Sporcarsi si, ma in modo pulito!

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Dopo aver finalmente trovato parcheggio, infradito, giochi e via verso il mare!

Tante emozioni. Tante aspettative. Tutto per la prima volta in spiaggia.

Appena si arriva sulla sabbia, carichi di buoni propositi per una giornata “rilassante” al mare, iniziano pianti e richieste a non finire di essere presi in braccio!

Allora ci si avvicina all’acqua: DISASTRO!

Ecco che le grandi aspettative calano e si passa la giornata seduti sul lettino… cosa è successo?

Ma, ai bambini non piaceva sporcarsi?

Risposta: No! Non è assolutamente vero che a tutti i bambini piace sporcarsi, anzi!

Sporcarsi è un momento davvero delicato e questa consapevolezza, si crea anche durante le attività a scuola.

Pittura, fango, elementi naturali, polvere di caffè, farina, cacao… c’è chi li apprezza molto e appena vede l’insegnante che li prepara per l’attività, si mette subito seduto al tavolo o le staziona accanto, per essere il primo a poter far esperienza… ma non tutti sono così, c’è chi anche se accompagnato non gradisce assolutamente vedere le sue mani, o i suoi piedi, diversi dal solito rosa.

Se vogliamo approfondire la cosa dal punto di vista pedagogico, questa è una variabile possibile e con il suo significato, una crescita verso l’autonomia da fare con calma e rispetto per le sensazioni di ogni bambino, ma di certo, non un “problema” da correggere.

Non c’è da essere tristi o preoccupati se oggi Olimpia non ha voluto fare l’attività di pittura o non ha accettato di manipolare la farina da polenta gialla nella farinaia, c’è piuttosto da vivere l’emozione con lei, accompagnarla in quel tunnel di emozioni che le fanno tenere le mani dietro la schiena, o al sicuro nelle tasche dei suoi pantaloni della divisa grigia, magari con la faccia di chi ha assaggiato per la prima volta gli spinaci lessi!

Bisogna inoltre tener conto di altre caratteristiche per nulla banali come: il temperamento personale, infatti molti bambini hanno una sensibilità sensoriale più sviluppata: profumi, odori, consistenze possono risultare fastidiose e creare una sensibilità tattile di non benessere.

In seconda battuta abbiamo i bambini che vivono una sorta di integrazione e interazione sensoriale con il mondo che li circonda: dove cercano in tutti i modi il modo e la possibilità di sporcarsi, anche in momenti non del tutto adatti, magari indossando una bella camicia in lino bianca, durante un pranzo domenicale fuori, con un bel piatto di mezze penne al sugo!

Ancora, incide molto il contesto nel quale crescono e nell’educazione familiare che ricevono: certamente se la famiglia esorta sempre al non toccare, al non sporcarsi, al non fare esperienze dirette, potrà esserci quasi sicuramente una sorta di scoraggiamento e poca predisposizione nel bimbo ad accogliere attività che prevedono libertà di espressione! Idem per la struttura educativa nella quale sono calati: abita decisamente nell’insegnante, la capacità di tramutare questa resistenza in sicurezza.

Infine, la motivazione forse più sottile e profonda, abbraccia tutti i bimbi che hanno più bisogno di prevedibilità e controllo: manipolare ciò che non si conosce implica apertura verso l’ignoto e chi è più riflessivo preferisce assolutamente attività più pulite e strutturate o comunque necessita di più tempo per mettersi alla prova.

Dal punto di vista pedagogico allora come si può essere d’aiuto, affinché tutti i bambini possano sentirsi al sicuro, anche con ciò che le loro mani hanno difficoltà a conoscere?

Approcci educativi come quello di Maria Montessori dicono di non forzare, ma di offrire opportunità.
Proporre allora attività “sporche” in modo graduale, porgere al bambino strumenti di “controllo” come il grembiule, delle salviette umide per cancellare il misfatto o la possibilità di lavarsi subito con acqua e sapone!

Chiaramente la cosa principale da fare è quella di rispettare i tempi e soprattutto le emozioni con cui i piccoli esploratori del mondo si approcciano ad esso.

Un aspetto importante però è che sporcarsi favorisce autonomie, nuova sensibilità e sensorialità, scoperte e identificazioni attive nell’ambiente circostante.

Invece di dire: “non sporcarti!”, proviamo a dire: “sporchiamoci assieme!”, forse così l’emozione è più pulita!

Scuola dell’infanzia e nido integrato “Carmen Frova” Treviso

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