La vera storia del pirata Long John Silver

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di Björn Larsson

Il primo libro che abbia mai letto è stato L’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson. Un classico d’avventura per ragazzi, capace di farmi attraversare la superficie cartacea delle pagine ed entrare in un mondo di pirati, mappe misteriose e viaggi avventurosi. Negli anni, l’affetto per questa storia non è mai venuto meno e curiosità e caso mi hanno spinto, come una barca nella corrente, ad approfondire quel mondo marinaresco che sapeva di libertà. Sono rimasta incantata dal film d’animazione Disney Il Pianeta del Tesoro, e ho sfogliato piena di meraviglia il resoconto scritto da Defoe sotto pseudonimo, Vite di Pirati. Ho comprato d’istinto la Trilogia di Pirati di Valerio Evangelisti, e la saga del Jolly Roger di Gabriele Dolzadelli. Sono, manco a dirlo, una fan sfegatata di One Piece, e ho visto con piacere la serie cinematografica dei Pirati dei Caraibi, stregata come molti dal fascino di Jack Sparrow. Ho adorato la serie tv Black Sails: mi ha riportato alla mente nomi che hanno viaggiato a lungo con me nella mia infanzia: Billy Bones, Ben Gunn, il capitano Flint, e lui, la stella polare di Stevenson: Long John Silver. Un personaggio che ha solcato i mari e attraversato intere epoche, senza mai tradire sé stesso.

Che sia un caso che una delle mie poesie preferite, Invictus, sia stata scritta proprio da William Hernest Henley, l’uomo che ispirò Stevenson nella creazione di Silver?

Quel che è certo, Long John Silver sembra destinato a sopravvivere al suo creatore, probabilmente ben oltre le sue aspettative.

Nel 1998 Iperborea ha pubblicato il romanzo di un autore svedese oggi molto noto, Björn Larsson. Al centro della narrazione, in uno stile schietto e accattivante, la vita del pirata più celebre mai esistito nella nostra immaginazione.

La Vera Storia del Pirata Long John Silver” si propone come un prequel e insieme un sequel dell’Isola del Tesoro. 1742, Madagascar. Nascosto alla lunga mano della legge, un Silver ormai vecchio, arrivato agli ultimi giorni della sua esistenza, si accinge a scrivere la sua biografia, scavando nei suoi ricordi e riportando a galla vecchi legami.

I dettagli particolareggiati del suo racconto ne fanno quasi un romanzo storico, che mescola fatti realmente accaduti alla finzione (alla fine del libro, Larsson si preoccupa di dare al lettore tutti i riferimenti esatti).

Così, mentre scopriamo com’è che Long John Silver ha conquistato il suo nome e il suo famigerato soprannome, e com’è che è diventato un pirata mosso da principi di ferro, ripercorriamo con lui l’era dei commerci navali e del contrabbando, snudiamo la crudeltà dei Capitani, entriamo in fosche taverne per discorrere di vita, di morte e di morale con famosi scrittori, inorridiamo di fronte alle nefandezze della schiavitù, conosciamo le regole interne che regolano la pirateria, ci chiediamo infine cosa siano davvero il bene, il male e la libertà e quanto valga la pena patire pur di conquistarla.

Larsson non si limita alla cronistoria della carriera di Silver, quartiermastro temuto e ammirato persino da Flint, il terrore dei mari. Attraverso le parole del colto pirata, ricaviamo una filosofia di vita, una riflessione sulla scrittura, il senso stesso dell’esistenza e della sopravvivenza ai nostri giorni contati.

La vera storia del pirata Long John Silver è più di uno spin off: rende giustizia a questo personaggio, riempiendo di significato la sua ambiguità e la sua complessità, ingredienti che gli hanno dato corpo traghettandolo ben oltre i confini dell’Isola del Tesoro.

Tanto è vero che nel 2013 su richiesta dell’editore, è stato pubblicato un altro pezzo della storia, un lungo racconto di 96 pagine, recuperato da precedenti tagli al romanzo e intitolato “L’ultima avventura del pirata Long John Silver”. Inutile dire che non vedo l’ora di leggerlo. E voi?

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