Mostra con performance l’8 marzo

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Al Planck si è celebrata la giornata della donna

Tanti e diversi i loghi creati dalle studentesse e dagli studenti per rappresentare l’8 marzo e dire no alla violenza sulle donne. L’Istituto Max Planck di Lancenigo ha celebrato quest’anno la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne con una mostra tematica e una rappresentazione di letture ed esperienze con protagonisti ragazzi, insegnanti e tecnici di laboratorio. L’aula magna, solitamente riservata a conferenze e assemblee, è così diventata luogo privilegiato per una riflessione sulla parità di genere e sull’emancipazione femminile. L’iniziativa, promossa dai rappresentanti degli studenti, ha utilizzato diversi linguaggi espressivi dall’arte, al teatro, alla narrazione di esperienze.

Durante l’intera mattinata dell’8 marzo scorso, le classi dell’istituto Planck hanno potuto visitare a turno l’installazione e assistere alla performance allestita in aula magna. Il percorso iniziava con l’illustrazione di numerosi loghi realizzati dagli studenti di prima e seconda liceo contenenti una frase, una scritta o una parola di denuncia contro la violenza sulle donne. L’esperienza continuava con la rappresentazione di vite straordinarie di donne che hanno compiuto gesta memorabili nell’affermazione dell’uguaglianza, specialmente durante guerre, dittature e oppressioni. Esse, seppur lottando per la tutela dei loro diritti, hanno potuto distinguersi, anche facendo nuove scoperte. Ecco quindi la storia della fisica Marie Curie, che ricevette – prima donna della storia – il Nobel per la fisica e per la chimica; il racconto dell’esperienza della pedagogista Maria Montessori, che sviluppò un metodo educativo tutt’ora utilizzato da scuole in tutto il mondo; la vita della stilista Coco Chanel, della pittrice Artemisia Gentileschi e di altre figure vicine all’attualità, tra cui l’astrofisica e attivista Margherita Hack, l’inventrice della torcia termoelettrica Ann Makosinski e la politica birmana Suu Kyi.

Successivamente, grazie all’intervento di un assistente tecnico, si è creato un momento di riflessione sul fenomeno del cyberbullismo e del motivo per cui in Italia è nata la legge n.71, proposta dalla senatrice Ferrara, già insegnante di Carolina Picchio, la studentessa di 14 anni che nel 2013 si suicidò, perché un gruppo di suoi coetanei aveva divulgato episodi di molestie sessuali da lei subite.

L’attenzione alla giornata per i diritti delle donne è molto significativa all’istituto Planck dove tra gli alunni la componente maschile è maggioritaria. Ciò dimostra la sensibilità degli studenti a promuovere un ambiente scolastico inclusivo, aperto, libero da pregiudizi.

In una società in cui le disparità di genere persistono in molti ambiti, è fondamentale che ciascuno di noi si impegni attivamente per riaffermare la pari dignità sociale e l’uguaglianza di fronte alla legge, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Eventi come questa mostra, non solo ci ricordano l’importanza di questo obiettivo, ma ci ispirano anche ad agire e a fare la differenza, perché quel “senza distinzione di sesso”, previsto dall’articolo 3 della Costituzione italiana, ha segnato l’inizio di un cammino anche verso una sempre maggiore emancipazione femminile, che noi, come cittadini del presente e del futuro, dobbiamo concretizzare. Un grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato.

Luca Benetel – Rappresentante degli studenti Istituto Max Planck

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