
Un percorso di accoglienza per le classi quinte

Come iniziare l’ultimo anno della scuola primaria? Per le classi quinte abbiamo scelto di partire dalle emozioni, mettendole in dialogo con una realtà sempre più presente nella nostra quotidianità: l’Intelligenza Artificiale.
È nato così il percorso di accoglienza intitolato “Noi, le emozioni e l’Intelligenza Artificiale”. A introdurlo è stata la storia La lezione più strana dell’anno, nella quale due classi quinte incontrano un’IA capace di rispondere a domande, eseguire calcoli e fornire informazioni. Ma che cosa accade quando le domande riguardano ciò che sentiamo? Può un’Intelligenza Artificiale provare gioia, paura o tristezza? Può ridere insieme a noi?
Da questi quesiti è nato il confronto. I bambini hanno compreso che l’IA può riconoscere e descrivere le emozioni, ma non le vive come le viviamo noi: non prova la paura prima di una verifica, la gioia per un traguardo o la tristezza per qualcosa che ci manca.
La riflessione ha così riportato l’attenzione su ciò che ci rende profondamente umani. “Noi possiamo… L’IA può aiutarci a…”.
Con un semplice foglio piegato, ogni alunno ha realizzato un piccolo libretto. Su una pagina, “Noi possiamo…”: provare emozioni, voler bene, ridere insieme, consolare un amico, immaginare, scegliere e costruire relazioni. Sull’altra, “L’IA può aiutarci a…”: cercare informazioni, comprendere meglio un argomento, organizzare le conoscenze e scoprire cose nuove.
Quel piccolo foglio è diventato uno strumento per fermarsi a pensare. Non una gara tra esseri umani e tecnologia, ma un’occasione per comprenderne differenze e possibilità.


Parlare di IA ha significato anche chiedersi: che cosa sappiamo fare noi che una macchina non può fare? Come può la tecnologia aiutarci senza sostituirsi al nostro pensiero?
Il percorso ha avvicinato gli alunni all’Intelligenza Artificiale non come a qualcosa di “magico”, ma come a uno strumento da conoscere e utilizzare con consapevolezza. Usarla significa continuare a fare domande, confrontare, scegliere e mantenere uno sguardo critico.

Una lezione molto umana
Alla fine, quella che avrebbe potuto essere una lezione sull’Intelligenza Artificiale è diventata soprattutto una riflessione sull’essere umani. La scuola è anche questo: un luogo nel quale impariamo, ma soprattutto viviamo esperienze che nessuna tecnologia può vivere al nostro posto.
Il libretto è diventato il simbolo del percorso: da una parte ciò che possiamo vivere e fare come persone, dall’altra ciò in cui l’IA può esserci di aiuto. Non due mondi contrapposti, ma una relazione tutta da scoprire. Forse è questa la lezione più importante con cui iniziare l’ultimo anno della scuola
primaria: la tecnologia può essere una straordinaria compagna di viaggio, purché siamo noi a scegliere la direzione, portando con noi curiosità, pensiero critico e tutto ciò che ci rende meravigliosamente umani.
Insegnanti 5° A e 5° B – Scuola primaria Giovanni XXIII

























