L’attenzione vien giocando!

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Come consulente pedagogica nelle scuole mi trovo spesso ad osservare bambini del primo anno di scuola primaria che hanno difficoltà ad adattarsi alle richieste cognitivo-comportamentali che la scuola richiede.

Nello specifico, i piccoli alunni, hanno difficoltà ad orientare l’attenzione (concetto diverso rispetto all’incapacità di stare attenti), a recepire correttamente l’informazione verbale (a volte anche se supportata da informazioni visive) ed a tollerare i tempi d’attesa. Vedo bambini che non riescono a stare seduti, sempre sul punto di “decollare” dalla sedia. Spesso non sono disturbi specifici dell’attenzione o iperattività, per i quali è necessario un intervento specifico, ma quello che noi professionisti definiamo disturbi generici d’apprendimento che con una buona rieducazione si possono compensare.

La scuola dell’infanzia è l’ambiente dove queste caratteristiche emergono e, nonostante l’attento e professionale lavoro delle insegnanti, ritengo che per alcuni piccoli sia necessario un percorso strutturato con attività mirate che aiutino a superare queste difficoltà.

Inizialmente ho sperimentato con dei miei pazienti individualmente alcune attività ludiche che avessero come obbiettivo lo sviluppo di un pensiero più ordinato (ad esempio strutturare dei percorsi) o di una maggiore capacità di orientare l’attenzione (giochi basati sullo stimolo-risposta), e nonostante i miglioramenti ho sempre pensato che il lavoro in piccolo gruppo avrebbe accelerato il processo di apprendimento oltre che risultare più divertente.

Ho proposto questo percorso nelle scuole dell’infanzia in cui sono consulente con ottimo successo e continuo a proporre tale iniziativa organizzando gruppi di 6/8 bambini.

Le attività prevedono un rituale iniziale di saluto ed un momento di condivisione (ad es. una cosa bella successa durante la settimana); un gioco in movimento basato sullo stimolo-risposta o la costruzione e lo svolgimento di un percorso con delle regole; un rituale finale con ulteriore momento di condivisione. Nei giochi vengono introdotti elementi di didattica prescolastica come il concetto di destra- sinistra, le somiglianze, il numero etc…

Oltre ad un’esperienza in piccolo gruppo ciò che consiglio ai genitori sono dei giochi semplici, intuitivi, divertenti e soprattutto che coinvolgono tutta la famiglia. Eccone alcuni banali ma di grande aiuto!

Memory… partite con poche carte ed aumentate sempre di più ad ogni successo!

In macchina…. “facciamo a gara a chi vede per primo …una macchina rossa…”

Sopra il tavolo mettete degli oggetti, fateli osservare, toglietene uno senza farvi vedere e chiedete poi quale manca.

Ultimo consiglio, ma non meno importante, leggete spesso ai vostri bambini, il libro è uno strumento di condivisione (di tempo, spazio e pensiero), di apprendimento lessicale, sviluppa la capacità di ascolto, la fantasia e defatica i vostri bambini dopo una lunga giornata.

Dott.ssa Sabrina Schiavon
Pedagogista
www.studiopsicopedagogico.com

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