Osservatorio “Giovani e Futuro”

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All’ENGIM Treviso una giornata di ascolto, confronto e solidarietà

Venerdì 22 maggio, presso l’aula magna della sede ENGIM di Treviso, si è svolto il convegno dedicato alla presentazione dell’Osservatorio Nazionale Giovani e Futuro, iniziativa ideata da Fondazione ENGIM e giunta alla sua seconda edizione. Una mattinata intensa di confronto e riflessione sul rapporto tra i giovani della Generazione Z, la formazione e il mondo del lavoro.

All’incontro hanno partecipato le classi 2 Grafica, 3A Acconciatura, 3 Grafica, 4 Grafica e 4 Meccanica/Moda, coinvolte in un dialogo diretto con istituzioni, ricercatori, aziende e rappresentanti del mondo della formazione.

Tra gli ospiti intervenuti: Simonetta Mantovani per Formazione e Lavoro Regione Veneto, Marco Muzzarelli, Direttore Generale ENGIM, Valter Giacomini della Direzione ENGIM Veneto, la ricercatrice Irene Lovato Menin e Matteo Busato, CEO di Make Group, che hanno presentato dati, riflessioni ed esperienze emerse dall’indagine nazionale dedicata ai giovani e al loro sguardo sul futuro.

Dal rapporto emerge un quadro di inaspettato ottimismo e speranza, pur tra alcune criticità sulle quali lavorare in sinergia tra mondo formativo, imprese e istituzioni. I dati dell’edizione 2025 confermano infatti un mutamento silenzioso ma profondo: il lavoro non è più il centro assoluto dell’identità personale, ma entra a far parte di un sistema di valori più ampio, nel quale benessere, libertà e sostenibilità assumono un ruolo sempre più importante. I giovani sembrano orientati verso una visione della vita più equilibrata e integrata, nella quale il lavoro resta significativo ma non totalizzante, inserendosi in un progetto esistenziale più ampio.

Particolarmente significativo è stato anche il contributo diretto degli studenti. Tre allievi ENGIM hanno preso la parola condividendo esperienze personali, aspettative e riflessioni sul proprio percorso scolastico e professionale. Le loro testimonianze hanno reso il convegno ancora più autentico e vicino alla realtà quotidiana dei ragazzi.

Durante gli interventi è emersa con forza la necessità di creare ambienti formativi e lavorativi più attenti alla persona, capaci non solo di insegnare competenze tecniche, ma anche di valorizzare relazioni, ascolto e crescita umana. Un messaggio raccolto anche dalle aziende presenti, che hanno sottolineato quanto oggi sia importante diventare per i giovani non semplici datori di lavoro, ma figure capaci di guidare, motivare e ispirare.

A conclusione della mattinata si è svolta una piccola sfilata dimostrativa realizzata dagli studenti del settore moda. Sono stati presentati alcuni abiti da sposa donati alla Caritas e successivamente recuperati, modificati e riadattati grazie al lavoro degli allievi. Gli abiti, trasformati con creatività e competenza tecnica, potranno così essere nuovamente messi a disposizione, in prestito, per persone e famiglie in difficoltà.

Il progetto ha coinvolto gli studenti in un’esperienza concreta di solidarietà e sostenibilità: circa trenta abiti sono stati restaurati mantenendo i tessuti originali ma donando loro uno stile più moderno e attuale. Un lavoro che ha permesso ai ragazzi di mettere in pratica quanto appreso durante il percorso scolastico, trasformando la formazione in un gesto reale di attenzione verso il prossimo.

La giornata si è conclusa con un messaggio forte e condiviso: ascoltare i giovani significa comprendere i loro bisogni, accompagnarli nella crescita e costruire insieme un futuro in cui formazione, lavoro e relazioni possano trovare un nuovo equilibrio.

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