Il sacco

0
7

Emma Adbage

Quando le bambine tornano a casa, dopo aver trascorso il weekend dal nonno, capiscono subito che qualcosa non va: è tutto troppo vuoto, troppo ordinato… e profuma di pulito. I genitori dicono di aver solo spolverato, ma nell’ingresso c’è un grosso sacco nero pieno di “cianfrusaglie rotte e inutili”.

Eh no, qui non si butta via proprio un bel niente!

«Cos’avete buttato via?» diciamo noi.

Non abbiamo buttato via niente!» dice mamma. «Abbiamo solo passato l’aspirapolvere e spolverato».

«Sistemato un po’, tutto qui» dice papà.

Ylva mi guarda. Mentono, tutti e due. Non si può pulire così tanto senza buttare via niente. E poi lo abbiamo visto, il sacco.»

Le sorelle non si fidano, prendono il sacco e lo portano in camera loro, per controllare.

Quando lo aprono rimangono scioccate: quelli che i loro genitori stavano per gettare via sono in realtà tesori preziosi, ricordi, pezzi di vita! Una mini-penna che non funziona più del traghetto per Gotland, una scatolina di sabbia dalla Grecia, una collezione di carte di caramelle… e soprattutto un pezzo di legno che non è un semplice bastone, ma un vero e proprio membro della famiglia!

Come hanno potuto farlo?

Dopo il bestseller La Buca, Premio Andersen 2020 come Miglior libro 6/9 anni, e gli albi La Natura e La ferita, Camelozampa porta in libreria un nuovo titolo di Emma AdBåge, apprezzatissima autrice e illustratrice per bambini svedese, molto amata anche in Italia. Con il suo inconfondibile umorismo, senza peli sulla lingua, e il tratto espressivo ed essenziale, AdBåge si fa ancora una volta portavoce dei bisogni e dei desideri dell’infanzia, spesso incompresi dagli adulti.

Nel sacco nero per le due bambine c’è tutt’altro che spazzatura, ma un universo di giochi, oggetti indispensabili, ricordi di viaggio e souvenir da esperienze condivise. Una cintura con i campanellini troppo corta ma che può sempre tornare utile, un cucchiaio speciale per imboccare le bambole e un pezzo di plastica tagliente che è un perfetto raschietto da ghiaccio.

Con grande semplicità e con uno sguardo provocatorio sul mondo adulto, AdBåge ci mostra la prospettiva delle due ragazzine, stupite ed esterrefatte dalla leggerezza con cui i “grandi” si liberano delle cose. E ci regala un finale a sorpresa che rimette tutto in discussione, lasciandoci ancora una volta senza parole.

Come sempre, le sue illustrazioni sono calde e vivaci, di grande efficacia narrativa, capaci di raccontare con pochi tratti le emozioni di tutti i protagonisti – dall’arrabbiatura delle bambine, agli sguardi sconcertati e a tratti esasperati della mamma e del papà – ma anche i luoghi in cui si svolge la storia, dipingendo una casa vissuta e piena di dettagli e particolari da osservare.

Previous article“Il barbaro gladiatore”
Next articleLa più bella di tutte

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here