
Un problema che riguarda anche l’Italia

Ho scelto di scrivere questo testo perché è un argomento che mi tocca molto da vicino, non tanto per il mio percorso scolastico, ma per quello di alcuni miei amici. Ho visto quanto possa essere difficile restare a scuola quando mancano motivazione, supporto o fiducia nel futuro, e proprio per questo ho sentito il bisogno di dare voce a una realtà che molti ragazzi vivono ogni giorno.
Scrivere di questo tema per me significa cercare di far capire che dietro l’abbandono scolastico ci sono storie vere, difficoltà reali e giovani che hanno bisogno di essere ascoltati e sostenuti.
L’abbandono scolastico precoce, chiamato anche Early School Leaving, si verifica quando uno studente smette di andare a scuola prima di prendere il diploma di maturità o comunque che non completa il percorso scolastico ottenendo una qualifica; questo non significa solo “non vado più a scuola” ma è una scelta che può avere conseguenze molto importanti: meno possibilità di trovare un buon lavoro, più rischi di esclusione sociale, maggiori difficoltà economiche e meno partecipazione alla vita della comunità. Per questo non è un problema che interessa solamente il singolo ma è una questione che riguarda tutta la società.
In Italia combattere l’abbandono scolastico è una delle priorità del sistema educativo; anche se negli ultimi anni sono state intraprese delle azioni per contrastare tale fenomeno, il nostro Paese presenta ancora numeri più alti rispetto alla media europea. Le cause principali sono: difficoltà familiari, poca motivazione, la sensazione che studiare “non serva a niente”, problemi economici, frequenza irregolare, orientamento non adeguato, voti molto bassi ma anche un rapporto complicato tra docenti e studenti; infatti, questi ultimi lamentano che le lezioni sono poco coinvolgenti.
Una parte importante del problema riguarda la grande differenza tra Nord e Sud Italia: al Nord i tassi di abbandono scolastico sono più bassi e ciò accade perché ci sono più servizi educativi, un’economia più stabile e un mercato del lavoro che valorizza le competenze; inoltre, le scuole hanno spesso più risorse, più progetti di recupero e molte famiglie hanno condizioni economiche migliori che permettono ai ragazzi di continuare a studiare. Al Sud, invece, l’abbandono scolastico è molto più alto, le cause possono essere molteplici: difficoltà economiche, disoccupazione più diffusa nelle famiglie, scuole meno attrezzate e poche opportunità di lavoro che fanno sembrare inutile continuare gli studi, mancano anche trasporti adeguati, attività extra scolastiche e progetti di aiuto e supporto. In alcuni contesti di fragilità sociale i giovani vengono spinti a lavorare molto presto o rischiano di diventare dei Neet (giovani che non studiano né lavorano) e tutto ciò aumenta ancora di più il divario con il Nord Italia.
Di fronte a tale emergenza molte scuole e istituzioni stanno promuovendo progetti di inclusione e orientamento per aiutare gli studenti in difficoltà, garantendo a tutti i giovani di poter usufruire delle stesse opportunità. Proseguire con gli studi non è solo una scelta responsabile ma anche un investimento importante per il proprio futuro, infatti tale scelta offre:
1- più opportunità di lavoro. Oggi il mondo del lavoro richiede competenze sempre più specifiche e avere un diploma o una qualifica aumenta molto le possibilità di trovare un lavoro stabile e ben pagato;
2- crescita personale. La scuola non impartisce solo informazioni ma aiuta a sviluppare senso critico, autonomia, capacità di comunicare e relazionarsi, competenze trasversali indispensabili nella vita di tutti i giorni;
3- essere cittadini attivi. Chi studia conosce meglio i propri diritti, capisce come funziona la società e sa sfruttare le opportunità presenti;
4- meno rischi di esclusione. L’istruzione protegge dalle situazioni di difficoltà economica e da condizioni di svantaggio sociale;
5- più possibilità per il proprio futuro. Continuare a studiare apre molte strade sia in ambito accademico che aziendale e istituzionale; inoltre amplia la possibilità di determinare e gestire la propria carriera lavorativa.
In conclusione, ritengo che combattere l’abbandono scolastico significhi aiutare i giovani a costruire un futuro più ricco di possibilità, per questo è importante che studenti, famiglie e istituzioni lavorino insieme.
La scuola non deve essere solo un obbligo formativo da assolvere bensì un luogo in cui stare bene, crescere, imparare e scoprire chi si vuole diventare. Continuare gli studi rappresenta una scelta di fiducia verso il proprio domani e verso se stessi.
Alice Pelizzon classe 3^A






















