speranza che non mi aspettavo.

Partecipando come membro della Giunta della Consulta Provinciale (CPS) a quello che è stato ufficialmente il primo coordinamento territoriale dei Consigli Comunali delle Ragazze e dei Ragazzi (CCRR) dell’area Treviso Sud, mi sono ritrovato davanti a una platea che non aveva nessuna voglia di stare a guardare. Vedere delegazioni di studenti (dalla quarta elementare alla terza media) discutere di progetti, regolamenti e futuro del territorio con una serietà quasi solenne, ha lasciato in me un segno. Esse non erano lì per una “gita” o per saltare una giornata di scuola. Erano lì per connettersi: Casale sul Sile, Silea, Mogliano V.to, Roncade, Monastier, hanno smesso di essere punti isolati sulla mappa della provincia per diventare, per lo spazio di un mattino, una rete vera.

Ogni CCRR ha presentato il proprio “biglietto da visita”: chi ha parlato di ambiente, chi di spazi di aggregazione, chi di solidarietà tra pari. Ma il tema vero non era il singolo progetto, era il metodo: parlarsi per contare di più. Perché questo evento è fondamentale per noi che siamo quasi fuori dal percorso scolastico? Perché questi ragazzi sono, letteralmente, la cura all’astensionismo che sta svuotando le nostre assemblee alle superiori. Mentre noi spesso ci arrendiamo al cinismo, loro hanno ancora quella “fame” di partecipazione che è l’unico vero antidoto alla noia democratica. Vederli indossare la fascia tricolore, magari con un po’ di emozione nella voce ma con le idee chiarissime, mi ha fatto riflettere profondamente. Forse il problema non è che la politica non interessi ai giovani, ma che spesso noi “più grandi” dimentichiamo quanto sia potente avere una voce e uno spazio in cui esprimerla.

A Casale oggi non si è giocato alla politica: si è fatta cittadinanza applicata. Questi ragazzi non aspettano che qualcuno risolva i loro problemi; si siedono al tavolo e propongono soluzioni. Come membro della Giunta della Consulta Provinciale, oggi non ero lì solo come osservatore “istituzionale”. Ero lì come fratello maggiore, per tendere una mano e dire a questi ragazzi: “Noi della Consulta vi stiamo guardando, e il vostro entusiasmo è benzina anche per noi”. C’è una promessa enorme in questa “generazione CCRR”. Se riusciremo a costruire un ponte solido tra il loro mondo e il nostro, se porteranno questa voglia di incidere anche quando varcheranno la soglia delle scuole del secondo grado, allora l’astensionismo avrà vita brevissima. La vera sfida per noi della Consulta sarà non lasciarli soli una volta finite le medie, ma aiutarli a mantenere viva quella scintilla.

Uscendo dall’Auditorium, tra gli applausi e i saluti dei Sindaci del territorio, la sensazione predominante era una sola: l’umiltà. Spesso pensiamo che per cambiare le cose servano chissà quali poteri o età anagrafiche. Oggi i ragazzi di Treviso Sud ci hanno ricordato che bastano un’idea, un gruppo di persone che ci crede e la voglia di alzare la mano. Se loro, a 12 anni, hanno capito che restare uniti e partecipare è l’unica via per non subire il futuro, allora anche noi diciannovenni dobbiamo scuoterci di dosso il disinteresse. La democrazia non è un telecomando con cui cambiare canale se il programma non ci piace; è l’impegno di chi decide di restare sintonizzato e, se serve, di riscrivere il copione. E oggi, a Casale, il copione scritto dai ragazzi era bellissimo!

Stefano Piniè, CPS Treviso @cpstreviso

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