La mia strana vicina

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Gloria Danili ed Ericavale Morello

Un giorno, Sofia e la sua famiglia lasciano l’appartamento di città in cui hanno sempre vissuto e, con scatole e scatoloni pieni di oggetti, mobili, giochi e souvenir, si trasferiscono in un delizioso cottage di campagna. La casa è bella, ma ancora più bella è la strana casa accanto alla loro, in cui abita una signora dalle lunghissime trecce color argento.

“Un giorno la vicina ha fatto capolino alla nostra porta, con una lista di ingredienti che le servivano. Non cose come zucchero, burro o sale (come fanno tutte le vicine del mondo). Ma come nasturzio e pastinaca, topinambur e scorzonera, radice di cerfoglio, uova di emù e dragoncello…”

Sofia rimane immediatamente affascinata da questa donna misteriosa, così, un giorno d’estate, si intrufola nel suo giardino e quello che vede la lascia senza fiato…

Alla coinvolgente narrazione in prima persona di Gloria Danili, che ci mostra il punto di vista di Sofia e la sua spiccata curiosità, si intersecano le illustrazioni di Ericavale Morello, “rampicanti” e ricche di riferimenti letterari e citazioni. Davanti all’enigmatica vicina di casa e alla sua insolita dimora, l’immaginazione di Sofia si libera e comincia a compiere un volo in cui il reale si mescola con il magico.

Mostri selvaggi, rockstar e cottage da favola

Se Le streghe di Roald Dahl hanno giocato un ruolo nella caratterizzazione della vicina di casa, molti altri sono i riferimenti visivi che lettrici e lettori di tutte le età possono divertirsi a rintracciare nelle pagine e che impreziosiscono l’albo con nuove chiavi interpretative.

La flora tropicale – decisamente anomala per la campagna inglese – che cresce nel giardino della vicina, richiama le atmosfere del capolavoro di Maurice Sendak,Nel paese dei mostri selvaggi, e tra colori sgargianti, palme dalle foglie enormi e tucani che si nascondono tra le fronde, si rivela uno scenario perfetto per accogliere le suggestioni della piccola protagonista.

Nella Londra che Sofia e la sua famiglia si lasciano alle spalle – e che i lettori attraversano a bordo di un tipico bus a due piani, come nei migliori tour della città – avvistiamo edifici storici, incontriamo statue dedicate a personaggi celebri e attraversiamo strisce pedonali che ci ricordano l’iconica copertina dei Beatles, in compagnia del padre della protagonista che assomiglia al David Bowie di inizio carriera. Ma il gioco di citazioni e omaggi continua anche nel cottage di campagna, tra case sotterranee dalle porticine tonde, risguardi con cavalli a pois e delicate illustrazioni botaniche.

“Come ci ha insegnato il grande Maurice Sendak, la letteratura per ragazzi deve tenere un piede nella realtà e uno nella fantasia. Quando si è bambini questi due mondi convivono e si mescolano di continuo, ma mantenere viva l’immaginazione è fondamentale anche per gli adulti, che troppo spesso si dimenticano quanto sia bello fantasticare”. (Ericavale Morello)

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