

Di ritorno dalla ricreazione, Francesco mi mostra una grande foglia raccolta in cortile. «Maestra, guarda che bella foglia!»
«È davvero bella. Potresti farne un frottage.»
L’alunno domanda «Cos’è il frottage?»
«Vieni, te lo mostro. Venite tutti. È una magia.»
Appoggio un foglio bianco sulle nervature della foglia e passo un gessetto rosso sulla superficie. Lentamente la foglia compare. «Wow, maestra! Che bello!», «Posso provare?», «Anch’io!»
In un attimo tante mani si alzano. Arrivano altri fogli e i colori dell’autunno: rosso, giallo, marrone. La stessa foglia diventa matrice per tante immagini. Eppure, quando le osserviamo, ci accorgiamo che nessuna è uguale all’altra. «Secondo voi perché?» Partono le ipotesi, finché Emilia osserva: «Perché la pressione che esercitiamo sul foglio non è mai uguale. Ognuno ha la sua mano». Già. Ognuno ha la sua mano.
Succede anche quando scriviamo. Possiamo partire dallo stesso modello sulla Digital Board, ma non esistono due quaderni uguali, due pagine perfettamente identiche. Ogni tratto porta con sé qualcosa di chi lo ha lasciato.
Un po’ come le fonti che studiamo in Storia: oggetti e immagini che vengono da lontano e che ci permettono di scoprire qualcosa delle persone vissute prima di noi. Anche noi, senza accorgercene, lasciamo tracce.
Una foglia, un foglio e qualche gessetto ci hanno ricordato che possiamo partire tutti dallo stesso punto e arrivare a risultati diversi.
Forse è proprio questa una delle magie della scuola: offrire a tutti lo stesso foglio, senza aspettarsi lo stesso segno. Perché ogni bambino ha la sua mano, il suo pensiero, la sua traccia da lasciare.
Maestra Eleonora – Scuola primaria Giovanni XXIII
IC 2 Serena – Treviso

























