Museo dei sogni

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Pezzi dal mondo che raccontano storie di vita!

Il Dipartimento di religione del nostro Istituto propone da diversi anni, a tutte le classi quarte, l’uscita didattica presso “Il Museo dei Sogni’’ di Feltre.

La Comunità di Villa San Francesco è attiva dal 1948 e supporta giovani in difficoltà attraverso servizi residenziali, attività ricreative e culturali; la Cooperativa Arcobaleno ‘86 offre progetti lavorativi. Oggi tutti i componenti lavorano nel settore artigianale e agricolo.

Aldo Bertelle è il Direttore ed educatore della Comunità. Un luogo dove si vive un’esperienza memorabile funzionale a sensibilizzare bambini, adulti, teenagers (ovvero la generazione Zeta) a riflettere su molte tematiche relative agli avvenimenti di attualità e storici, stimolando emozioni e reazioni che danno la scossa adrenalinica oppure un brivido di tristezza e stupore, la cosiddetta pelle d’oca, ma che di certo non ti lasciano indifferente.

Assieme ai colleghi Mariagrazia Granziol, Nicola Rigon (docenti di R.C) e Matteo Sicuro (Diritto e tecniche amministrative), sono stata testimone di un percorso di approfondimento culturale e spirituale attraverso reperti tangibili che sono stati richiesti da Aldo ad ogni zona del mondo, per fare memoria storica, per toccare con mani e “cuore” qualcosa di veramente unico che i nostri studenti non sono abituati a vivere nell’attuale società digitale, dove reale e virtuale si alternano fino a confondersi del tutto…anzi,  fino a confonderli e spegnere gradualmente in loro empatia e coscienza etica: peculiarità umane.

Al Museo dei sogni non c’è nulla di virtuale ma è tutto reale, si respira un clima di verità anche brutale come quella della morte a causa delle guerre quando prevale l’avidità, la prepotenza; ma anche a causa di ingiuste regole della Natura come la possibilità di morire partorendo,  ancora oggi accade a migliaia di donne nel mondo, ecco perchè la Vita va vissuta al meglio delle nostre possibilità “nonostante tutto”… Dopo questa riflessione, Aldo invita una studentessa della classe 4B (sala) ad appoggiare la mano sulla sfera trasparente con le zolle di 199 Paesi del mondo, pensando a quelle mamme e ai quei figli che stanno vivendo senza di loro. Poi si chiede anche a tutti gli altri ragazzi di toccare per un istante la sfera ed esprimere un pensiero di solidarietà ad altre categorie di persone, vicine o lontane. Ha colpito tutti noi anche l’idea che ha avuto Aldo di costruire con quelle briciole eterogenee provenienti dal terreno di ogni Paese del Pianeta, un mattone da inviare proprio a quei Paesi come simbolo di “uguaglianza” per costruire finalmente un mondo dove ciascuno possa sentirsi “a casa” metafora della Pace. Ciascun Popolo non può ritenersi superiore ad un altro perché DI FATTO Aldo ci ha fatto capire “visivamente” che all’interno di quella grande ampolla non è più possibile distinguere un terriccio dall’altro, ovvero associare un’etichetta a quei pezzi di Terra: c’è uguaglianza pur nella diversità del colore. Il mattoncino sarebbe insignificante “da solo” ma capace di diventare un robusto edificio assieme a tutti gli altri. I fatti non sono più ignorabili, la pulce nell’orecchio in quel momento spalanca gli occhi dei ragazzi, scatta l’insight: allora vale anche per noi esseri umani!!!  Nessuno è superiore od inferiore a nessun altro come le sovrastrutture culturali, gli stereotipi, ci hanno invece insegnato, provocando da sempre guerre e distruzione gratuita di popoli. Oggettivamente chi può distinguere un cuore…un cervello tolto dall’involucro del nostro corpo… da un’etichetta culturale etnica o religiosa?! Dobbiamo imparare quotidianamente a togliere le categorizzazioni negative perchè altrimenti rischiamo solo di giocare con un boomerang: il male che si genera ci tornerà indietro, come ci hanno dimostrato le pagine più buie della storia o semplici episodi nella quotidianità.

Come il messaggio che ci ha lasciato Anna Frank nel suo memorabile diario: al Museo dei sogni, se sai fare silenzio e ascolti si può sentire la sua voce, la voglia di vivere “nonostante tutto”, chiusa dentro l’alloggio segreto: i ragazzi vengono come teletrasportati dentro quell’edificio che hanno studiato a scuola, quella storia così lontana dalla loro realtà improvvisamente è davanti a loro, possono vedere e toccare un pezzo di mattone di quel nascondiglio della loro coetanea, morta nei campi di concentramento. Nella stessa sala addirittura è presente la cenere di persone, ritrovata nei forni nazisti oppure un pezzo del muro di Berlino, oltre a quotidiani dell’epoca a testimonianza di cosa succedeva a quegli esseri umani del passato, comprese le atrocità di cui nessuno può vantarsi, anche se non provocate in prima persona. L’ indifferenza uccide sempre due volte qualsiasi vittima purtroppo; ecco perchè esiste un giorno della Memoria, il 27 gennaio: il minuto di silenzio da non vivere MAI come una banale routine.

Si torna di nuovo nel presente quando Aldo chiede ai ragazzi: e tu chi sei? Anzi cosa stai facendo nella tua Vita? Stai perdendo tempo oppure lo guadagni, andando a 8000 metri sopra il livello del cuore? Ricorda che lo zaino che ti porti deve essere “leggero”: niente carichi inutili, ciò che deve interessare è il panorama dalla vetta. Tu, ci vuoi provare, hai già iniziato a salire oppure sei ancora seduto a pensare, oppure ti immergi in un gioco digitale proprio per non pensare mai alla strada che hai davanti, urge una scelta: che direzione prendere?

 Aldo si rivolge agli interlocutori in modo autentico, schietto, mai con la presunzione di aver fatto qualcosa di speciale e unico, i ragazzi lo percepiscono e lo stimano per la semplicità del suo approccio, capace anche di sdrammatizzare e di richiamare l’attenzione con qualche frase ironica in dialetto veneto. La relazione di stima verso questo uomo è immediata dopo poco che racconta, dialoga e interroga i ragazzi che capiscono di essere di fronte ad una persona carismatica che ha un forte spessore educativo ed etico, capace di spiazzarli ma anche di farli sorridere al momento opportuno.

Significativa un’immagine che descrive bene queste riflessioni.

Cosa significa “SO- STARE”?… Un gioco di parole che richiama il COME camminiamo (cosa facciamo durante il tragitto) e il COSA abbiamo scelto (lo scopo del viaggio), per comprendere l’importanza della “scelta” della direzione, tenendo lo sguardo verso l’obbiettivo ma con stupore e gioia nei confronti del paesaggio circostante e attento alle persone intorno a noi, anche loro impegnate nel loro “stare nel mondo”.

Il museo offre anche una mostra originale di migliaia di presepi artigianali e oggetti del passato che scoprirete andando a Feltre, a respirare a pieni polmoni una boccata di essenza dell’esistenza che una certa tastiera sta togliendo a tutti, ingannando la visione delle nostre priorità come esseri “umani”.

Prof.ssa Isabella Silvestri (docente di pedagogia e tecniche di comunicazione)

Il “Museo dei Sogni e della Memoria” parte da lontano, parte dal concetto che l’Umanità, pur divisa in realtà geografiche e contingenti assolutamente diverse, condivide lo stesso destino. Ciò che succede nei paesi del mondo tocca tutti noi. E allora abbiamo pensato, conosciamole queste storie, queste esperienze, leggiamole con partecipazione consapevole ed impariamo da esse.
Così i ragazzi del 1998/99 hanno scritto ai Rappresentanti di tutto il mondo per chiedere una manciata di terra o una pietra che simbolicamente ricordasse un evento importante che ha segnato la storia del loro Paese. Hanno risposto in 198, tutti. Le pietre e le terre sono state collocate al Museo, ove possono parlare a tutti: sono trattati di storia, di filosofia, sono libri di preghiera.

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