Un anno all’estero

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Le esperienze di Alice, Denis, Giada e Xander

Un anno all’estero rappresenta un’esperienza di vita unica per ognuno di noi. Vivere in paesi stranieri ci ha dato l’opportunità di apprendere nuove lingue, esplorare culture diverse e costruire relazioni internazionali.

Questo ha ampliato la nostra prospettiva globale e ci ha reso più indipendenti.

Abbiamo affrontato sfide culturali e creato ricordi indelebili.

Le amicizie che abbiamo instaurato sono diventate parte preziosa delle nostre vite.

In quest’intervista leggeremo le testimonianze di Alice, Denis e Giada, tre studenti del liceo Duca degli Abruzzi di Treviso in scambio culturale lo scorso anno scolastico rispettivamente in Texas e Nord Carolina, Stati Uniti e San José, Costa Rica; inoltre incontreremo Xander, un ragazzo proveniente dal Sudafrica e attualmente a Treviso.

Xander: questa esperienza all’estero vi ha aiutato ad imparare più velocemente la lingua?

Denis: non ho avuto grandi difficoltà nell’imparare la lingua visto che partivo già con un buon livello di inglese che mi è stato d’aiuto nell’esprimermi.

Alice: un’esperienza all’estero aiuta e fa la differenza dell’apprendimento della lingua straniera. Il mio livello di inglese attuale, rispetto a quello con cui sono partita, è sicuramente migliore. Inizialmente la difficoltà maggiore per me è stata comprendere lo slang e i modi di dire frequentemente utilizzati dai ragazzi americani.

Ricordo che ero molto insicura della mia pronuncia con un accento fortemente italiano e mi ha sorpreso vedere come invece le persone lo trovassero affascinante e soprattutto fossero così sorprese nel sapere che oltre all’inglese parlavo altre lingue, in primis l’italiano.

Alice: qual è stato per te Xander lo shock culturale più grande che hai provato da quando sei venuto a vivere qui? Invece per te Denis nella Carolina del nord?

Xander: da sudafricano residente in Italia ho affrontato diversi shock culturali.

Uno di questi, e forse anche il primo, è stato come i mezzi di trasporto pubblici vengano fortemente utilizzati soprattutto dagli studenti e come con essi tu riesca ad arrivare in qualsiasi posto.

Nel mio paese non abbiamo mezzi di trasporto pubblici quindi inizialmente per me è stato difficile capire come funzionassero. Poi ho preso l’abitudine e ora li utilizzo quotidianamente.

Denis: un grande shock culturale per me è stato il fatto di dover passare tutti i giorni attraverso il metal-detector per poter entrare a scuola.

Infatti, essendo le armi proprietà di tutti in America, c’era una maggiore attenzione sotto questo punto di vista.

Denis: cosa pensano le persone provenienti dalla Costa Rica degli italiani?

Giada: in Costa Rica le persone vedono l’Italia come un posto bellissimo e pieno di arte e storia, inaspettatamente erano tutti molto bravi in geografia e conoscevano moltissime città italiane.

Penso che la maggior parte dei ‘Ticos’ (costaricani) vedano l’Italia come il posto perfetto dove andare in vacanza almeno una volta nella vita!

Xander: come hai affrontato tu, Alice, la mancanza di casa?

Alice: la mancanza di casa è parte integrante dell’esperienza soprattutto sotto le festività come Natale e Pasqua dove ero solita unirmi con i familiari per celebrare insieme questi giorni di festa.

Mentre affrontavo questi momenti di sconforto, cercavo di distrarmi passando più tempo possibile con le persone conosciute lì, ricordando a me stessa che presto sarei tornata a casa e che questa esperienza sarebbe giunta al termine.

Mi ha aiutato pensare che l’avventura che stavo vivendo non sarebbe mai più tornata, non avrei più potuto riviverla nello stesso modo in cui l’ho vissuta allora e nello stesso momento. Ho cercato quindi di cogliere ogni secondo del mio anno all’estero, di sfruttarlo e renderlo il più memorabile possibile.

Alice: Giada, la Costa Rica è un luogo insolito per trascorrere un soggiorno all’estero, lo consiglieresti a chi magari è indeciso se partire o meno?

Giada: sono stata sei mesi in Costa Rica e posso tranquillamente affermare che è stato il periodo più bello della mia vita! Sono cresciuta molto, ho imparato a conoscere me stessa, ad essere più indipendente a gestire situazioni inaspettate.

Ho preso il meglio dei momenti positivi come quelli negativi e lo rifarei altre 1000 volte! La reputo un’esperienza che secondo me dovrebbero fare tutti, perché offre delle competenze che stando nella nostra zona di comfort non riusciremo mai ad acquisire.

In conclusione, possiamo dire che l’anno all’estero è stato un investimento nella nostra formazione e siamo convinti che avrà effetti duraturi sul nostro modo di vedere il Mondo.

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