
Laboratorio 3 anni
Impastare, travasare, schiacciare, rompere, toccare.
Per i bambini manipolare non è solo un gioco: è un bisogno profondo che nutre mente, corpo e immaginazione.


Attraverso il contatto con materiali diversi i bambini sperimentano, scoprono, imparano.
La manipolazione è, infatti, una delle prime forme di conoscenza e di relazione con il mondo. Inoltre favorisce la concentrazione, l’espressione emotiva, rafforza i muscoli delle mani e aiuta a capire grandezze, lunghezze, forme, consistenze.
L’adulto agisce come facilitatore, predispone un ambiente sicuro e stimolante e sostiene l’autonomia. In quest’ottica noi insegnanti abbiamo proposto diversi materiali, lasciando prima che i bambini sperimentassero liberamente e dando poi degli input su altri possibili modi per conoscere la materia.
Tra i materiali proposti troviamo la più classica pasta di sale, fatta direttamente dalle mani dei bambini: impastando acqua farina e sale i bambini esplorano consistenza, morbidezza, temperatura dell’impasto. Successivamente proviamo a creare delle semplici forme come palline, pizze e vermini e solo in ultimo facciamo le impronte di materiali naturali raccolti in giardino e aspettiamo che la pasta si asciughi per scoprire che la consistenza è cambiata, così come la temperatura.
Esperienza simile è stata vissuta manipolando la creta, decisamente diversa però dalla pasta di sale, sia alla vista che al tatto.


Noi insegnanti abbiamo poi predisposto un “percorso sensoriale”, allestendo in aula 5 contenitori con all’interno riso, pasta, ceci, sabbia, farina gialla. I bambini hanno manipolato i materiali identificandoli con aggettivi come: grande/piccolo, duro/morbido, caldo/freddo. Successivamente i bambini sono stati bendati e accompagnati ad esplorare i materiali proposti ed è stato così possibile verificare che la maggior parte di loro sono riusciti a riconoscerli con il solo uso delle mani.
Un materiale che ha suscitato grande stupore è stato l’amido di mais, che unito ad una piccola quantità d’acqua dà origine al fluido non newtoniano. Ciò significa che i bambini immergendo piano le mani non trovavano alcuna difficoltà a toccarlo e manipolarlo dolcemente, ma quando gli è stato chiesto di raccoglierne un pezzetto e hanno quindi usato più forza, il fluido si è improvvisamente indurito rendendo difficile soddisfare tale richiesta.
In conclusione i bambini si sono sempre dimostrati interessati alle attività proposte, partecipando attivamente durante ogni incontro con entusiasmo e curiosità.
Scuola dell’Infanzia Rodari – Sezione piccoli

























