Un’avventura che cambia la vita

0
8

L’anno all’estero di Viola

I viaggi e i percorsi di studio all’estero, per noi studenti del Mazzotti, rappresentano un punto cruciale del percorso scolastico. Noi crediamo fortemente che essi portino moltissimi benefici, innanzitutto perché permettono di approfondire lo studio della lingua scelta dagli studenti tramite lo scambio con i locali e di ampliare la conoscenza della cultura e dei costumi del luogo.

Rappresentano una bellissima opportunità anche per diventare più indipendenti, in quanto, lontani da casa, ci si deve muovere in autonomia, mostrando intraprendenza e spirito di iniziativa.

I viaggi sono anche un momento di svago per gli studenti e le studentesse che hanno così la possibilità di conoscere nuove persone, uscire dalla propria “comfort zone” e mettersi in gioco a 360 gradi.

A riprova di tutto ciò, vi presentiamo la storia di Viola, una nostra compagna di classe quinta, impegnata a prepararsi all’Esame di maturità, che ha vissuto un anno all’estero in Canada. Ci ha raccontato le difficoltà affrontate, le emozioni provate e quanto l’esperienza l’abbia fatta crescere dal punto di vista personale e scolastico.

“A soli sedici anni ho deciso di partire per un’esperienza che mi avrebbe cambiato la vita: un anno all’estero in Canada. La destinazione è stata un piccolo paese vicino a Vancouver, dove ho vissuto per dieci mesi. Il Canada era la mia prima scelta e l’ho preferito agli Stati Uniti perché mi sembrava più sicuro.

Con l’aiuto dei miei genitori ho trovato l’agenzia giusta, che mi ha seguito in modo costante ed efficiente. L’unico aspetto un po’ faticoso è stato dover compilare molti documenti, ma in realtà è filato tutto liscio.

Una volta arrivata, sono stata accolta dalla mia host family, composta da due genitori e una figlia, che ospitava anche un’altra studentessa dalla Germania. Nonostante l’ansia iniziale, ben presto si è creato un buon rapporto tra di noi.

All’inizio ho avuto qualche difficoltà con la lingua, soprattutto per la parlata veloce e l’accento diverso da quello americano. Inoltre, faticavo a trovare subito le parole giuste, ma con il tempo la comunicazione è migliorata.

Per quanto riguarda la scuola, ho frequentato la High School Thomas Haney che proponeva un orario flessibile. Ad esempio, durante le ore libere gli studenti potevano studiare in biblioteca o nei laboratori.

Se ora faccio un bilancio dell’esperienza, mi rendo conto che il livello di istruzione in Italia è più alto, ma la scuola canadese insegna ad essere indipendenti e offre un ambiente più tranquillo, lasciando agli studenti la possibilità di scegliere quando fare i test.

Quand’ero lì non ho mai pensato di ritornare a casa, anche se in alcuni momenti ho sentito molto la mancanza della famiglia e degli amici, in particolare durante il compleanno e Natale. Nonostante ciò, ho resistito ricordandomi che quello era da sempre il mio sogno.

Ne è valsa davvero la pena.

Rifarei tutto questo dall’inizio alla fine: questa avventura all’estero mi ha permesso di crescere, vivere nuove esperienze e scoprire lati di me che prima non conoscevo. Una volta tornata, mi sono sentita più sicura e fiduciosa rispetto a quando ero partita.

Il consiglio che do a chi vorrebbe partire è di non avere paura di dire di sì alle nuove esperienze, perché permettono di creare ricordi indimenticabili e di crescere come persone”.

Yasmine Corazza, Vanessa Pastrello e Dritan Ibrahimi- classe 3° E – ITT Mazzotti

Previous articleTra pietra e pixel
Next articleViaggio sostenibile? Exeter parla chiaro

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here