Viaggio alla scoperta della birra

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Quando ci siamo sedute al tavolo del locale predisposto per la nostra classe e il titolare ha iniziato a raccontare la sua storia, abbiamo fin da subito capito che non saremmo andate a casa senza portare via qualcosa di unico da quell’esperienza.

Locale interno

Infatti, fin da subito ci ha colpito la sua resilienza, ovvero la capacità di ricominciare tutto da zero. Il signor Borsato quando è stato costretto a chiudere nel 2007 la precedente azienda di famiglia nel settore edilizio non si è mai scoraggiato ma ha subito deciso di investire energie e denaro in un nuovo progetto di vita, non solo professionale, ma anche familiare, di “rigenerarsi facendo qualcosa che gli piacesse davvero”, usando le sue parole, ma senza certezze di successo. Ivan Borsato ha fatto un lungo percorso dove ha imparato l’arte di brassare la birra. Da quel giorno sono passati 15 anni e ora ne produce una grande varietà, per accomodare al meglio tutti i clienti. Nel laboratorio che abbiamo visitato, ci ha illustrato come le sperimentazioni avvengono, aggiungendo alcuni ingredienti e controllando sempre i livelli di acidità finale.

La peculiarità di un birrificio artigianale è vincolata dal rispetto di determinati criteri riportati dalla legge n.154, l’art.35, cioè:

“Si definisce birra artigianale quella prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta durante la fase di produzione a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma un Piccolo birrificio indipendente, deve essere legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro, deve utilizzare impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro, non deve operare sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui, la produzione annua non deve superare 200.000 ettolitri.”

“Questa è la mia definizione di birra artigianale: è …e deve essere …un prodotto di artigianale, fatta con materie prime selezionate, prodotta da una piccola impresa, secondo i criteri della produzione classica, senza scorciatoie, condita con una smodata passione e dedizione per il lavoro.”  Così scrive sull’opuscolo realizzato per le visite studentesche e consegnato a ciascuno di noi.

Attraverso la sua dote comunicativa e la simpatia, il sig. Borsato è riuscito a coinvolgerci in una lezione dimostrativa e interessante sulla tematica della birra in tutte le sue sfaccettature. In particolare ricordiamo quando ci ha illustrato la nascita casuale della birra, infatti, nel 4500 a.C. in Mesopotamia la tradizione narra che in un esperimento culinario di una donna abbia provato a cucinare dei cereali con acqua, questo tentativo non soddisfò le aspettative della donna che abbandonò la preparazione. Successivamente, il marito incuriosito assaggiò la bevanda trovandola molto gradevole, questo perché nel tempo i lieviti spontanei aggredirono il mosto di birra rendendola così una primordiale birra.

Un’altra particolarità che ci ha affascinati è l’originalità del packaging delle bottiglie, che ritrae il titolare in forma stilizzata di cartone animato assieme ad altri collaboratori. Ad esempio sulla birra Tiramisù c’è rappresentato lui e il pasticcere che ha vinto il concorso del miglior tiramisù di Treviso, con lo sfondo del centro storico della medesima città.

Un’altra birra originale e allo stesso tempo anche sostenibile che ci ha illustrato è quella chiamata Pane liquido, viene fatta con l’aggiunta di una materia prima che andrebbe sprecata, cioè il pane raffermo, comprato da un panificio locale con cui Ivan collabora da anni, tramite alcuni procedimenti il pane diventa cremoso e adatto all’uso brassicolo. Questo panificio è uno dei pochi posti che ha la fortuna di presentare negli scaffali il prodotto finale del birrificio.

Non solo la ciclicità del prodotto che trova sempre un nuovo utilizzo ma anche il KmZero, è importante per il sig. Borsato poiché ha deciso di seguire una produzione Green con rifornitori del luogo, non andando a usufruire dei prodotti derivanti dalla grande industria. Infatti, durante la sua interessante lezione abbiamo potuto vedere e assaggiare alcuni prodotti genuini, valorizzati proprio perché di piccoli produttori locali, dal tagliere di salumi e formaggi, alle sfogliatine del panificio.

In conclusione, l’esperienza a Casa Veccia Micro birrificio di Ivan Borsato è stata molto formativa sotto l’aspetto professionalizzante.

Si può considerare una gemma nascosta nel mondo della birra artigianale.

Isabella Ferro e Silvia Piaser 5B

Alla fine, ogni bottiglia racconta la sua storia: mani vere, scelte coraggiose e il gusto autentico di chi non si arrende mai neanche davanti alle crisi.

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