
Lo scorso 21 marzo ho partecipato ai festeggiamenti dedicati all’annuale giornata mondiale della poesia presentando Michela Manente con i suoi aforismi, poesie e haiku. Abbiamo ascoltato le musiche dell’Ensemble Cameristico Veneto Junior del Liceo Marco Polo di Venezia coordinato dalla Professoressa Alessandra Trentin. Hanno partecipato inoltre Loredana Mainardi (Assessorato alla Cultura, Pubblica Istruzione e Biblioteca del Comune di Spinea) ed Eugenio Parziale (Responsabile della cultura del Comune di Spinea). Con noi anche l’Editore Emanuele Cenghiaro titolare della Casa Editrice Tracciati di Padova.

L’evento è stato una straordinaria occasione per parlare di poesia, uno stile letterario talvolta relegato ai margini della vita attuale fatta di rincorsa, fretta e superficialità. La poesia deve invece essere proposta come opportunità di acuire i propri sensi nei confronti del mondo, del prossimo, delle piccole vicende che compongono l’esistenza.
In questa prospettiva ho invitato il pubblico a riflettere sulla complessità dello scrivere anche un solo verso, fatta di riletture, modifiche e ulteriori letture. Il poeta che trasferisce le proprie sensazioni sulla carta inizia ogni volta un’articolata ricerca della parola giusta, della virgola adeguata e della frase opportuna. Il poeta sa benissimo che le sue liriche non solo verranno lette, ma verranno interpretate, tanto che alla fine si può dire che una poesia letta da cento persone diventa un’antologia di altrettante poesie. Ne nasce una comunicazione tra chi scrive e chi legge, uno scambio di sensazioni, immagini e ricordi che creano e ricreano la poesia.
Mi auguro che sempre più giovani si avvicinino alla poesia, come lettori o come autori, poiché con tutta sincerità sono convinto che il nostro mondo, oggi come nel passato, abbia bisogno sia di poeti, sia di lettori della poesia per renderlo migliore.
Alessandro Fort
Psicologo formatore, scrittore e docente
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