
“Ma è solo una botta”, “Non mi crederanno”, “Ci sono sicuramente persone che stanno peggio di me”, “E i miei figli/fratelli?”, “E poi cosa succede se racconto?”.

Questi sono alcuni dubbi che spaventano e frenano dal chiedere aiuto le donne che subiscono violenza e che vorrebbero in qualche modo far sentire la propria voce, raccontare la propria storia.
Il pensiero comune porta a ritenere che ci si possa recare al Pronto Soccorso solo se si hanno ferite o dolori fisici, ma non è così. Si può chiedere aiuto al Pronto Soccorso anche per sofferenze e difficoltà psicologiche, come un forte stato d’ansia. Il Pronto Soccorso offre protezione e permanenza temporanee (circa h48).
Le donne ed i loro figli/ fratelli vengono accompagnati in una stanza “Rosa” lontana dal luogo del soccorso, nella quale troveranno calma e potranno ricevere le attenzioni necessarie.
Per accedere alla stanza Rosa le donne possono contattare il 118 o recarsi direttamente al Pronto Soccorso, richiedendo assistenza in Codice Rosa. In questo modo il personale comprende il tipo di intervento da attuare. E può mettere in campo tutte le risorse necessarie per accogliere e curare donne che hanno subito violenza.
Nella stanza Rosale donne verranno ospitate e visitate, e soprattutto saranno accolte in sicurezza: potranno avere così uno spazio fisico e temporale per loro stesse, senza che il maltrattante le trovi e le avvicini.
L’assistenza che viene proposta prevede, controllo medico, sostegno psicologico e, se del caso, l’attivazione delle Forze dell’ordine, dei servizi del territorio e del Centro Antiviolenza.
Gli stessi Centri Antiviolenza (CAV), valutato il rischio, posso consigliare alla donna di recarsi in Pronto Soccorso o chiamare il 118, dicendo le parole “Codice Rosa”. Così facendo si aiuta nell’immediato, la donna ad avere uno strumento in più di tutela, di intervento e di sicurezza quando la situazione diventa difficile fisicamente e/o psicologicamente e l’intervento deve essere tempestivo.
Successivamente il Centro antiviolenza che prenderà in carico le donne, le supporterà nel percorso di consapevolezza e di fuoriuscita dalla violenza, sviluppando le loro risorse interiori (proprie della persona), aiutandole a conoscere ed attivare la rete sociale, e di servizi del territorio.
Il Cav Telefono Rosa di Treviso ringrazia in particolar modo il Rotaract che ha permesso la realizzazione della Stanza Rosa presso l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.
Ilaria Vio
Operatrice CAV Telefono Rosa di Treviso
Centro Antiviolenza Telefono Rosa Treviso
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E-mail: telefonorosatreviso@libero.it
Sito: www.telefonorosatreviso.org























