Bidone e sopravvivenza

0
713
– Cos’è, un bidone?
Da una domanda assurda come questa, sembra strano, possono nascere ragionamenti decisamente profondi.
Provate un attimo ad immaginare: voi, cosa rispondereste?
Probabilmente storcereste il naso, direste: “Un recipiente pieno di spazzatura!?”, o al limite: “Eh, quando qualcuno ti dà buca!”.
Già.
Ma se la domanda fosse rivolta ad una vecchia signora senzatetto che vive tra le strade più isolate della città , ignorata da tutti?
Non so se ci abbiate mai fatto caso; se anche a voi, come a me, sia capitato di vederne almeno una e di osservarla bene.
Forse la risposta non sarebbe così scontata…
…Qualche giorno fa, stavo tornando a casa dalla solita lezione di danza del martedì sera.
Dopo una lunga giornata, passata sui libri e sulle punte, la mia pancia cominciava a brontolare: per pranzo me l’ero cavata con un panino e via, non avevo potuto inghiottirmi di pasta, carne, verdura, dolci…
Mentre mi dirigevo frettolosamente verso il mio modesto appartamento, notai una persona.
Era vecchia, magrissima, vestita di stracci. Brutta.
Era una donna. O almeno, lo sembrava.
E stava rovistando nel bidone dell’umido dietro casa mia.
Io ero sudata, affamata, assetata, ma non poi così tanto, così, con la scusa di tirar fuori il cellulare dalla borsa, rallentai.
Volevo vedere meglio: ero curiosa.
Lei, questa persona, era circondata da sacchi di immondizia, e stava praticamente nuotando dentro al contenitore.
Dopo un po’ riemerse, come per prendere fiato, e rimise al loro posto i vari sacchetti per poi chiudere il bidone, come niente fosse. In mano, una vaschetta di carne cruda, andata a male, penso.
Non volevo toglierle la sua privacy, quel po’ di privacy che poteva avere.
In fin dei conti, quelli erano il suo mondo, il suo cibo, la sua vita.
Mi sentivo come la vicina di casa fastidiosa e ficcanaso, quella che sbircia tra le fessure della tapparella, così mi decisi a raggiungere la mia famiglia per la cena.
La “fame” mi era passata, ma mangiai tutto ugualmente, pensando a quella povera vecchietta.
Forse era così per volontà, per scelta propria, forse per necessità, fatto sta che la sua fragilità mi aveva colpito così tanto da farmela sembrare forte, molto più forte di me, che avevo i crampi allo stomaco per un’oretta e mezza di esercizi…
Ripensandoci, poi, mi resi conto che quella è la stessa vecchia che vedo ogni giorno, tornando da scuola, vicino ad un fiumiciattolo, mentre beve da una grande bottiglia ricoperta da carta di giornale e cammina barcollando sotto effetto dell’alcool…
Per lei, ho pensato, un bidone è sinonimo di sopravvivenza.
Eppure è isolata dal mondo, nessuno si sognerebbe mai di avvicinarsi ad una come lei, di porgerle un minimo di attenzione: non fa male nè bene a nessuno, è degna dell’indifferenza di tutti.
Già, meglio vedere come se la cavano i presunti vip nell’Isola dei Famosi…
Ma vi sembra giusto?
Nicoletta Z.