EquiLibri di famiglia

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Quando un festival diventa esperienza condivisa

Cosa succede quando una città si ferma per qualche giorno a riflettere su famiglia, educazione e relazioni? Succede che le storie si intrecciano, le domande trovano spazio e anche le fragilità diventano occasione di dialogo. È quello che si è respirato a Treviso durante la seconda edizione del Festival EquiLibri di famiglia, ideato e promosso dall’associazione Famiglie 2000 aps in collaborazione con UBIK Treviso, un appuntamento che sta rapidamente diventando un punto di riferimento per genitori, educatori e chiunque abbia a cuore il futuro delle nuove generazioni.

Dal 10 al 15 marzo 2026, la città si è trasformata in un laboratorio diffuso di idee e incontri. Oltre cinquecento persone hanno partecipato agli eventi in presenza, ma il vero dato che colpisce è l’energia che si è creata: un clima di ascolto e condivisione che raramente si incontra in contesti pubblici.

Un festival che parla il linguaggio delle famiglie

Uno degli aspetti più apprezzati di questa edizione è stata la varietà dei linguaggi proposti. Non solo presentazioni di libri, ma anche performance, mostre fotografiche, momenti di confronto e attività dedicate ai più piccoli.

L’apertura con la riflessione di Enrico Galiano sull’“elogio dell’errore” ha subito dato il tono: un invito, soprattutto per i genitori, a ripensare il modo in cui si guarda ai fallimenti, propri e dei figli. Non come ostacoli, ma come passaggi necessari per crescere.

Molto toccanti anche le testimonianze personali, come quella di Valentina Mastroianni, capaci di portare sul palco emozioni autentiche e temi complessi come la maternità, la fragilità e il cambiamento. Accanto a queste, il convegno dedicato al futuro dei giovani ha offerto uno sguardo più ampio, aiutando a collegare le dinamiche familiari ai grandi mutamenti sociali.

Spazi per tutte le età (e per tutte le domande)

Una delle novità più riuscite è stata l’attenzione ai bambini. I laboratori per l’infanzia e gli spazi pensati per i più piccoli hanno reso il festival davvero inclusivo, permettendo alle famiglie di viverlo insieme, senza dover “dividere” tempi e interessi.

Anche la mostra fotografica Mater Fortis ha contribuito a creare un’esperienza immersiva, capace di parlare senza parole e di stimolare riflessioni profonde sul ruolo dei genitori oggi.

Il festival si è sviluppato in diversi luoghi della città – dall’Auditorium S. Caterina alla Biblioteca BRAT, dalla Libreria UBIK fino al Museo dei Bambini  – trasformando Treviso in una rete di incontri e possibilità. Un modo concreto per portare la cultura fuori dai contesti tradizionali e renderla accessibile.

Perché questo festival parla ai genitori di oggi

Il successo crescente di EquiLibri di famiglia racconta qualcosa di importante: c’è un bisogno reale di confronto. I genitori cercano spazi in cui poter ascoltare, condividere dubbi, trovare nuove chiavi di lettura.

In un tempo in cui tutto sembra accelerare, fermarsi a riflettere su temi come l’educazione, le relazioni e il futuro dei figli diventa quasi un atto rivoluzionario.

Il festival ha mostrato che non esistono risposte semplici, ma esiste una comunità pronta a interrogarsi insieme. E forse è proprio questo il suo valore più grande: non offrire soluzioni preconfezionate, ma creare connessioni, relazioni, legami.

Uno sguardo al futuro

Con numeri in crescita e una partecipazione sempre più attiva, EquiLibri di famiglia guarda già alla prossima edizione. Ma al di là dei dati, ciò che resta è l’esperienza: quella di genitori che escono da un incontro con una domanda in più, o magari con un’idea nuova da portare a casa. Perché, in fondo, educare è anche questo: continuare a mettersi in discussione, insieme.

Serafino Pitingaro
Presidente Associazione Famiglie 2000 APS

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