A Carnevale ogni scherzo vale!

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Ma il travestimento di più!

È sabato mattina, appena passata l’Epifania e nella vetrina di quel negozio all’angolo del centro città, iniziano a far capolino vestiti e travestimenti che urlano: i panettoni sono finiti, è tempo di frittelle!

Mamma, papà e bimbi stanno facendo la passeggiata consueta per arrivare a casa dei nonni per pranzo ed inevitabilmente i nasi schiacciati sulle vetrine fermano il passo, concentrandosi su quei colori sgargianti che invitano al divertimento!

Coriandoli, stelle filanti, merletti da principessa e stelline da sceriffo entrano già nell’immaginario dei più piccoli che stanno già pensando di chiedere all’amica di vestirsi allo stesso modo e che finalmente potranno usare il rossetto rosso della mamma, quello appena acquistato e che non si può toccare; oppure che Flash è sicuramente meglio di Superman e la maschera da mettere sul viso è più grande!

Eppure, travestirsi non è un gioco, non si fa per scherzo.

Nello sviluppo infantile, specie tra i 2 e i 6 anni i travestimenti svolgono un ruolo importantissimo: i benefici sono molteplici perché si tratta di un vero e proprio gioco simbolico, atto a stimolare fantasia e creatività.

Quel vestito blu e oro da principessa non è solo un gigantesco accumulo di stoffa sintetica da tenere nella busta ermetica appesa sull’armadio, idem quel vestito da pirata, con quella benda nera che continua a cadere dall’appendino e che rischia di essere persa… per fortuna online con un click nel giro di 24 ore si riesce a ri avere in casa!

O quel vestito morbidoso da panda, quel cappello da cowboy e quella bacchetta da fatina non sono solo vestiti, non sono solo un investimento monetario da urlo, diciamolo.

Per i bambini “vestirsi da”, significa aprire la porta del loro mondo e ripartire da li.

In quel momento, dopo averlo indossato, loro sono veramente la principessa della favola che leggono tutte le sere con mamma e papà prima di dormire o sono veramente quel supereroe che sconfigge i cattivi e le paure dei mostri sotto al letto. Ecco si, tanti travestimenti sono di grande aiuto per sconfiggere timori e paure, aiutando non solo i genitori a gestire al meglio queste emozioni, ma soprattutto i bambini a vivere la realtà nella quale vivono, in modo più leggero e consapevole.

Infinita importanza viene data nelle classi di nidi o di scuole dell’infanzia all’atelier dei travestimenti, infatti è sempre presente una scatola piena di accessori per travestirsi, affinché ci siano tante possibilità di calarsi in ruoli fondamentali per avvicinarsi al mondo degli adulti. I bambini imparano e accrescono l’autostima e l’autonomia, elaborando anche momenti di stress, come la mamma che accompagna il suo piccolo a scuola e a quest’ultimo crea tristezza: quella mattina magari quel bimbo prenderà una borsa dalla scatola dei travestimenti, la metterà in spalla e dirà alla sua maestra “vado a lavoro”! In quel momento sta elaborando un fatto che lo ha reso triste, ma tenta, imitando la sua mamma, di smorzare quell’emozione forte, sentendosi in qualche modo più vicino a lei.

Così anche per la bimba che mette la cravatta, come il suo papà che non vede mai perché lavora distante, ma sa che nella divisa ha quell’accessorio, quella connessione pura con il suo supereroe personale.

Travestimento però non è solo calarsi in un’altra realtà, ma anche sviluppare abilità di motricità fine come abbottonare, chiudere e infilare; inoltre muoversi con il costume può essere di grande aiuto anche nella coordinazione motoria.

C’è da dire però che non è sempre così per tutti.

Alcuni bambini non amano assolutamente agghindarsi, mettere anche semplicemente un telo che faccia da mantello o una borsa sulla spalla.

Mettere addosso qualcosa al di fuori dell’ordinario, può creare ansia e disagio perché specie per i più piccoli crea ansia o spavento, difficoltà nel distinguere la finzione dalla realtà o semplicemente crea disagio nel non “sentirsi sé stessi”. Non tutti i bambini amano essere al centro dell’attenzione, quelli più timidi infatti, vivono male questa attività e questa proposta in quanto non si sentono nella loro zona di comfort perché le maschere stesse sono una copertura al volto noto e rassicurante.

Certamente sono bellissimi costumi ed estremamente ben fatti, ma i loro tessuti spesso non sono confortevoli, leggeri o adatti a tutti i movimenti, ecco quindi che per un semplicissimo motivo di comodità i bambini preferiscono non indossarli. Infine, il carnevale, festa del colore e dell’allegria per antonomasia, è fonte di grosso carico emotivo e di grande confusione anche a livello uditivo, i bambini che cercano calma e routine in queste feste o momenti di condivisione, sono emotivamente appesantiti.

The last but not least, è sempre bene, come in tutti i campi, chiedere al bambino e rispettare i suoi tempi, proponendo magari dapprima un accessorio più piccolo e meno vistoso, per finire poi con una libera scelta verso quello che da più sicurezza e tranquillità.

È lunedì pomeriggio, dopo la scuola e un super abbraccio di riconnessione con la mamma, eccolo, il negozio di costumi di carnevale: il passo aumenta, il sorriso nel vedere quel vestito da indiana appeso allo scaffale diventa troppo grande per essere contenuto in quel viso così piccolo, è proprio quello tanto desiderato!

Un pacchetto solo di coriandoli e due pacchetti di stelle filanti?… Ma dai, anche i latini lo dicevano, melius abundare quam deficere!

Non prendiamoci in giro mamma, che non vedi l’ora di prenderne una cospicua manciata da infilare direttamente dentro alla maglietta del papà, come punizione per non aver steso la lavatrice!

Carnevale è uno scherzo fatto per davvero, sa di frittelle, chiacchiere e coriandoli, che lanciati in aria colorano strade e visi di grandi e piccini, aprendo le porte a quella grande opportunità che si chiama, crescita.

Scuola dell’infanzia e nido integrato Carmen Frova Treviso

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