Il liceo canossiano di Treviso: un ponte tra diverse culture

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Scambi interculturali con Olanda e Finlandia

Nei primi mesi dell’anno scolastico si sono svolti degli scambi di mobilità internazionale tra gli studenti del Liceo Scientifico Sportivo e Scienze Applicate e del Liceo delle Scienze Umane a indirizzo teatrale dell’Istituto Canossiano “Madonna del Grappa” di Treviso e i giovani di due scuole olandesi e finlandesi. Un’occasione vivace e dinamica che ha visto coinvolti i ragazzi del nostro Istituto in un’esperienza unica che ha lasciato un segno indelebile in entrambe le realtà scolastiche.

Le ragazze e i ragazzi ospitati a Treviso sono stati coinvolti nelle attività didattiche dell’Istituto: dai laboratori di programmazione informatica e di approfondimento scientifico alle attività sportive e teatrali, specifiche degli indirizzi.

Uno spazio speciale è stato poi dedicato alle uscite per far conoscere il territorio nelle sue bellezze e peculiarità. Non è mancato quindi un tour guidato alla città di Treviso per scoprire gli angoli nascosti che ornano la città dipinta e che affascinano l’occhio anche di chi viene da lontano. Dagli affreschi di Treviso Urbs Picta alle visite ai luoghi più suggestivi della vicina Venezia, agli splendori delle Dolomiti, i giovani sono stati accompagnati in stimolanti approfondimenti didattici in un connubio internazionale. Inoltre, anche i ragazzi delle Canossiane sono stati ospitati nelle scuole coinvolte nello scambio, vivendo un’avventura importante che è andata a contraddistinguere il loro percorso scolastico e di vita.

“Non si possono spiegare a parole tutte le sensazioni vissute, è un’esperienza che auguriamo a tutti di fare almeno una volta nella vita, perché non potrà che regalare soddisfazioni”, raccontano Silvia Tronchin, Laura Martorana e Chiara Bettin.

Un’occasione unica si è quindi svolta nell’Istituto Canossiano di Treviso che è stato un vero e proprio ponte interculturale all’insegna di un’educazione inclusiva e aperta alla conoscenza dell’altro e di sé stessi, come ricordano anche gli studenti Francesco Sartor e Jacopo Cipolotti: “Queste esperienze riescono ad aprire il tuo cervello a 360 gradi, dando un punto di vista differente del mondo, lasciandoti un po’ alle redini del tuo futuro”.

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