Noia esistenziale & sabbie mobili digitali

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Durante una lezione di tecniche di comunicazione, la professoressa Silvestri ci ha chiesto di rispondere ad alcune domande-guida per raggiungere maggiore consapevolezza dei nostri punti di forza e debolezza. La finalità del dibattito è di riuscire a trasformare i pregi in opportunità e tenere sotto controllo i difetti affinché non diventino una minaccia durante l’attività lavorativa. Di solito questa analisi, suddivisa in 4 punti, la cui sigla in inglese è appunto SWOT (Strengths, Weaknesses; Opportunities; Threats) nasce nel settore del marketing e viene applicata alle aziende e strutture ricettive che erogano un servizio o prodotto per capire se avrà successo o meno.

Siamo partiti dall’analisi SWOT PERSONALE e ci siamo resi conto che le attività preferite dai compagni maschi sono le varie attività sportive, seguite anche in tv (il calcio in particolare) oppure i giochi digitali nei quali hanno grande abilità e vincono spesso. Le ragazze, invece, si sentono più apprezzate per le capacità empatiche: quando qualcuno ha bisogno di parlare per questioni affettive o difficoltà scolastiche/familiari sono più disponibili ad offrire consigli o supporto.

Inoltre noi studentesse riteniamo importanti le caratteristiche fisiche e l’outfit a cui dedichiamo molto tempo e cura, per sentirci bene con noi stesse, ma anche per evitare giudizi negativi e a tale scopo consultiamo spesso siti che contengono tutorial per il trucco, l’abbigliamento o la manicure di tendenza. Entrambi (ragazzi e ragazze) ascoltiamo spesso musica con gli auricolari nei tragitti casa/scuola o altre destinazioni senza sentire la necessità di conversare con qualcuno seduto a fianco.

Ciò che accomuna tutti noi resta il tempo trascorso sui Social, Whatsapp e giochi digitali perché risultano inizialmente attraenti e non sembra possano prendere il sopravvento ma ben presto si trasformano in “sabbie mobili” … quando ce ne rendiamo conto però non riusciamo ad uscirne, cioè a contenerci dall’usarlo, sia a casa, sia a scuola. Abbiamo la percezione di “perdere tempo prezioso” ma, nello stesso tempo, se allontaniamo da noi il cellulare, sorge ansia e ci sentiamo a disagio.

Illustrazione Alessia e Carla Serreli (5F)

Un compagno ammette che durante qualche lezione gioca assieme ad altri con il cellulare, nonostante sia vietato, perché si annoia e non riesce a prestare attenzione alla spiegazione di qualche docente che parla senza coinvolgere con domande alla classe, senza trasmettere emozioni. Altri intervengono a confermare che se viene fatto il solito monologo c’è il rischio di guardare il cellulare in aula, se invece si instaura un dibattito, oppure ci sono stimoli visivi (immagini, schemi) alla Lim, allora si riesce a seguire meglio la lezione.

Alcuni, per paura del giudizio, dalle scuole medie in poi, preferivano chiudersi nel mondo del cellulare nell’illusione che potesse essere un aiuto, perché permetteva di evitare qualsiasi relazione e confronto, invece era diventato una bolla che li isolava da tutto e tutti.  

Una compagna paradossalmente ha detto che un’attività che le piace fare è proprio uscire di casa senza fare nulla “a volte è bello perdere tempo, perché dentro quel nulla, scattano le idee più creative e ti inventi qualcosa di nuovo da fare”.

C’è chi ha concordato aggiungendo che facendo una passeggiata con un’amica ha riscoperto quanto sia piacevole il dialogo con lei, senza la necessità di guardare i cellulari per tutta la durata dell’uscita. In quelle circostanze ci accorgiamo che il telefono è il nostro peggior nemico perché ci ostacola nell’affrontare le paure e insicurezze distraendoci con giochi o altre proposte che non sono utili al successo della nostra vita, ma concorrono ad arricchire altre persone (influencer, aziende, brand sponsorizzati dagli annunci pubblicitari).

Ci siamo resi conto che a volte tra noi ci annoiamo anche col telefono in mano, nei momenti in cui siamo fuori dall’aula. Piuttosto quando siamo da soli tra i corridoi della nostra scuola preferiamo conversare qualche minuto con un collaboratore che sa ascoltarci ma anche trasmetterci emozioni positive, come la gioia di una risata attraverso una modalità scherzosa, un aneddoto, una battuta simpatica che ci fa sentire accettati e voluti bene così come siamo.

Classi 4B- 4F Indirizzo Sala e vendita

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