Educare o diseducare?

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Educare non vuol dire spiegare solo nozioni o far paura per farsi ascoltare. Non è questo il punto. Educare è qualcosa di molto più profondo: riguarda davvero la crescita di una persona.

La parola “educare” viene dal latino ex-ducere, che significa “tirare fuori”. In pratica vuol dire aiutare qualcuno a far uscire quello che ha già dentro: il suo personale zainetto di idee, valori, esperienze, emozioni e favorire la loro interconnessione. Non è riempire la testa,ma aiutare a mettere insieme ciò che siamo, cercando un equilibrio tra mente, cuore e identità. Insomma, crescere come persone, non solo come studenti.

Oggi l’autorità degli adultiè spesso messa in discussione,e ci sta. Ma attenzione: essere autoritari non è la stessa cosa che essere autorevoli. Una persona autoritaria impone regole senza spiegare, come se avesse sempre ragione. Una persona autorevole ha provato su di sé ciò che è importante, lo spiega, lo condivide. È credibile, perché fa quello che dice. È coerente.

Quando questo non succede, si rischia di “diseducare, cioè di mandare messaggi confusi o perfino sbagliati. Per questo educare non è un lavoro da fare da soli: serve una comunità educante, fatta di adulti e ragazzi che si confrontano e crescono insieme, ognuno secondo la responsabilità che deve e può assumere.

Come diceva Paulo Freire: “Nessuno educa nessuno, ci si educa insieme”. Questo vuol dire dialogo, confronto vero e rispetto reciproco. Non solo a scuola, ma in tutti i percorsi di vita.

Educare chi è più giovane vuol dire offrire nel tempo:

esperienze che ti aiutino a scegliere bene, soprattutto quando le cose si fanno complicate;

• la capacità di pensare con la tua testa, e far tesoro delle esperienze;

• l’attitudine a mettersi nei panni degli altri invece di andare avanti col pilota automatico o seguire quello che fanno tutti.

Gli adulti devono scegliere se educare davvero o no. Ma anche voi studenti avete un ruolo enorme: potete crescere insieme,supportarvi, non lasciare indietro chi sta passando un periodo difficile. Questa è la vera co-educazione.

Secondo te,nella scuola di oggi è possibile vivere bene le relazioni, stare insieme in modo sano e sfruttare davvero questa occasione di crescita?

Davide Coassin e Francesco Biasin
Educatori professionali

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