{"id":629,"date":"2016-04-12T11:19:04","date_gmt":"2016-04-12T09:19:04","guid":{"rendered":"http:\/\/lasalamandra.eu\/?p=629"},"modified":"2018-10-29T09:41:22","modified_gmt":"2018-10-29T08:41:22","slug":"il-si-e-il-no-terza-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2016\/04\/12\/il-si-e-il-no-terza-parte\/","title":{"rendered":"Il Si e il No [terza parte]"},"content":{"rendered":"<p><strong>Perch\u00e8 diciamo no? Spieghiamo la ragione di un no? Come possiamo insegnare ad accettare il no?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Di fronte a un no i bambini tendono ad arrabbiarsi o intristirsi: perch\u00e8?<\/strong><\/p>\n<p>La funzione principale del &#8220;no&#8221; \u00e8 la difesa: prevenire un disagio, un problema, un evento che pu\u00f2 ledere. Porre un limite nell&#8217;educazione significa &#8220;non puoi fare, non puoi avere&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;abilit\u00e0 di &#8220;<strong><em>dire no<\/em><\/strong>&#8221; nell&#8217;educazione segue un percorso:<\/p>\n<p>&#8211; definire ci\u00f2 che il bambino non pu\u00f2 fare, avere, essere (definire il limite);<\/p>\n<p>&#8211; comunicare in modo chiaro il limite;<strong><a href=\"http:\/\/lasalamandra.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/happy-family-1316701.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-medium wp-image-628 alignright\" src=\"http:\/\/lasalamandra.eu\/wp\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/happy-family-1316701-240x300.jpg\" alt=\"family\" width=\"240\" height=\"300\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&#8211; spiegarne la ragione;<\/p>\n<p>&#8211; chiedere di accettare il &#8220;no&#8221;;<\/p>\n<p>&#8211; verificare che il bambino abbia compreso il motivo del divieto e si comporti seguendo l&#8217;indicazione che gli \u00e8 stata data;<\/p>\n<p>&#8211; ringraziare per la collaborazione.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario che l&#8217;educatore abbia chiaro quale sia il limite: che cosa il bambino pu\u00f2 fare e che cosa non pu\u00f2 fare.<\/p>\n<p>Il fine dell&#8217;educatore \u00e8 evitare al bambino azioni che feriscono il corpo, la persona, le relazioni, l&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Il &#8220;no&#8221; va comunicato con l&#8217;intenzione che il bambino possa comprendere: &#8220;io desidero che tu mi comprenda&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 poi importante spiegare le ragioni della scelta: per i bambini \u00e8 di valore comprendere perch\u00e8 non possono fare qualcosa, oppure non possono avere un oggetto. I bambini hanno bisogno di verit\u00e0 perch\u00e8 \u00e8 l&#8217;unica capace di acquietare la tensione tra desiderio e limite.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire la verit\u00e0 in modo generico, breve, neutro: &#8220;oggi non sto bene e non posso aiutarti, ma cercher\u00f2 una soluzione, presto mi sentir\u00f2 meglio e domani ti aiuter\u00f2&#8221;.<\/p>\n<p>La tappa successiva ci indica di chiedere al bambino di tentare di accettare.: &#8220;lo so che per te non avere il gelato in questo momento \u00e8 difficile e ti fa soffrire. Io ti comprendo, per\u00f2 il negozio \u00e8 chiuso e non possiamo comprarlo e ti chiedo di provare ad accettare questa situazione&#8221;. &#8220;Tenta di accettare che il giocattolo \u00e8 di tuo fratello e in questo momento lo vuole usare lui&#8221;.<\/p>\n<p>Per sviluppare questa abilit\u00e0, l&#8217;educatore pu\u00f2 tentare di accettare di pi\u00f9 il bambino, le sue esigenze, il suo carattere, il suo comportamento, le sue richieste cos\u00ec che, una tappa dopo l&#8217;altra, il bambino conquista un comportamento adeguato di fronte al limite.<\/p>\n<p>\u00c8 molto importante da parte dell&#8217;adulto apprezzare la collaborazione del bambino ed esprimere la gratitudine: &#8220;grazie per aver compreso e accettato la mia indicazione&#8221;; &#8220;grazie per aver compreso e accettato che il negozio era chiuso\/che il giocattolo lo stava usando tuo fratello&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il no che ferisce<\/strong>. Il primo errore che pu\u00f2 essere commesso dall&#8217;adulto \u00e8 un no detto con eccessiva forza, con rabbia o con giudizi negativi. I no troppo intensi fanno male. Spesso sono no giusti, ma vengono espressi in maniera inadeguata: il no dovrebbe fermare ma non causare dolore. Il bambino che subisce la negazione in questa forma inizia a <em>temere l&#8217;educatore, a chiudersi in s\u00e8 oppure diventa ribelle e aggredisce<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Il no debole<\/strong>. Il no troppo debole non viene rispettato. L&#8217;educatore non vuole ferire, ma attuando un&#8217;azione educativa troppo debole, provoca un contesto che non funziona: il bambino <em>non rispetta il limite<\/em>, lo trasgredisce, non si impegna oppure si mostra disinteressato.<\/p>\n<p>Per esempio: una bambina vuole giocare a fare la cuoca, entra in cucina e comincia a lavorare. La madre pone un blando limite dicendo: &#8220;sarebbe meglio non sporcare&#8221;, per\u00f2 non verifica l&#8217;andamento delle operazioni. Dopo mezz&#8217;ora scopre un piccolo disastro: cibi sparsi ovunque. D&#8217;istinto la madre reagisce con rabbia. Il limite iniziale era troppo debole, ora il rimprovero \u00e8 troppo forte: la bambina si spaventa, piange, chiede scusa, vive un senso di colpa.<\/p>\n<p><strong>Il no equivoco. <\/strong>Le parole dicono no, il comportamento dice s\u00ec. Il padre chiede al figlio di non tirare la coda al gatto, ma gli permette di proseguire con tale attivit\u00e0 . La madre dice alle figlie di non litigare, ma lascia che continuino a contendersi il giocattolo. Le parole indicano la direzione corretta, ma le azioni dell&#8217;adulto non la accompagnano.<\/p>\n<p>Il messaggio equivoco provoca un serio danno alla relazione educativa perch\u00e8 <em>sottrae alle parole il potere operativo<\/em> e sottrae efficacia ai futuri interventi dell&#8217;educatore.<\/p>\n<p><strong>Il no e la costrizione. <\/strong>La costrizione ferisce il bambino nella sua intimit\u00e0 e di conseguenza <em>si ritirer\u00e0 , si chiuder\u00e0 , finger\u00e0 , trasgredir\u00e0 o si ribeller\u00e0 <\/em>. Pi\u00f9 l&#8217;adulto costringe, pi\u00f9 il bambino rifiuta.<\/p>\n<p>Se desideriamo contenere dell&#8217;acqua nelle mani, non possiamo chiuderle a pugno perch\u00e8 pi\u00f9 stringiamo e pi\u00f9 il liquido scivola via.<\/p>\n<p><strong>Il no pulito. <\/strong>L&#8217;educatore dovrebbe avere l&#8217;abilit\u00e0 di comunicare un no giusto, semplice e pulito. Per esempio il padre pu\u00f2 dire: &#8220;ti chiedo di non gettare il cibo per terra&#8221;; l&#8217;insegnante pu\u00f2 rivolgersi alla classe: &#8220;vi chiedo di non parlare mentre io spiego la lezione, vi chiedo di ascoltare in silenzio e di tentare di comprendere&#8221;. L&#8217;indicazione \u00e8 chiara e pu\u00f2 essere subito messa in pratica. Esprimersi in modo chiaro facilita la comprensione e non lascia residui sottintesi. Numerose difficolt\u00e0 ad accettare e rispettare i limiti nascono proprio da errate interpretazioni del messaggio.<\/p>\n<p><em>La purezza nelle relazioni si conquista con la chiarezza delle proprie intenzioni e con una costante cura nella comunicazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Queste indicazioni, se seguite con continuit\u00e0 possono essere molto efficaci per costruire sane relazioni educative.<\/em><\/p>\n<p>Dott.ssa Pierangela Pagnoscin<br \/>\nppagnoscin@yahoo.it<br \/>\nFacebook: Studi Abilit\u00e0 Umane Treviso <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Associazione-Studi-Abilita-Umane-Treviso-623028124427409\/?fref=ts\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.facebook.com\/Associazione-Studi-Abilita-Umane-Treviso-623028124427409\/?fref=ts<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2016\/04\/12\/il-si-e-il-no-prima-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il S\u00ec e il No &#8211; prima parte<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2016\/04\/12\/il-si-e-il-no-seconda-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il S\u00ec e il No &#8211; seconda parte<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e8 diciamo no? Spieghiamo la ragione di un no? Come possiamo insegnare ad accettare il no? Di fronte a un no i bambini tendono ad arrabbiarsi o intristirsi: perch\u00e8? La funzione principale del &#8220;no&#8221; \u00e8 la difesa: prevenire un disagio, un problema, un evento che pu\u00f2 ledere. 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