{"id":5585,"date":"2026-04-01T15:25:11","date_gmt":"2026-04-01T13:25:11","guid":{"rendered":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/?p=5585"},"modified":"2026-04-01T15:25:12","modified_gmt":"2026-04-01T13:25:12","slug":"non-e-disattenzione-ne-iperattivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/2026\/04\/01\/non-e-disattenzione-ne-iperattivita\/","title":{"rendered":"Non \u00e8 disattenzione, n\u00e9 iperattivit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Capire la mente che pensa per immagini 3D<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Diagnosi o funzionamento? Una distinzione fondamentale<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni termini come \u201cADHD, bambino, sintomi, attenzione, impulsivit\u00e0\u201d o \u201cdifficolt\u00e0 di concentrazione a scuola\u201d e \u201cbambino che non sta fermo\u201d sono tra le ricerche pi\u00f9 frequenti online. \u00c8 comprensibile: quando un figlio fatica a concentrarsi, appare disorganizzato o impulsivo, il primo riferimento che molti genitori incontrano \u00e8 il Disturbo da Deficit di Attenzione\/Iperattivit\u00e0, cio\u00e8 ADHD.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il DSM-5 ((Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione), l\u2019<strong>ADHD <\/strong>\u00e8 un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficolt\u00e0 persistenti nell\u2019attenzione, nell\u2019autoregolazione e nella gestione delle attivit\u00e0, tali da interferire in modo significativo con la vita quotidiana.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"320\" height=\"232\" src=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/04\/Linda-Silverman-Visual-Spatial-Learner.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5586\" srcset=\"https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/04\/Linda-Silverman-Visual-Spatial-Learner.jpeg 320w, https:\/\/lasalamandra.eu\/baby\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2026\/04\/Linda-Silverman-Visual-Spatial-Learner-300x218.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Linda Silverman, Visual-Spatial Learner<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Allo stesso tempo, l\u2019esperienza sul campo di realt\u00e0 come Liberamente Onlus, dal 1997 impegnata nella relazione di aiuto non clinica dell\u2019et\u00e0 evolutiva, invita a una riflessione: spesso queste manifestazioni non sono riconducibili a un disturbo, ma a <strong>un diverso modo di elaborare le informazioni. <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ADHD \u00e8 una categoria clinica basata su criteri comportamentali osservabili, costruita confrontando ci\u00f2 che un bambino fa con ci\u00f2 che, in un contesto scolastico o sociale, \u00e8 considerato il comportamento atteso. Proprio per questo l\u2019osservazione da parte di genitori e insegnanti che descrivono un bambino con frasi come \u201cnon segue le istruzioni\u201d, \u201csi distrae facilmente\u201d, \u201cperde il materiale\u201d, \u201csi blocca nei compiti noiosi\u201d possono far pensare a una difficolt\u00e0 di attenzione e quindi diventa diretta conseguenza la via dell\u2019indagine diagnostica.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo una prospettiva non clinica, il movimento delle <strong>neurodivergenze,<\/strong> invece, promuove l&#8217;idea che differenze neurologiche come autismo, ADHD, dislessia e altre siano <strong>variazioni naturali del cervello umano,<\/strong> non malattie da curare e quindi sostiene con forza l\u2019idea di descrivere questi bambini <strong>in termini di caratteristiche di funzionamento<\/strong>, punti di forza e modalit\u00e0 di apprendimento, anzich\u00e9 come soggetti \u201cdifettosi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Liberamente Onlus si colloca con decisione in questa prospettiva: in quasi trent\u2019anni ha accompagnato oltre 3000 bambini e ragazzi, osservando che, nella maggior parte dei casi, i comportamenti come disattenzione, disorganizzazione o impulsivit\u00e0 dipendono da uno stile particolare di elaborazione delle informazioni.<strong> Questo stile di pensiero <\/strong>trasforma gli input provenienti dal mondo esterno (parole, immagini, odori, suoni, sensazioni tattili) e interno (emozioni, pensieri) in modo unico, spesso senza che la persona ne sia consapevole. Quando non si ha padronanza di questo processo, il bambino ne pu\u00f2 essere sopraffatto e si possono manifestare difficolt\u00e0 nell\u2019apprendimento e nel comportamento. Si tratta di un profilo ben definito che porta il nome preciso di \u201c<strong>Stile di pensiero Visuospaziale<\/strong>\u201d, denominato gi\u00e0 dagli anni \u201990 (Roland D. Davis), ma ancora troppo spesso ignorato a favore di etichette diagnostiche pi\u00f9 popolari nei vari decenni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando cambiamo il nome con cui descriviamo un bambino, cambiamo anche ci\u00f2 che vediamo in lui.<\/strong> E questo cambia tutto: le aspettative, le relazioni, le possibilit\u00e0 di apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa distinzione non nega le difficolt\u00e0, ma permette di interpretarle in modo pi\u00f9 preciso e di valorizzare le risorse naturali della mente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo stile di pensiero \u00e8 stato individuato gi\u00e0 negli anni \u201990 dallo scienziato Ronald D. Davis. Partendo dalla propria esperienza personale, Davis ha aperto la porta su una rivoluzionaria scoperta su cui ha creato un brillante modello di lavoro che \u00e8 stato esportato in tutto il mondo e che ha cambiato le vite di decine di migliaia di persone imbrigliate nelle etichette diagnostiche (dislessia, ADD\/ADHD, discalculia, disprassia e anche certe forme di autismo) che ne bloccavano lo sviluppo personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come spesso accade, ci\u00f2 che \u00e8 nuovo e ribalta le conoscenze, trova ostacoli nel mondo consolidato e quindi per molti anni il suo lavoro \u00e8 stato snobbato. Tuttavia, le sue teorie sono state riprese dalla ricercatrice e psicologa clinica Linda Silverman Ph.D. (Gifted Development Center e Visual Spatial Learner) e da alcuni coraggiosi pionieri italiani come l\u2019insegnante illuminata Roberta Piccoli e il CentroStudi di Liberamente onlus (composto da Counsellor, Psicoterapeuti, neuropsicomotricisti e pedagogisti) che hanno sviluppato un importante, innovativo ed efficace modello di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>La missione \u00e8 aiutare persone in et\u00e0 evolutiva con stile di pensiero visuospaziale ma ostacolate dalla <strong>scarsa padronanza<\/strong> che questa particolare forma di elaborazione dei pensieri mette in atto, <strong>spesso interpretati come sintomi di disturbo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ADHD deve rimanere ci\u00f2 che \u00e8: una categoria clinica che descrive un disturbo quando esiste una reale compromissione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pu\u00f2 e non deve diventare il nome di una modalit\u00e0 di funzionamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 quando questo accade, il rischio \u00e8 evidente:<br><strong>trasformare una caratteristica \u2014 e spesso un potenziale \u2014 in una diagnosi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riconoscere e nominare correttamente lo stile di pensiero visuospaziale non \u00e8 una questione terminologica, ma culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa restituire precisione scientifica, ma soprattutto restituire alla persona la possibilit\u00e0 di non essere definita \u201cda ci\u00f2\u201d che non funziona, bens\u00ec da \u201ccome\u201d funziona.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel prossimo articolo analizzeremo il funzionamento della mente visuospaziale, le sue caratteristiche, e in che modo possono insorgere difficolt\u00e0 quando non \u00e8 adeguatamente padroneggiata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Centro Studi di Liberamente Onlus<\/p>\n\n\n\n<p>info@associazioneliberamente.com<\/p>\n\n\n\n<p>Tel. 0422.403761<\/p>\n\n\n\n<p>FB: https:\/\/www.facebook.com\/associazioneliberamenteonlus<\/p>\n\n\n\n<p>IG: https:\/\/www.instagram.com\/liberamente_onlus\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capire la mente che pensa per immagini 3D Diagnosi o funzionamento? 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