

Il Veneto legge è un progetto a cui noi studenti della classe 2^ E Gec avevamo partecipato anche l’anno scorso e fin dalla prima volta in cui la professoressa ce ne ha parlato mi ha incuriosito molto. È stato il primo progetto svolto durante quest’anno scolastico, a inizio ottobre: lunedì 6 ottobre la professoressa, in classe, ci ha presentato quattro libri con l’aiuto di video, trailer, fotografie, e leggendo a voce alta, da sola o insieme a noi, alcune pagine di ciascuno di essi.
I libri presentati sono stati i seguenti:
Dove porta la neve di Matteo Righetto
Il senso di Smilla per la neve di Peter Hoeg
Marcovaldo di Italo Calvino (il racconto La città smarrita nella neve)
Il Sergente nella neve di Mario Rigoni Stern.
Tutti questi libri sono stati scelti perché accomunati da uno stesso tema principale: la neve.
Ho trovato questo tema molto interessante e tutte le letture mi hanno resa curiosa di sapere la continuazione della storia.
Considero questo progetto una bellissima iniziativa anche per chi, come me, non ama leggere e non legge molto. Infatti, non mi capita spesso di trovarmi a leggere di mia spontanea volontà, ma con i libri presentati ne Il Veneto legge 2025 mi sono incuriosita molto, soprattutto durante alcune letture.
Anche il fatto che coinvolge tutta la regione del Veneto, secondo me, è molto utile perché in questo modo tutti i ragazzi, ma anche gli adulti, possono sentirsi invitati a partecipare attivamente e sentirsi parte di questo progetto. Infatti, è una bella attività da fare a scuola con i compagni, con gli amici, ma anche a casa con la propria famiglia.
Tra tutti i libri presentati, quello che mi è piaciuto di più è stato Il senso di Smilla per la neve di Peter Hoeg, perché mi è sembrata una storia molto interessante e coinvolgente.
È un giallo che tratta della morte di un bambino e di una giovane donna, Smilla, che, attraverso la neve, riesce a capire come sono andati realmente i fatti che hanno portato alla morte del bambino.
Spero di leggere interamente questo libro un giorno e di scoprire il finale di questa storia avvincente che mi ha lasciato con il fiato sospeso.
Consiglierei questo progetto ai ragazzi della nostra età per aiutarli a capire l’importanza e la bellezza che si nasconde dietro a quest’atto, spesso definito “noioso”, della lettura. Spero anche di continuare a partecipare a questo progetto anche nei prossimi anni, perché è davvero un’esperienza coinvolgente e utile per tutti che mi ha lasciato un bel ricordo.
Gemma Toso, classe 2^ E Gec, Istituto di Istruzione Superiore. “Palladio”






















