Mangio o non mangio: è questo il problema?

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andrea_sales_webDa educatori (genitori, insegnanti, personale A.T.A o altro ancora), quante volte ci interroghiamo sui rischi che i giovani possono correre nella quotidianità ? Pensiamo che a ogni angolo ci sia qualcosa di pericoloso: violenza, droga, alcool, cattive compagnie. àˆ utile credere che le minacce siano solo lଠfuori, come qualcosa che non ci riguarda finchà© non ci tocca? Spesso non ci ricordiamo di vivere in una stretta rete di relazioni con gli altri e con la società . Possiamo avere un”™idea di come funzioni il mondo e dare cosଠun significato a ciಠche ci accade, ma non dobbiamo dimenticare perಠche in questo mondo ci siamo anche noi, con tutto quello che possiamo fare e dire.

Anche quando ci sentiamo impotenti, anche quando i problemi sembrano moltiplicarsi, lasciandoci nella difficoltà  di trovare modalità  funzionali per parlare con i ragazzi.

Tra le problematiche di cui si sente parlare pi๠frequentemente, c”™è il cibo. Ma come se ne parla? Si parla di cosa fa male, di quando cominciare la dieta, di come dimagrire! Carboidrati, grassi, proteine, fibre, zuccheri. Il linguaggio diventa sempre pi๠specifico e tecnico. Che significato ha il cibo? Cosa vuol dire mangiare?

Quando parliamo di anoressia e bulimia pi๠o meno tutti abbiamo un”™idea di cosa siano. Sono termini che abbiamo sentito pi๠volte e che spaventano. Probabilmente ciಠche dobbiamo cambiare non sono le risposte, ma le domande.

Quante volte ho avuto modo di confrontarmi con i giovani a proposito dei loro problemi con il cibo.

I media ne parlano ampiamente, con modelli estremizzati: un”™eccessiva magrezza o un”™esagerata corpulenza. Come se un compromesso non potesse esistere. Come se il problema fosse esclusivamente quello di mangiare o non mangiare.

Il cibo è nutrimento, del corpo e dell”™animo. àˆ anche amore. Da ottenere. Da rifiutare. Da strumentalizzare.

Qual è il nostro modo di relazionarci con chi vive questo particolare rapporto disfunzionale con il cibo?

Non è qualcosa che riguarda esclusivamente la singola persona: la questione va concepita in termini pi๠ampi. Proprio per questo motivo, vanno prese in considerazione anche le dinamiche familiari, le relazioni tra coetanei, le cornici sociali. Diventa necessario confrontarsi insieme sui significati, sulla possibilità  di cambiamento, sui modi diversi di fare educazione alimentare.

All”™interno del ciclo di incontri sul disagio giovanile, organizzati dal Comune di Villorba nella persona dell”™Assessore all”™Istruzione Francesco Soligo, venerdଠ29 aprile 2016 affrontiamo questo argomento: la serata è gratuita, aperta a tutti, genitori e ragazzi.

Insieme possiamo creare uno spazio di confronto, cercare insieme nuove domande per scoprire nuovi significati!

Vi aspetto alle 20e30 nell’Aula Magna della Scuola Media Manzoni di Carità  di Villorba (Tv)!

Andrea Sales
Psicologo, psicoterapeuta, formatore e docente universitario

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