Essere guida nella Casa dei Bambini di Villarazzo

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Ricordo ancora l’odore del legno, la luce che attraversava le stanze, i muri che custodivano una storia lunga e preziosa. Era il 2005, e la Scuola dell’Infanzia di Villarazzo, quella che oggi è la mia casa professionale, mi accolse con la delicatezza dei luoghi che hanno visto crescere generazioni di bambini. Ogni mattina, entrando, avevo la sensazione di attraversare un tempo più grande del mio: un tempo fatto di cura, di silenzi buoni, di gesti che parlavano senza bisogno di parole.

Negli anni ’50, un gruppo di suore emiliane, le Discepole del Vangelo, aveva portato qui il metodo Montessori, seminando una visione educativa che parlava di libertà, responsabilità e fiducia nel bambino. Quando arrivai, la scuola viveva un’impostazione più tradizionale, solida e attenta, che aveva accompagnato per decenni la crescita di tanti bambini. Quella stabilità è stata la nostra forza: ci ha permesso di ascoltare, di interrogarci, di immaginare nuove possibilità senza mai perdere rispetto per ciò che c’era.

Con le colleghe abbiamo iniziato a riflettere su come continuare a rispondere ai bisogni dei bambini di oggi, in un mondo che cambiava rapidamente. Non si trattava di cambiare direzione, ma di riallinearci a una radice che la scuola aveva sempre custodito. Le prime risposte sono arrivate dai libri, dai ricordi degli studi di pedagogia, dalle conversazioni quotidiane. Poi, nel 2013, abbiamo intrapreso un viaggio attraverso l’Italia per visitare scuole Montessori autentiche: ambienti preparati con cura, bambini concentrati e autonomi, insegnanti che accompagnavano con discrezione e presenza. In quei luoghi abbiamo riconosciuto qualcosa che apparteneva anche a noi. È stato come ritrovare un filo che collegava il passato al futuro.

Da quel momento è iniziato un percorso intenso. Ho frequentato il corso Montessori 3–6 anni: 500 ore di studio rigoroso e trasformativo. Montessori non è un metodo che si applica, è un modo di guardare il bambino. Richiede un lavoro continuo su se stessi, una postura educativa che nasce dall’osservazione, dalla cura dell’ambiente, dalla fiducia nelle potenzialità interiori di ogni bambino.

Parallelamente abbiamo ripensato gli spazi della scuola: ogni materiale, ogni scaffale, ogni angolo è stato scelto con attenzione, non per negare ciò che c’era, ma per far emergere ciò che la scuola aveva sempre custodito nella sua storia. Questa trasformazione è stata possibile grazie a molte persone che, nel tempo, hanno attraversato la scuola: colleghe che hanno creduto nel cambiamento, formatori che ci hanno guidate, professionisti che hanno condiviso competenze, volontari che hanno donato tempo, famiglie che hanno sostenuto il percorso. Ognuno ha lasciato un segno, un’idea, un gesto che ha contribuito a costruire il cammino che oggi riconosciamo come nostro.

Nel 2021 la scuola è stata riconosciuta dall’Opera Nazionale Montessori come Casa dei Bambini Montessori. È stato un momento di grande gioia e di profonda gratitudine: non un punto di arrivo, ma un passaggio naturale in un percorso iniziato molti anni prima.

Oggi, quando entro in sala, sento che la scuola è diventata un luogo dove storia e visione convivono armoniosamente: la tradizione che ha accompagnato generazioni di bambini e la pedagogia montessoriana che abbiamo scelto di far rifiorire. Montessori, per me è uno stile di vita, è un modo di stare accanto ai bambini con rispetto, fiducia e delicatezza. È credere nella loro forza interiore, nella loro capacità di costruire se stessi se l’ambiente è preparato con cura.

E mentre accompagno i bambini nel loro quotidiano, penso spesso a ciò che Maria Montessori chiamava educazione cosmica: l’idea che ogni essere vivente sia parte di un disegno più grande, un intreccio di relazioni che sostiene la vita. In questa visione, il bambino non è solo un individuo che cresce, ma una promessa di armonia: un frammento di universo che cerca il proprio posto, la propria direzione, il proprio contributo.

Ed è questo, oggi, il senso più profondo del nostro lavoro: preparare un ambiente in cui ogni bambino possa riconoscersi come parte del mondo, sentire che la sua presenza ha valore, che il suo gesto quotidiano dialoga con qualcosa di più grande. Perché educare significa accompagnare ogni bambino a scoprire che la sua storia è intrecciata con la storia della Terra, con quella dell’umanità, con quella dell’universo. E che, nel suo piccolo, è già parte dell’armonia del cosmo.

Katia Pia Biccari

Maestra Montessori e coordinatrice della Casa dei Bambini di Villarazzo, riconosciuta dall’Opera Nazionale Montessori.

Ricordiamo che puoi iniziare il tuo percorso e diventare un insegnante montessoriano con il corso in partenza a Treviso dal 14 novembre 2026. Il Corso è organizzato dall’Opera Nazionale Montessori ed è di 500 ore, autorizzato dal MIM con D.M. n. 112 del 06/06/2025 ed avrà il primo modulo online ed i moduli successivi in presenza presso l’IC5 Coletti di Treviso.

Per informazioni e iscrizioni scrivere a info@associazionemontessoritreviso.it e visitare la pagina https://www.associazionemontessoritreviso.it/corso-3-6-onm-2026-2027/

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