{"id":5733,"date":"2026-05-21T04:30:52","date_gmt":"2026-05-21T02:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/?p=5733"},"modified":"2026-05-21T04:30:53","modified_gmt":"2026-05-21T02:30:53","slug":"fango-alberi-e-bambini-felici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2026\/05\/21\/fango-alberi-e-bambini-felici\/","title":{"rendered":"Fango, alberi e bambini felici"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Confessioni di un genitore che ha imparato a respirare<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 cominciato con una frase che aveva l\u2019aria di un segreto: \u201cSai che esistono progetti di educazione in natura? I bambini stanno tutto il giorno all\u2019aperto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La mia prima reazione \u00e8 stata un misto di entusiasmo genuino e terrore pratico. Entusiasmo perch\u00e9 l\u2019idea di mio figlio libero all\u2019aria aperta mi sembrava meravigliosa. Terrore perch\u00e9 immediatamente si \u00e8 aperta una lista mentale: <em>E se piove? E se fa freddo? E le scarpe? E i vestiti? E i germi?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ha vinto l\u2019entusiasmo, ho fatto qualche ricerca e ho scoperto il progetto <strong>Educare nel Bosco Preganziol<\/strong>: giornate educative nella natura, guidate da un\u2019\u00e9quipe preparata e accogliente, in cui i bambini esplorano, giocano e osservano il mondo che li circonda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Beh\u2026 Ci siamo iscritti ovviamente!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"637\" height=\"850\" src=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/05\/arrampicata.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5732\" style=\"aspect-ratio:0.7494117647058823;width:416px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/05\/arrampicata.jpeg 637w, https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/05\/arrampicata-225x300.jpeg 225w, https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/05\/arrampicata-315x420.jpeg 315w\" sizes=\"(max-width: 637px) 100vw, 637px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>La questione del fango (ovvero: i nostri condizionamenti)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Primo giorno d\u2019autunno: vado a prendere mio figlio e lui mi viene incontro con l\u2019aria beata di chi ha vissuto un\u2019avventura epica. Lo guardo. Il giubbotto \u00e8 irrecuperabile. I pantaloni sembrano essere stati usati come attrezzo da giardinaggio. Le scarpe contengono una quantit\u00e0 di terra che avrebbe potuto riempire un vaso da fiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poi <em>lui mi ha guardato con gli occhi brillanti e mi ha detto: \u201cFai attenzione, ho costruito una spada!\u201d, brandendo due bastoncini legati assieme con una piccola corda.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco il momento in cui ho capito che il problema non era suo. Era mio. Noi siamo cresciuti con una serie di condizionamenti: <em>non sporcarti, stai attento, non toccare, rimani pulito.<\/em> Messaggi ripetuti cos\u00ec tante volte da diventare riflessi automatici. Sappiamo \u2014 razionalmente \u2014 che sporcarsi fa bene, che il contatto con la terra stimola il sistema immunitario, che il gioco libero \u00e8 apprendimento puro. Ma tra <em>saperlo<\/em> e riuscire a non inorridire davanti al giubbotto c\u2019\u00e8 un abisso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il rischio calcolato: arrampicati, figlio, ma non troppo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno ho visto mio figlio provare ad arrampicarsi su una rete di corde sospesa a mezz\u2019aria. Non era altissima ma per il mio sistema nervoso equivaleva a una parete verticale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho guardato D., l\u2019educatore. Lo osservava con attenzione, ma senza intervenire. Se chiedeva di essere aiutato, lui era l\u00ec, vicino, e lo incoraggiava a provare da solo, con quella calma che solo chi sa davvero cosa sta facendo riesce ad avere. Era evidente che sapeva che ce l\u2019avrebbe fatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho tenuto la bocca chiusa. \u00c8 stata una delle imprese pi\u00f9 difficili della mia vita da genitore.<\/p>\n\n\n\n<p>Mio figlio \u00e8 salito. Ha trovato forza ed equilibrio. E poi \u00e8 sceso da solo, soddisfatto come un alpinista che ha conquistato il Monte Bianco. E quella soddisfazione non gliela avrei mai potuta dare io, tenendolo per mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il cuore dell\u2019educazione al rischio: non si tratta di esporre i bambini a pericoli inutili, ma di permettere loro di confrontarsi con situazioni gestibili, dove possano valutare, decidere, sbagliare in sicurezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emozioni, pianti e temporali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La natura non ha la temperatura giusta, non ha superfici morbide, non elimina i conflitti. A volte piove davvero. A volte ci si stanca e si vorrebbe tornare a casa. A volte si litiga con un amico per un ramo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Come quella volta che mio figlio e una compagna volevano arrampicarsi sullo stesso albero: \u201cVado io!\u201d \u201cNo, io!\u201d \u201cNo, io!\u201d \u201cNo, io!\u201d \u201cNo, io!\u201d&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>S., l\u2019educatrice, ha aspettato e poi ha solo suggerito \u201cForse se usate qualche parola in pi\u00f9 vi potete spiegare meglio\u201d. Nessuno che&nbsp; risolvesse. Loro due, il problema, e il tempo per starci dentro. E alla fine, l\u2019idea di prendere la clessidra per fare i turni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho realizzato quanto spesso, come genitori, siamo abituati a tamponare le emozioni dei nostri figli prima ancora che le vivano davvero. Il pianto ci spaventa. Il conflitto ci mette a disagio. La frustrazione vogliamo risolverla subito. Ma i bambini che imparano a stare dentro una sensazione difficile sviluppano qualcosa di prezioso: la fiducia in se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno F., l\u2019altra educatrice, \u00e8 arrivata da me mostrandomi un video: \u201cguarda come si \u00e8 calato nella parte!\u201d mi dice con tono divertito e affettuoso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Su un \u201cpalco\u201d creato tra gli alberi, mio figlio travestito da signor Bigio &#8211; uno dei due conigli protagonisti del libro per bambini \u201cIl litigio\u201d &#8211; bisticciava e faceva pace, attraverso le scene del libro, con una compagna travestita da signor Bruno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi la spiegazione di F.: \u201cIn questo periodo i bimbi stanno sperimentando molto l\u2019espressione della rabbia ed entrano spesso in conflitto, cos\u00ec abbiamo proposto di scegliere assieme un libro che parlasse di questo e\u2026 ci \u00e8 venuta l\u2019idea di metterlo in scena!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;attivit\u00e0 nata dall\u2019esperienza reale, non calata dall&#8217;alto. Non &#8220;adesso facciamo teatro\u201d, ma un&#8217;osservazione attenta di quello che i bambini stavano attraversando, trasformata in linguaggio, movimento, gioco. L\u2019\u00e9quipe educativa aveva visto, ascoltato, e poi risposto. Non con una spiegazione, non con una regola, ma con un libro e un sipario. I bambini non sapevano di star imparando a gestire la rabbia. Perch\u00e9 quando sei tu il signor Bigio, capire cosa prova l&#8217;altro diventa naturale. Nessuno te lo ha spiegato, lo hai vissuto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quello che ho imparato io&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno me lo aveva detto che iscrivere mio figlio a un progetto educativo in natura avrebbe cambiato anche me.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo cresciuti in una cultura della sicurezza intesa come assenza di imprevisti. Abbiamo imparato che un buon genitore \u00e8 quello che prevede, protegge, risolve. Ed \u00e8 una responsabilit\u00e0 bellissima, ma pu\u00f2 diventare una gabbia, per noi e per i nostri figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Osservare mio figlio muoversi nella natura, con tutta la sua imprevedibilit\u00e0, mi ha restituito qualcosa di importante: la fiducia che i bambini sappiano crescere, che abbiano dentro di loro le risorse per farlo. Che il nostro compito non sia tracciare il percorso, ma accompagnare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un pensiero nuovo. Ma vederlo succedere davanti ai tuoi occhi, tra un ramo e una pozzanghera, \u00e8 tutta un\u2019altra cosa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un invito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro giorno ho trovato delle ghiande in lavatrice. Un tesoro che mio figlio aveva raccolto nel bosco e messo in tasca.<\/p>\n\n\n\n<p>Se anche voi volete trovare ghiande in lavatrice e cercate qualcosa che faccia crescere vostro figlio non solo in altezza ma in curiosit\u00e0, autonomia e capacit\u00e0 di stare nel mondo, vi invito a scoprire il progetto <strong>Educare nel Bosco Preganziol<\/strong>, parte della rete nazionale <strong>Educare nel Bosco<\/strong> di CanaleScuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019idea vi accende qualcosa, anche solo una piccola scintilla, vale la pena approfondire. I bambini, di solito, non hanno dubbi. Sono gi\u00e0 pronti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>www.canalescuola.it\/preganziol<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>@educarenelboscopreganziol<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confessioni di un genitore che ha imparato a respirare Tutto \u00e8 cominciato con una frase che aveva l\u2019aria di un segreto: \u201cSai che esistono progetti di educazione in natura? 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