Mi fido di te: l’addormentamento

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Il momento della nanna: sollievo per gli adulti, sfida per i bambini

Quando si spengono le luci ed è ora di abbandonarsi fra le braccia di Morfeo, gli adulti sono sempre felici e tirano un sospiro di sollievo, perché la frenesia della giornata è finita e ci si può riposare, finalmente!
Ma succede così anche per i più piccoli?

Bambino che si addormenta in un ambiente tranquillo e sicuro.

I primi mesi: un momento delicato e tutto da scoprire

Fin dai primi mesi di vita, il momento dell’addormentamento è un momento molto particolare e delicato.
Nelle prime settimane, specie dopo il ritorno a casa dall’ospedale, si cercano un equilibrio e una serenità che possano essere complici nel vivere questo momento delicato, come il sonno, in modo armonioso, ma soprattutto efficace, per il piccolo e per i genitori.
Non è solo un momento delicato, dove ci si deve prima conoscere bene e adattare alle abitudini di casa, ma è soprattutto un momento privato, di un feeling speciale, specie tra la mamma e il bimbo.

Ogni mamma diventa custode del rituale perfetto

In questi primi momenti in cui il piccolo si addormenta, la mamma nel suo taccuino immaginario fatto di pelle morbida e che profuma di cotone, cerca di annotare come lo ha fatto addormentare, in che posizione ha messo la sua mano e quale fosse la melodia decisiva che ha fatto rasserenare la sua creatura; quindi prende il telefono e scrive al papà in modo minuzioso quale sia la modalità corretta da utilizzare per far addormentare il loro piccolo; una volta inviato il messaggio, prima di bloccare la tastiera, apre la fotocamera e scatta subito una foto al suo bimbo che fa bellissimi sogni d’oro.
Di quegli scatti ce ne saranno a migliaia… almeno per i successivi tre anni.
Mentre i bambini dormono, mamma e papà lo guardano così intensamente, da registrare ogni istante, oltre il tempo di quel momento, quasi come una sorta di protezione infinita.

Verso l’autonomia: tra successi e difficoltà

Sì, perché quando finalmente si capisce come addormentare il proprio bambino, si prova una sensazione da supereroi, tanto che le mosse per metterlo giù nel lettino, diventano quelle del più bravo artificiere.
Proseguendo però, si tenta di portarlo sempre più all’autonomia affinché si addormenti da solo senza il costante aiuto dell’adulto.
Ecco che cominciano le prime crisi, le notti insonni, talvolta qualche “cedimento” da parte dei genitori, perché la stanchezza certo si fa sentire e la necessità di riposare bene è davvero importante.

Il supporto delle educatrici

Educatrice che aiuta un bambino a prepararsi per il sonno.

Libri, dispense, corsi, incontri… sul sonno e l’addormentamento sono stati creati davvero numerosi supporti per essere di aiuto alle famiglie, proprio perché l’addormentare e l’addormentarsi sono davvero dei punti fondamentali nella vita di ogni bambino.
Quando le famiglie arrivano al nido, tra le prime cose che raccontano del proprio figlio è il momento della nanna. C’è chi lo vive serenamente e ormai lo ha assimilato e chi invece ancora ha difficoltà e chiede aiuto.
Ecco che allora le educatrici cercano di accompagnare le famiglie anche in questo passaggio, ma soprattutto i piccoli, che devono trovare un equilibrio per poter vivere serenamente, anche a scuola, questo momento della giornata.

Una routine personalizzata

Lo stile di addormentamento viene elaborato su misura, ogni bambino ha le sue preferenze che vengono comunicate dalla famiglia, così da mantenere anche in questo contesto, quel filo casa-scuola, senza del quale non ci sarebbe una vera collaborazione.
Fintanto che il bambino non è ben inserito nella quotidianità, si cerca di temporeggiare per inserire anche la nanna, proprio perché è un passaggio che va affrontato con i doppi guanti di seta.

Il rituale della nanna a scuola

Quindi una volta inserita anche questa routine, ci si approccia al momento nanna in vari modi, che cambiano in base alle necessità dei bambini e al rituale di ogni scuola.
Dopo il pranzo, ci si prepara sicuramente con un cambio pannolino e con la proposta di giochi calmi e rilassanti, che facciano entrare in una dimensione più tranquilla; quindi si leggono libretti ad hoc che raccontino dolci favole della buonanotte, magari anche tattili, così da far rilassare i bambini, invitandoli a toccare le pagine con consistenze soffici, che rimandino ai peluche o alla morbidezza di una coperta.
Quindi ci si traferisce nella stanza adibita al riposino, luci soffuse, no distrazioni date da giochi vari ed eventuali; sì invece a luci soffuse, melodie rilassanti e lettini accoglienti o proiezioni calmanti, ognuno poi si corica nel proprio lettino.

L’importanza della fiducia

Certo, i primi tempi l’educatrice resterà per diversi minuti accanto a chi ne ha più bisogno, magari creando anche un piccolo contatto, ma un po’ alla volta, con parole calme e gentili spronerà il bimbo verso il piacere di addormentarsi da solo, trovando la sua dimensione di relax e tranquillità o mugugnando qualche coccola sonora, per agevolare l’armonia.
Ecco che il respiro si fa profondo, i bambini sognano e le educatrici soddisfatte e contente non vedono l’ora di riferire a mamma e papà che la nanna sta diventando un bel momento da vivere assieme agli amici di sezione e che se si mantiene la stessa linea anche a casa, il bimbo che prima faceva fatica ad addormentarsi, riuscirà finalmente anche in questa impresa, per lui grande.

Addormentarsi è fidarsi

Per un adulto, addormentare è una grande sfida, non tutti i bambini desiderano venga fatto allo stesso modo, proprio per questo è un momento in cui anche chi addormenta deve porsi in modo accogliente, pacato, caldo.
Per un bambino, addormentarsi non è sempre facile o un piacere, anzi: addormentarsi vuol dire non giocare più, vuol dire dover fermare la propria energia, vuol dire sospendere quel libro bellissimo che tanto diverte e riporre nella scatola gialla quella macchinina che corre veloce.
Ma soprattutto vuol dire -mi fido di te-, mi lascio andare nelle tue braccia o alle tue carezze, divento inerme difronte all’affetto che mi dimostri e alle sensazioni che il tuo contatto mi regala, mi rilasso perché mi hai sussurrato parole tenere, che mi augurano sogni d’oro e mi rassicurano che dopo, domani, ci vediamo ancora e tu sarai li, ancora una volta, per me, con me.
Per questo motivo, quando si parla di addormentamento, si parla di una cosa seria, perché i bambini ci dimostrano tutta la loro fiducia; è d’obbligo quindi celebrare questa conquista. Sogni d’oro si, ma pieni di fiducia.

Scuola dell’Infanzia e Nido Integrato Carmen Frova

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